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Polizia penitenziaria: ecco i protocolli operativi

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Per la prima volta il personale di Polizia Penitenziaria che presta servizio nelle strutture dell’Amministrazione potrà contare su regole certe che permetteranno di affrontare in modo più efficace e sicuro una serie di situazioni e scenari che possono verificarsi sia negli istituti sia in occasione di traduzioni e piantonamenti delle persone detenute.

Il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ha varato ieri i Protocolli operativi per il personale del Corpo. E oggi sono stati presentati nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi dal sottosegretario alla Giustizia con delega alla polizia penitenziaria, Andrea Delmastro Delle Vedove, insieme al capo del Dap Giovanni Russo e alla vice capo Lina Di Domenico.

“Un risultato storico. Regole di ingaggio chiare e precise per le donne e gli uomini della polizia penitenziaria, che in tal modo potranno affrontare gli eventi critici sapendo fin dove potersi spingere per garantire ordine, legalità e sicurezza negli istituti penitenziari. Alla redazione del Prontuario – ha sottolineato il sottosegretario Delmastro Delle Vedove – hanno contribuito direttamente alcuni comandanti di istituti indicati dalle diverse sigle sindacali, che voglio ringraziare per il loro contegno collaborativo”.

“È una operazione di legalità e trasparenza”, ha affermato Giovanni Russo. “Perché il carcere è anche il carcere dei diritti: quelli della popolazione detenuta, ma anche quelli di chi deve mantenere ordine e sicurezza all’interno e all’esterno degli istituti penitenziari”. Il capo Dap ha inoltre sottolineato che “quello che mancava da decenni e che veniva invocato a giusta ragione dalle sigle sindacali, dalla polizia penitenziaria, dagli agenti in trincea, purtroppo inascoltati per decenni, era proprio un quadro chiaro di regole. E in sei mesi, con un lavoro corale che ha coinvolto l’intero staff del Dipartimento, abbiamo dato risposta a questa esigenza”.

I protocolli raccolgono infatti le indicazioni dei due gruppi di lavoro appositamente costituiti dal capo del Dap rispettivamente il 1° marzo e il 29 maggio 2023, allo scopo di definire tecniche operative e metodologiche per la gestione delle operazioni di Polizia Penitenziaria. Il manuale contiene una serie di indicazioni precettive relative a specifiche regole di comportamento da adottarsi di fronte ai differenti eventi critici.

Sono inoltre previste indicazioni precise riferite alla responsabilità dei diversi soggetti chiamati a intervenire, e il richiamo alle norme di riferimento e alla giurisprudenza in materia. Le schede tecniche del prontuario, invece, colorate secondo la gravità della situazione prevista, sono classificate da un codice identificativo specifico per ogni evento critico, lo stesso adottato dal sistema informativo in uso alla sala Situazioni del Dap.

Per elaborare regole chiare che potessero evitare ai poliziotti penitenziari di incorrere in eccessi o in situazioni che possono creare dubbi sul loro operato, ha spiegato la vice capo del Dipartimento Lina Di Domenico, “si è fatta una attenta valutazione, anche perché sono stati richiamati prioritariamente i principi che regolano l’uso della forza. Siamo partiti dalle norme europee, abbiamo letto attentamente la giurisprudenza in merito e quindi di base è stata prevista nello stato di necessità, cioè dove non è altrimenti possibile, e in base al principio di proporzionalità”.

I protocolli, immediatamente operativi, sono stati trasmessi ieri dal Dipartimento: il prontuario ha raggiunto i provveditorati regionali dai quali sarà inviato a direttori e comandanti di reparto degli istituti penitenziari del territorio; il manuale invece è stato recapitato alla direzione generale della Formazione, che lo adotterà nei corsi di formazione e aggiornamento che riguarderanno tutto il personale del Corpo.

Gnews, Giustizia News online, Quotidiano del Ministero della Giustizia

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