daiterritori
Sezioni
speciali Mafie senza confini Diritti negati dalle mafie
bacheca
Clandestino u cuntu Catena di San Libero Mosaico di pace palasc�a Osservatorio Camorra
approdi Libera Radio Articolo 21 Libera Liberande Flare
Idee Radio Cometa Malitalia

Roma, 06.09.2010  |  di Peppe Ruggiero

Ciao Angelo “sindaco pescatore”

E' stato ucciso nella notte con sette colpi di pistola Angelo Vassallo, sindaco di Pollica

Angelo Vassallo
Angelo Vassallo
Eri per tutti il “sindaco pescatore” e non solo perche’ amavi andare in mare ma perchè da sempre era il tuo lavoro, la tua passione. Mi raccontavi che navigavi e pescavi sin da quando avevi i pantaloni corti. E sempre ad Acciaroli. Una piccola località di mare del Cilento che con Pioppi fa parte del comune di Pollica. Il tuo rifugio. La tua casa. La tua famiglia. La tua comunità. Amministrata con cura epassione.

Roma, 06.09.2010  |  di Roberto Morrione

I punti fermi e le incognite di un autunno pericoloso

Dopo la tregua armata di agosto si prepara una stagione carica di rischi

Gheddafi e Berlusconi
Gheddafi e Berlusconi
Sullo sfondo di punti fermi allarmanti, l’Italia ha superato la “tregua armata” delle fibrillazioni d’agosto e si appresta ad affrontare un autunno carico di incognite pericolose. I punti fermi coprono praticamente l’intero arco dei problemi del Paese. Ne riassumiamo dunque solo alcuni aspetti essenziali, sui quali non a caso si registra il silenzio o addirittura la disinformazione manovrata della stampa legata a Berlusconi e al governo, con in primo piano l’ impero televisivo fonte principale dell’ opinione pubblica, come il TG 1 e il TG 5. Come ha documentato l’economista Tito Boeri, in agosto la sistematica disinformazione di questi giornali sulla reale situazione economica, con l’assenza di approfondimenti sulle cifre ufficiali diffuse, è stata scandalosamente sistematica.

News correlate:

Milano, 05.09.2010  |  di Lorenzo Frigerio

Auguri nonno Nino!

Caponnetto avrebbe compiuto 90 anni

Antonino Caponnetto con Falcone e Borsellino
Antonino Caponnetto con Falcone e Borsellino
Le candeline da spegnere sulla torta sarebbero state ben novanta, se fosse ancora tra noi oggi. Antonino Caponnetto, nonno Nino per quanti lo amavano e stimavano, era nato a Caltanissetta il 5 settembre del 1920. Siciliano di origini, visse però la gran parte della sua esistenza in Toscana, dove iniziò la sua attività di magistrato nel 1954. Una carriera brillante e ricca di soddisfazioni professionali e personali, con l’esercizio della funzione giudiziaria vissuto nel pieno rispetto del dettato costituzionale. Dopo tanti anni di servizio silenzioso ma prezioso offerto al Paese, Caponnetto avrebbe potuto chiudere così, serenamente e senza strappi, per dedicarsi alla famiglia, alla moglie Elisabetta, ai figli e ai nipoti.

News correlate:

Roma, 06.09.2010  |  di Norma Ferrara

L’Italia ha bisogno di verità

Cisterna: una massa gelatinosa tenta di frenare l’azione della magistratura in Calabria

Alberto Cisterna
Alberto Cisterna
Calabria estate del 2010. E’ il 25 agosto quando sotto l’abitazione del procuratore generale di Reggio Calabria, Salvatore Di Landro, una bomba esplode, danneggiando il portone e i vetri del palazzo. Nessun ferito per fortuna, l’attentato è l’ennesimo atto di intimidazione diretto verso un esponente della magistratura reggina, negli ultimi mesi. Una lunga scia di episodi inquietanti hanno portato ad un crescendo di tensione in una fase delicata in cui «alcune ‘ndrine potenti della provincia hanno alzato il tiro contro la magistratura». Della fase attuale e dei suoi possibili sviluppi abbiamo parlato con Alberto Cisterna, sostituto procuratore presso la Direzione nazionale antimafia, fra i maggiori esperti del fenomeno ‘ndranghetista.

Mazara del Vallo, 06.09.2010  |  di Rino Giacalone

Immigrazione, l'Europa faccia la sua parte

Mogavero: ho chiesto di andare in Libia per visitare centri di accoglienza

Mons. Domenico Mogavero
Mons. Domenico Mogavero
Mazara del Vallo. Era l’unico Vescovo ammesso alla cerimonia organizzata presso l’accademia libica a Roma per i festeggiamenti in occasione del secondo anniversario del trattato di amicizia tra Italia e Libia, mons. Domenico Mogavero aveva avuto preannunciata una possibilità, quella di un faccia a faccia anche di pochi attimi con Gheddafi a proposito di immigrazione e respingimenti, alla fine si è dovuto contentare solo di un velocissimo saluto, una stratte di mano col colonnello e basta. Ed è finito tutto lì? «Non mi arrendo – dice – attraverso la stessa accademia ho già chiesto di potermi recare presto in Libia, per incontrare il leader Gheddafi e discutere di clandestini e della fine che fanno coloro i quali vengono bloccati alla frontiera».

Milano, 06.09.2010  |  di Lorenzo Frigerio

I buchi neri della seconda Repubblica

La ricostruzione del depistaggio sulla strage di via D’Amelio

L'agenda nera
L'agenda nera
Un vero e proprio depistaggio di Stato quello che ha riguardato le indagini e i processi per la strage di via D’Amelio: è questa la terribile ipotesi che, con dovizia di particolari e di approfondimenti, Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza, giornalisti in prima linea nel raccontare le strategie di Cosa Nostra e oggi impegnati nell’avventura professionale de “Il Fatto Quotidiano”, avanzano nel loro ultimo libro “L’agenda nera della seconda Repubblica”, dove ricostruiscono i complessi avvenimenti che vanno dal 1992 ad oggi.

Roma, 06.09.2010  |  di Stefano Fantino

Il texano dagli occhi di ghiaccio

L'arresto di Edgar Valdez Villareal, al di là degli entusiasmi governativi, apre nuovi scenari nella lotta al narcotraffico

Federali dopo un sequestro, in Messico
Federali dopo un sequestro, in Messico
Un texano dagli occhi di ghiaccio. Il trofeo, esibito trionfalmente, della lotta ai narcos è un americano: al di là delle chiare ascendenze ispaniche, del bilinguismo perfettamente ostentato, Edgar Valdez Villareal, ultimo catturato dai federali messicani, è uno statunitense. Nato, trentasette anni fa, a Laredo, in Texas, a un tiro di schioppo dalle acque del Rio Grande che, da quelle parti, è il confine naturale tra l'America di Obama e il caliente Messico del narcotraffico. Come sia finito dall'altra parte del confine a fare affari coi maggior cartelli e a guidare truppe tra le più sanguinarie della federazione, rimane ancora in parte un mistero.

sommario