Milano, 28.01.2012 | di Gianluca Ursini
Colletti sporchi e finanzieri collusi con la ‘ndrangheta
Nuovi arresti sull’asse Reggio Calabria - Milano
Arresti, perquisizioni e sequestri di immobili disposti dal Gip del Tribunale di Milano, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, sono scattati a Milano da parte della Polizia di Stato. L'operazione riguarda lo stesso filone d'indagine che il 30 novembre scorso ha coinvolto il clan di 'ndrangheta dei Valle, consorziati con i Lampada, in diverse città italiane. Le custodie cautelari sono state disposte dal gip Gennari, che ha però menzionato nella ordinanza i rapporti poco chiari di due direttori di banca lombardi con i riciclatori ufficiali e prestanome di grande portata dei clan Tegano, Condello e De Stefano a Milano e nella Lombardia tutta.
Napoli, 28.01.2012 | di Tiziana Apicella
La storia
Ucciso dalla camorra per una foto su facebook
In corso al tribunale di Napoli il processo per l'omicidio di Gianluca Cimminiello. La società civile si stringe intorno alla famiglia e chiede giustizia
Un’azione banale come quella di pubblicare una foto su facebook può determinare una condanna a morte da parte della camorra. E' successo a Casavatore ad un cittadino per bene. Un lavoratore di 31 anni, Gianluca Cimminiello. Una passione per i tatuaggi che diventa lavoro e l'apertura di un laboratorio in una zona difficile. Poi nel gennaio del 2010 Gianluca pubblica sul suo profilo una foto che lo vede insieme a giocatore Lavezzi. Questa foto sul social network scatena la gelosia di un altro tatuatore. Alla foto seguono minacce e poi il delitto. La società civile si stinge intorno alla compagna di Gianluca, Anna. E ai familiari. Aspettando le decisioni del giudice, nel processo in corso a Napoli. Una vita rubata per poco meno di niente.
Modena, 28.01.2012 | di Luca Salici*
I Siciliani giovani è on line su: www.isiciliani.it
Tra la via Emilia e la ‘ndrangheta
On line il nuovo numero de "I Siciliani giovani" . Dentro, storie e inchieste dalla Sicilia all'Egitto, passando per i cronisti minacciati, non solo dalle mafie
Giovanni Tizian, giornalista precario di 29 anni, da un mese è sotto scorta. Accade a Modena, in Emilia Romagna, dopo la pubblicazione di un libro-inchiesta sulle mafie al Nord. Sopra la linea Gotica, Giovanni, aveva ricominciato la sua vita dopo l’omicidio del padre Peppe, vittima innocente della criminalità organizzata a Locri nel 1989. Tizian non aveva mai parlato pubblicamente dell’omicidio del padre. Per anni aveva tenuto tutto dentro di sé. Poi durante una iniziativa antimafia sulle montagne dell'aspromonte, si alza in piedi e dice: "Io mi chiamo Giovanni Tizian E sono il figlio di Peppe, impiegato di banca, ucciso il 23 ottobre 1989”. Oggi è sotto scorta per le sue inchieste sulle mafie in Emilia Romagna realizzate per a Modena. Sul secondo numero de "I Siciliani giovani" la sua storia e la sua battaglia, contro mafie e precariato giornalistico.
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del libro-inchiesta “Gotica” - di redazione - Sit - in giornalisti senza tutele: altro che casta - di redazione*
- Peggio la mafia o i giornali sfruttatori? - di Antonello Mangano*
Documenti:
Lecce, 28.01.2012 | di Antonio Nicola Pezzuto
L'intervista
“Operazione Cinemastore”, le precisazioni del Procuratore Motta
«Sono stato frainteso. Non volevo gettare ombre su magistrati e poliziotti»
Torna a parlare il Procuratore Cataldo Motta dopo la conferenza stampa seguita all’ “Operazione Cinemastore”. Troppo forti le polemiche sollevate dopo le prime dichiarazioni che hanno spinto il Siap, sindacato di polizia, a chiedere l’ apertura di un’ inchiesta. Ricordiamo brevemente i fatti. La Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, in collaborazione con la Polizia di Stato, è riuscita a sgominare un clan emergente della Sacra Corona Unita. Nell’ ambito dell’ inchiesta sono state emesse 49 ordinanze di custodia cautelare firmate dal giudice delle indagini preliminari, Alcide Maritati, su richiesta del sostituto procuratore Guglielmo Cataldi. All’ arresto, però, sono riusciti a sfuggire i vertici del gruppo, circostanza che ha generato lo sfogo del Procuratore Motta che adesso ci tiene a precisare.
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Roma, 27.01.2012 | di Gaetano Liardo
Giornalismi e mafie
Mario Francese, il reporter scomodo ucciso dai boss
Il 26 gennaio 1979 Cosa nostra spegneva la voce del giornalista siciliano
«Francese non era un giornalista comune, era uno che sapeva tutto sui mafiosi». Un lusso che Cosa nostra non poteva di certo permettersi. Così, la sera del 26 gennaio del 1979 quattro colpi di pistola uccidevano Mario Francese, voce libera dell'informazione siciliana. Giornalista di nera nel Giornale di Sicilia, Francese con le sue inchieste aveva dato molto fastidio ai boss. Queste le dichiarazioni di Gaspare Mutolo, collaboratore di giustizia, inserite nella sentenza di appello del 2002 per l'omicidio Francese.
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- Rapporto su libertà di stampa nel mondo, Italia al posto 61° posto - di Norma Ferrara
Roma, 27.01.2012 | di Giuseppe Crapisi
Nuove minacce al sindacalista Vincenzo Liarda, per anni in prima linea contro la vendita del bene
Nell’ex feudo di Michele Greco nascerà la quinta cooperativa antimafia
Assegnato per il riutilizzo a fini sociali il bene di Verbumcaudo
A Villa Amalfitana l’Assessore regionale, Gaetano Armao, e il Presidente del Consorzio Sviluppo e Legalità, Salvatore Graffato, hanno firmato l’accordo che prevede l’assegnazione del feudo di Verbumcaudo di Polizzi Generosa al Consorzio. Erano presenti il Direttore dell’Agenzia Nazionale per i beni confiscati Giuseppe Caruso, l’On. Salvino Caputo e il direttore dell’Istituto regionale Vini e Olii di Sicilia. Il bene è stato assegnato a fini sociali per 15 anni.
Roma, 25.01.2012 | di redazione
Newsletter n° 83
E' on line il supplemento di informazione "Verità e giustizia"
All'interno un approfondimento sul XIII rapporto di Sos Impresa "Le mani della criminalità sulle imprese"
«Non è possibile che di fronte ai dati di 100 miliardi di Euro di fatturato delle mafie in Italia, il 7% del Pil, di fronte ai 160mila imprenditori colpiti dal racket ed ai 200mila dall’usura, si debba reclamare solo la maggior presenza dello Stato e delle Istituzioni. Queste ci vogliono, là dove è spesso assente; ma ora tocca a tutti alzare la voce della denuncia e dei “no”, gridati di fronte a chi chiede estorsioni e tangenti, a chi corrompe e distorce il mercato». Con questo appello il direttore di Libera Informazione, Santo Della Volpe, apre il supplemento di informazione "Verità a giustizia" che rielabora i dati di questa presenza economica e criminale al Nord, contenuti nel XIII rapporto di Sos Impresa "Le mani della criminalità sulle imprese" .
























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