Reggio Calabria, 13.05.2008 | di Mario Meliadò
Dietro gli omicidi Molè e Princi, la nuova strategia sulla Piana. Ecco le infiltrazioni al comune di Gioia Tauro. Le conferme del Csm e i retroscena dell'operazione Saline
|
|
I Piromalli vanno alla guerra. Dietro il conflitto armato sulla Piana, preludio della probabile terza guerra di 'ndrangheta, è il frutto della scelta militare della supercosca di Gioia Tauro. I Piromalli rompono il ticket con i Molè (nonostante i legami familiari) e s'alleano agli Alvaro di Sinopoli. Nuovo corso sancito dagli omicidi di Rocco Molè e di Nino Princi (affine dei Molè e parente dei Rugolo di Castellace e quindi dei Mammoliti). Una figura poliedrica quella di Princi: manager, usuraio, riciclatore, faccendiere, confidente di polizia, regista dei tentativi di espansione nella zona di Rizziconi, origine dei conflitti con i Crea. E ancora i tentativi di "vendere" il boss Crea e le rivelazioni dei pentiti.
Intanto, dietro lo scioglimento del comune di Gioia Tauro commistioni e infiltrazioni: un nipote del sindaco Giorgio Dal Torrione sarebbe legato alle cosche, mentre sono inquietanti le ombre sulla società di riscossione dei tributi Gioseta (partecipata dalle amministrazioni di Gioia, Seminara e Taurianova).
Resta l'allarme a Reggio: il Csm ha confermato l'ipotesi del pm-talpa.
News:
Grasso: i pm vadano nelle scuole
Reggio, in procura il morbo palermitano. E la 'ndrangheta va verso la terza guerra
Reggio, un pm quinta colonna dei Condello. Cronistoria della lunga guerra tra le 'ndrine
'Ndrangheta, politico udc in cella. La guerra tra i Rugolo e i Crea
Reggio, il giallo della seconda cimice
Napoli, 13.05.2008 | di Stefano Fantino
Casalesi
|
| Il Mattino, 13 maggio |
Poco più di dieci giorni fa era toccato al marito, Umberto Bidognetti. Svariati colpi di pistola, uno alla testa, in una masseria a Castelvolturno, nel casertano. Undici anni fa, il 3 novembre '97, il figlio Salvatore era stato vittima di un agguato. Vedova e madre di un figlio ucciso, Angela Pagano è uscita allo scoperto con l'obiettivo di frenare l'attività di pentito dell'altro figlio, Domenico, camorrista che dall'autunno dello scorso anno è divenuto, appunto, collaboratore di giustizia. Con una lettera aperta indirizzata a “Il Mattino”, il maggior quotidiano campano. «Ho letto che hai confessato di aver commesso tanti omicidi, ora basta!!! Non continuare ad uccidere!». Angela Pagano in questa lettera aperta invita il figlio ad abbandonare la via del pentitismo dopo che una decina di giorni fa una vendetta trasversale della camorra casalese aveva portato all'uccisione di Umberto Bidognetti, marito della Pagano e padre di Domenico.
News:
Il padrino pentito scrive ai ragazzi : «I camorristi sono solo dei buffoni»
Processo Spartacus: vent'anni di storie di camorra
Castel Volturno, ucciso il padre di un pentito
Don Ciotti ai giovani: le mafie possono strappare fiori ma non impedire alla primavera di ritornare
Documenti:
Bidognetti, lettera di un camorrista pentito