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Il Consiglio d’Europa in campo contro le querele bavaglio

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L’organizzazione paneuropea esprime preoccupazione «per il persistere, in tutti gli Stati membri, di intimidazioni, minacce, violenze, uccisioni e altri crimini contro individui o organizzazioni che agiscono in qualità di ‘cani da guardia’».

Il Consiglio d’Europa sollecita gli Stati membri a contrastare le cause legali abusive utilizzate spesso dai cosiddetti poteri forti per cercare di mettere a tacere giornalisti e altre voci critiche. La richiesta è contenuta in una raccomandazione approvata dall’esecutivo dell’organizzazione paneuropea «allarmato per l’effetto raggelante» che le cause legali abusive, chiamate ‘slapp’ in inglese e querele bavaglio in italiano, hanno sulla libertà di espressione, sul dibattito pubblico e sulla partecipazione dei cittadini alla vita pubblica, ed «estremamente preoccupato per il persistere, in tutti gli Stati membri, di intimidazioni, minacce, violenze, uccisioni e altri crimini contro individui o organizzazioni che agiscono in qualità di ‘cani da guardia’».

Per facilitare l’identificazione delle ‘slapp’, il comitato dei ministri ha inserito nella raccomandazione un elenco non esaustivo di dieci indicatori attraverso cui riconoscerle, tra cui l’abuso di uno squilibrio di potere, l’infondatezza parziale o totale delle argomentazioni di chi intenta la causa, la richiesta di risarcimenti o interventi sproporzionati, eccessivi o irragionevoli e l’uso di tattiche dilatorie.

Tra le azioni di contrasto richieste da Strasburgo alle capitali c’è quella di garantire che la magistratura abbia il potere di archiviare velocemente le cause che si rivelano essere delle ‘slapp’, e che vi siano leggi che riconoscano un risarcimento dei danni economici e morali subiti dalle vittime di queste cause abusive. Inoltre devono essere posti, nel limite del possibile, massimali per i danni che chi fa causa può pretendere. Infine gli Stati devono adottare sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive per scoraggiare queste cause abusive, prevedendo anche il loro inasprimento per chi usa questa tattica ripetutamente.

L’intervento del Consiglio d’Europa segue di poco l’approvazione finale, da parte dell’Ue, di una legge per proteggere le persone che si esprimono su questioni di interesse pubblico da azioni legali abusive volte a metterle a tacere. In base alla nuova norma europea, le persone oggetto delle cosiddette azioni legali strategiche, in genere giornalisti e difensori dei diritti umani, beneficeranno di una serie di garanzie e misure procedurali che si applicheranno alle richieste manifestamente infondate o ai procedimenti giudiziari abusivi in materia civile con implicazioni transfrontaliere. (Ansa, 5 aprile 2024)

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