Roma, 30.07.2010 | di Gaetano Liardo - Norma Ferrara
SIT– IN A MONTECITORIO
Il «Bavaglio» slitta a settembre
Fnsi: necessario mantenere alta l'attenzione
Sit - in ieri a Montecitorio per dire, per l'ennesima volta, no al «Bavaglio». Fnsi, Libera, Articolo 21, Cgil, Movem, Popolo Viola, sindacati di polizia. Un centinaio di persone per mantenere alta l'attenzione sul provvedimento liberticida, già approvato in Senato, e approdato alla Camera. Nonostante alcune migliorie introdotte dalla Commissione Giustizia di Montecitorio, frutto del braccio di ferro tra finiani e berluscones, il testo così com'è fa ancora paura. Proprio ieri, giornata in cui doveva essere «calendarizzata» la votazione, al termine della manifestazione giunge la notizia che l'esame del ddl slitta a settembre. Decisione sintomo delle fibrillazioni interne al partito di maggioranza, culminate nella serata di ieri con l'epurazione dei finiani “dissidenti”.
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Palermo, 30.07.2010 | di Simona Sgroi*
«Palermo come Beirut»
In ricordo del magistrato Rocco Chinnici, 27 anni dopo
Cielo terso e azzurro,uno di quelli che solo la Sicilia sa regalare in piena estate,aria già tiepida alle prime ore del mattino presagio di una torrida e torbida giornata. Via Pipitone Federico, in un noto quartiere residenziale si sente piacevole la calma delle assolate mattine palermitane: la città è semivuota. Il magistrato Rocco Chinnici, nel suo appartamento al terzo piano, si è alzato di buon ora, come del resto faceva ogni mattina, e sta lavorando alle sue carte nello studio, con la finestra del balcone aperta.
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Roma, 29.07.2010 | di Norma Ferrara
CASAL DI PRINCIPE RISPONDE A CASTELLI
La Lega e la ‘ndrangheta
Dopo l’operazione “Crimine” i vertici negano, i fatti parlano
La volta scorsa, nel dicembre del 2009, l’attuale vice ministro alle infrastrutture del Governo Berlusconi, Roberto Castelli, gli aveva risposto cosi: “Ma va a ciapà i ratt”. Oggi continua e afferma: “ gli antimafia a pagamento sono sempre meno credibili”. Le accuse sono indirizzate sempre allo stesso destinatario, Roberto Saviano, reo di porre, nell’acceso dibattito Nord-Sud, l’attenzione sulla presenza delle mafie nell’operoso e sano territorio del Centro-nord. Questa volta lo ha fatto in un’intervista rilasciata a Vanity Fair nella quale, a seguito delle notizie emerse dall’inchiesta Crimine a carico di alcuni amministratori locali del Carroccio, ha chiamato in causa le responsabilità della Lega nord che da dieci anni governa quei territori.
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Messico, 29.07.2010 | di Stefano Fantino
Messico, l'informazione rapita
Sequestrati quattro giornalisti dai narcotrafficanti. Dal 2000 quasi settanta le uccisioni
Non fossero sufficienti le morti che ogni giorno la cronaca ci racconta, il Messico sembra rincorrere le prime pagine, mostrandosi capace di spingere sempre più in là il limite di quanto tollerabile in un paese democratico. Nella intricata tela che dipinge l'attuale federazione messicana, tra gli scontri a fuoco tra le più disparate fazioni, la corruzione, i doppi giochi e la conta, tragica, dei morti, non poteva che avere, nostro malgrado, uno spazio degno di nota il terribile stato della libertà di stampa. Un concetto, in Messico, non particolarmente diffuso e, sia ben chiaro, non certo per la mancanza di validi giornalisti.
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Mogliano Veneto (Treviso), 30.07.2010 | di Cesare Piccitto
Latitante catturato in Veneto mentre fa jogging
L’uomo è legato al clan catanese dei Laudani
Vito Zappalà, ricercato dal '99, dopo un condanna a 29 anni di reclusione e a tre di libertà vigilata per spaccio e traffico di droga, con l'aggravante delle modalità mafiose, è stato catturato ieri, dopo la sua seduta giornaliera di jogging, a Mogliano Veneto (Treviso). L’organizzazione in cui operava Zappalà è legata secondo gli investigatori al clan dei Laudani che opera nella zona nord di Catania e nella fascia jonica della provincia etnea. Ultimo arresto dello stesso “spessore criminale” è stato effettuato nel 2008, di Michele Di Mauro, detto “mussi di ficurinia” - espressione con cui si indicano anche i membri del clan.
Torino, 29.07.2010 | di Andrea Zummo e Davide Pecorelli (da liberapiemonte.it)
Tra Stato e mafia pace o guerra?
Intervista a Giancarlo Caselli, Giulio Cavalli e Pino Maniaci
I fatti di cronaca che riempiono i quotidiani raccontano una storia strana. Difficile comprenderne la “morale”. Se da una parte le mafie devono fare i conti con arresti eccellenti, operazioni che decimano l’ala militare dall’altra il malaffare sembra avere la strada spianata da interventi legislativi di dubbia utilità. Non si contano poi le accuse alla politica per corruzione, appoggio alla malavita, condotte poche edificanti.
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Catania, 28.07.2010 | di Cesare Piccitto
"Per ricostruire la nostra storia"
Dalla memoria all’impegno
Catania, il ricordo del commissario "Serpico" 25 anni dopo
”E’ inutile che venite a trovarmi ogni giorno. Posso darvi in media una notizia ogni sei mesi. Il nostro è un impegno che si sviluppa in tempi molto lunghi. E se proprio dobbiamo parlare possiamo farlo solo a cose fatte”; in realtà Beppe Montana incontrò molto più spesso i giornalisti, poiché furono tante le operazioni di polizia condotte e tanti i latitanti catturati in quei tre anni di proficua attività investigativa. Montana era soprannominato dai colleghi Serpico per i suoi metodi investigativi poco teorici ma molto efficaci. E’ stato un poliziotto italiano commissario della squadra mobile di Palermo ucciso dalla mafia venticinque anni fa. Oggi la città di Catania si ferma per ricordarlo mentre nel suo nome nascono esperienze di riutilizzo dei beni confiscati ai mafiosi.



























































