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Gli insulti a don Ciotti qualificano Salvini

Gian Carlo Caselli il . Calabria, Istituzioni, L'analisi, Mafie, Memoria, Politica, Sicilia

Evvaii! Salvini  ostenta e bacia  il rosario  nei comizi. Salvini  affida l’Europa ai suoi  Santi protettori e  l’Italia al  cuore  di Maria…..Una religiosità un po’ posticcia, per qualcuno  feticista.

A conferma di ciò ecco ora  le offese a “un signore in tonaca”, reo di “affermazioni di una ignoranza e superficialità senza confini” e di “mancanza di rispetto verso milioni di italiani”, per una frase sul ponte dello Stretto che potrebbe unire, oltre a due coste, anche “due cosche”.

Il “signore in tonaca” – innominato per spregio – è don Ciotti, da sempre impegnato con Libera nel contrasto alle mafie, tanto da dover vivere sotto scorta.

All’interno di  un più ampio ragionamento, dei rischi che corre il ponte Ciotti ha parlato forte della  storia della Salerno-Reggio Calabria e dei “tavolini” per gli appalti rivelati da Siino, ministro dei  lavori pubblici di Cosa nostra.

Pretendere di liquidarlo con parole volgari (al riparo della “benedetta” immunità parlamentare ) è ingiusto e troppo comodo.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

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