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L’antidroga “infiacchita” nelle Città metropolitane

Piero Innocenti il . Criminalità, Dai territori, Droga, Forze dell'Ordine, Giustizia, Istituzioni, SIcurezza, Società

Nel 2022, nelle quattordici Città metropolitane (hanno sostituito le province omonime sin dal 2014) dove si concentra circa un terzo della popolazione complessiva, è stato registrato, rispetto al dato nazionale, il 48,04% degli stupefacenti sequestrati, il 47,58% delle operazioni antidroga e il 46,31% persone denunciate all’autorità giudiziaria per traffico/spaccio.

In linea con il decremento rilevato a livello nazionale, le operazioni antidroga in tali città sono diminuite del 10,87% (9.135 contro le 10.249 del 2021) con il valore assoluto più alto registrato a Roma (2.898 op.), seguita da Milano (1.832), Napoli (1.152), Torino (577) e Bari (530).

In tema di sostanza sequestrate, poco più di 36ton. (1,62% in più rispetto al 2021), tra le quattordici città: Reggio Calabria ha annotato i maggiori quantitativi intercettati, ben 18.049 kg. (di cui 16.248 kg.di cocaina), seguita da Roma con 7.243kg. (+48,43% rispetto al 2021), Milano con 2.565 kg. (-15,13%), Napoli con 2.120kg. (+72,46%) e Torino con 1.558kg. (-22,44%).

A Milano si è avuto il quantitativo sequestrato  maggiore di eroina (95kg.), seguita da Bari (51kg.) e Roma (36kg.) e nella Capitale è stato intercettato il quantitativo maggiore di hashish (2.886kg.) e di droghe sintetiche in dosi (5.006), mentre Venezia ha il primato delle droghe sintetiche sequestrate in polvere (8,38kg.).

12.358 le persone denunciate all’autorità giudiziaria per reati in materia di stupefacenti, il 10,5% in meno rispetto al 2021, di cui 3.819 stranieri (il 30,90%) in prevalenza di nazionalità marocchina, albanese, egiziana e tunisina. Da rilevare che Milano è stata l’unica città in cui il numero degli stranieri denunciati, 1.295, ha superato quello dei cittadini italiani, 1.007.

Il decremento maggiore nelle operazioni antidroga rispetto all’anno precedente si è avuto nelle Città metropolitane di Palermo con un meno 31,94% e Catania con -28,47% mentre Bari e Messina sono state le due città a registrare incrementi nelle operazioni rispettivamente con un +6,43% e +5,04%.

Le possibili cause che hanno determinato una diminuita attività di contrasto agli stupefacenti sono da ricollegarsi probabilmente non solo ad una diminuita attenzione (anche politica) al fenomeno dello spaccio sempre più diffuso, grazie anche ad una legislazione inadeguata, ma anche ai diversi ambiti che stanno affrontando le forze di polizia (i cui organici sono ancora insufficienti) tra cui il preoccupante fenomeno della delinquenza giovanile, delle “turbolenze” provocate dalla cosiddetta “malamovida”, della diffusa insicurezza causata dai tanti furti e rapine nelle case e nei negozi, del fenomeno della immigrazione clandestina, degli straordinari servizi di controllo anche contro il degrado urbano.

I minori denunciati all’autorità giudiziaria per reati collegati allo spaccio sono stati complessivamente 505 (di cui 117 stranieri) con il numero più alto, 170, a Roma seguita a Milano con 88 e Torino con 58 mentre a Messina, Napoli, Palermo, Reggio Calabria e Cagliari non è risultato alcun minore straniero denunciato.

Naturalmente i dati possono presentare, nel confronto tra una Città metropolitana e l’altra, disomogeneità anche apprezzabili che non comprovano una maggiore o minore estensione del fenomeno in una determinata area metropolitana come sottolinea la Direzione Centrale per i Servizi Antidroga (DCSA-Dipartimento della Pubblica Sicurezza) nella relazione annuale del 2022 -presentata a metà giugno scorso – ricordando che “il numero delle operazioni antidroga, delle denunce e dei sequestri di stupefacenti, infatti, è spesso condizionato da diversi fattori, quali ad esempio, la consistenza della popolazione residente che garantisce alle organizzazioni criminali una maggiore o minore estensione della domanda, la presenza di consolidate reti di spaccio, nonché l’esistenza sul territorio di frontiere terrestri, marittime o aeree di importanza strategica, utilizzate come punti di arrivo e di passaggio ovvero di stoccaggio della droga”.

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