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La sicurezza pubblica deve essere la priorità del nostro Paese

Piero Innocenti il . Diritti, Forze dell'Ordine, Istituzioni, SIcurezza, Società

Per ogni Governo la tutela della sicurezza pubblica dovrebbe essere tra le priorità e, a maggior ragione per un Governo di centrodestra (più di destra che di centro) come l’attuale, particolarmente impegnato, invece, nella politica restrittiva sull’immigrazione e nel rendere più difficoltosa l’azione di soccorso in mare di migranti da parte delle navi umanitarie assegnando porti di approdo lontani dalla zona dell’intervento.

I ripetuti e gravi episodi di violenza e di criminalità diffusa in diverse città impongono una seria riflessione e l’adozione di adeguate misure di prevenzione e di contrasto. Continuiamo ad essere, da anni ormai, il paese  appetibile per i delinquenti e si sta arrivando ad un livello di insicurezza pubblica mai raggiunto in passato.

Si susseguono, in modo incalzante, scorribande di ladri nelle case, di truffatori di anziani, di violente rapine nelle strade, di accoltellamenti, alcuni dovuti a contrasti che sorgono tra spacciatori nel controllo delle piazze, di risse violente tra giovani e giovanissimi, di gravi intimidazioni mafiose nei confronti di commercianti, di agguati, di sparatorie.

E su quest’ultimo punto si annota l’episodio di diversi colpi di pistola esplosi a Nettuno contro l’abitazione di un noto pregiudicato per narcotraffico; il ferimento di un pastore a colpi di fucile nella zona di Palma di Montechiaro; l’agguato a colpi di pistola, a Mergellina (Napoli), di un giovane ritenuto elemento di spicco del clan Calone-Esposito-Marsicano (ad agosto era già sfuggito ad un agguato); l’esecuzione in stile mafioso, a Roma, davanti ad una farmacia, con sei colpi di pistola esplosi da due killer in moto contro un giovane cittadino rumeno; l’omicidio, a Padova, di un tunisino ucciso a coltellate e gettato nel fiume Bacchiglione; il duplice omicidio, nel brindisino, di marito e moglie uccisi da tre fucilate a pallettoni; ed ancora l’omicidio, a Roma, con un colpo di pistola alla testa del proprietario di un ristorante.

Quello che più sconcerta è la serie di accoltellamenti e di aggressioni che si registrano in molte città con modalità impressionanti come è accaduto in pieno centro a Napoli con un dodicenne che ha pugnalato tre volte un coetaneo, botte e pugnalate nella movida di Chiaia con un ventiduenne accoltellato; ad Ancona con una violenta rissa tra due comitive di giovani a pugni e bottigliate; a Cerese (Mantova), con cinque coltellate ad un tunisino per rapinarlo di cellulare e di una collanina.

Insicurezza e paura tra i cittadini un po’ ovunque come si può rilevare dalla rassegna stampa sul sito della Polizia di Stato: a Latina un uomo viene aggredito dai ladri al rientro in casa; a Venezia i proprietari assistono in diretta al furto dal cellulare attivato dalle telecamere dentro casa;  nel quartiere Prati, a Roma, una donna viene rapinata e accoltellata in casa da un finto tecnico; stesso copione a Lodi dove due finti tecnici del gas entrano in una abitazione derubando una coppia di anziani; a Savona, incuranti della presenza nelle abitazioni dei proprietari, i ladri fanno razzia di denaro e oggetti preziosi.

Mi fermo qui perché i fatti di cronaca da elencare solo in questi ultimi giorni sono davvero molti e ci danno un  quadro desolante, molto preoccupante della insicurezza e della delinquenza in molte zone del paese.

Una situazione che non è oggetto di quella attenzione doverosa del Governo e delle varie autorità locali preposte alla tutela della sicurezza pubblica anche in ragione delle scarse risorse umane di poliziotti e carabinieri destinati al controllo del territorio.

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