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Lo stato della (in)sicurezza pubblica a Milano

Piero Innocenti il . Criminalità, Forze dell'Ordine, Istituzioni, Lombardia, Politica, SIcurezza

Franco Gabrielli, apprezzato ex Capo della Polizia, chiamato, alcune settimane fa, dal Sindaco di Milano a fare il consulente sulla sicurezza, nella intervista del primo dicembre scorso al Corriere della Sera, ha opportunamente ricordato che “il cittadino è il nostro cliente e se pone un tema di sicurezza che non è solo di percezione, ma è reale (..) dobbiamo dare delle risposte (..) ognuno deve svolgere al meglio i suoi compiti, secondo la sua missione”.

Le ulteriori precisazioni di Gabrielli sul ruolo del vigile che “deve fare la polizia locale di serie A, quella prevista dalle norme”, sulla sicurezza e sull’ordine pubblico che sono di competenza statuale, dovrebbero aiutare a riportare il tema nell’ambito della legalità e non della polemica politica.

Per comprendere meglio la situazione reale della sicurezza pubblica anche nel capoluogo lombardo ci aiuta il “Rapporto Intersettoriale sulla criminalità predatoria 2023” redatto dal Servizio Analisi Criminale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza con l’OSSIF, Centro di Ricerca dell’ABI sulla Sicurezza Anticrimine, e pubblicato a fine novembre.

La preziosa analisi ha, tra l’altro, preso in esame i dati relativi (del 2022 e primo semestre 2023, estrapolati dalla Banca Interforze, fonte informativa di massimo rilievo ai fini dell’analisi dell’andamento della delittuosità) a furti e rapine in danno di dipendenze bancarie, uffici postali, tabaccherie, farmacie, esercizi commerciali, imprese della distribuzione moderna organizzata, distributori di carburanti e operatori del trasporto valori, evidenziando le aree  territoriali maggiormente esposte.

Premesso che nel 2022 le rapine denunciate in Italia sono state 25.642, con un incremento del 16,1% rispetto all’anno precedente, in Lombardia (si tratta delle regione più popolosa) è stato rilevato il valore più elevato dell’indice di rischio-intersettoriale che è stato pari a 1,2 rapine (banche, uffici postali, tabaccherie, farmacie, esercizi commerciali) ogni 100 punti operativi e Milano, a livello provinciale, ha fatto registrare l’indice di rischio più elevato con un valore pari a 2,2 rapine ogni 100 punti operativi.

Incremento nel 2022 del 18,7% anche dei furti che sono stati 963.032 in tutto il Paese, con quelli in abitazioni (i più odiosi) che hanno rappresentato la tipologia più frequente con quasi 134mila casi (il 13,9% del totale dei furti) ed anche in questo ambito la Lombardia è risultata la regione più “problematica” con Milano che ha presentato l’indice di rischio più elevato, con 41,3 furti ogni 100 punti operativi.

La maggiore concentrazione di furti e rapine nelle aree di servizio, banche e uffici postali, distributori di carburanti, esercizi commerciali, farmacie, gioiellerie, esercizi pubblici, tabaccherie/ricevitorie commesse in Lombardia (28.725) nel 2022, ha riguardato la provincia di Milano.

A livello territoriale, nel primo semestre del 2023, la recrudescenza dei reati ha interessato praticamente tutte le zone del Paese e soltanto nel Sud si è avuto un calo delle rapine (-7,5%) rispetto allo stesso periodo del 2022. Anche in questo arco temporale del 2023 i furti e le rapine per le macro-categorie sopra indicate vedono la Lombardia in cima alla graduatoria, rispettivamente con 14.890 (sul totale nazionale di 58.681) e di 610 (sul totale di 3.021) e per le rapine nelle farmacie Milano, nel 2022, è stata la provincia più colpita con 68 episodi, la seconda per i furti con 135 episodi ed ancora in testa per le rapine negli esercizi commerciali con 413 episodi.

Va anche ricordato che dal primo lockdown del marzo 2020 sono derivate significative conseguenze sull’andamento della delittuosità in generale diminuita fino al venir meno delle limitazioni e ripresa a partire dal 2022 e più spiccatamente nei primi sei mesi dell’anno in corso.

La situazione della sicurezza pubblica anche a Milano (il capoluogo è addirittura in fondo alla graduatoria nazionale sulla “giustizia e sicurezza” nella 34ma edizione sulla “Qualità della vita” del Sole24Ore pubblicata il 4 dicembre scorso) potrà migliorare nella misura in cui funzionerà il coordinamento sistematico delle forze di polizia (funzione che spetta al Prefetto e non al Sindaco) rinvigorendo le importanti funzioni di polizia amministrativa del Corpo dei Vigili Urbani che, a Milano, vedono addirittura trecento agenti occupati in indagini di polizia giudiziaria (fare l’investigatore è gratificante), ambito nel quale devono operare gli organismi investigativi delle tre forze di polizia deputati istituzionalmente a tale compito.

“Unicuique suum” ricordava Gabrielli in un passaggio della sua intervista e bisognerebbe ricordarlo a tutti i Sindaci ( e non sono pochi) che hanno sottratto i vigili ai loro compiti istituendo, ad esempio, anche costose unità cinofile antidroga.

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