NEWS

Giustizia. Dopo lo sciopero del 16 maggio

Area Democratica per la Giustizia il . Brevi, Diritti, Giustizia, Istituzioni, Politica, Società

All’indomani dello sciopero, vogliamo ringraziare la nostra Associazione e i suoi organi direttivi.

Li ringraziamo:

– per la fermezza e il rigore con cui hanno difeso i capisaldi dell’assetto costituzionale della magistratura,

– per il coraggio dimostrato assumendosi il peso di scelte difficili e sfidando l’impopolarità, dando attuazione con lealtà e massimo impegno alla delibera dell’Assemblea del 30 aprile con la quale è stato indetto lo sciopero,

– per la capacità di richiamare l’attenzione generale sui rischi per l’indipendenza e l’autonomia della magistratura nascosti nell’impianto della riforma dell’ordinamento giudiziario e delle possibili ricadute a lungo termine sulla giurisdizione e sull’effettività della tutela dei diritti,

– per il patrimonio di idee con cui hanno contribuito al dibattito pubblico sulla giustizia,

– per l’imponente sforzo organizzativo profuso.

Sentiamo doveroso farlo oggi, mentre, e anche perché, urlano compiaciuti al flop all’unisono la parte della politica che sta cercando con questa riforma di portare a compimento un regolamento di conti con la magistratura inseguito da anni, e singoli dirigenti che cercano forse di accreditarsi come i loro nuovi interlocutori, ragionevoli e moderati.

Sappiamo bene che il dato dell’adesione allo sciopero è lontano da quelli del passato.

E sappiamo che è necessario analizzarlo in profondità, per comprenderne le cause e interpretare correttamente i segnali: occorre, ad esempio, capire quanto cambi il livello di adesione a seconda della funzione esercitata dai magistrati, della loro età, della collocazione territoriale e della dimensione degli uffici

Però sappiamo anche che i dati del passato non rappresentano, per sé, un serio termine di confronto.

Tra gli scioperi di allora e lo stato attuale delle cose si sono insinuati profondamente il disincanto e la diffidenza di molti di noi, figli della crisi di credibilità, interna ed esterna, della magistratura e delle sue rappresentanze, istituzionali e associative, dopo i fatti emersi con il cd. scandalo Palamara e della comprensibile insofferenza a fronte delle inevitabili difficoltà di cui è disseminato il percorso di cambiamento pur intrapreso con decisione dalla nostra associazione e dagli organi rappresentanti istituzionali. Sappiamo dunque che per i magistrati la scelta dell’astensione è un peso difficile da sostenere.

Tuttavia, pur nella frammentarietà attuale dei dati, una circostanza sembra emergere con chiarezza: la forte adesione nei piccoli uffici di frontiera, mentre i colleghi in Cassazione e quelli incaricati di funzioni direttive e semidirettive hanno aderito in parte minima.

E’ un dato che a noi allarma e fa riflettere.

Questo sciopero non mirava a difendere prerogative economiche o di status dei magistrati.

Quelle non cambieranno con la riforma.

Anzi, noi riteniamo che, se i magistrati saranno quieti e burocratici, quelle prerogative non saranno certo messe in dubbio.

Questo sciopero puntava a sensibilizzare dai rischi cui la riforma espone l’assetto voluto dal costituente per la magistratura, il suo essere potere diffuso, orizzontale e paritario al proprio interno, senza gerarchia, in cui ci si distingue solo per funzioni, in cui non esiste il concetto di carriera

Un ritorno al passato, agli anni 50, perché questa riforma, inseguendo un’idea astrattamente meritocratica e  introducendo un sistema incentrato sulla paura del disciplinare, sui numeri e sull’omogeneità agli orientamenti consolidati, sull’incidenza del governo nella scelta delle priorità, sul progressivo inevitabile allontanamento del pubblico ministero dalla cultura della giurisdizione, incentiva il carrierismo, vera causa delle ben note degenerazioni, tende a ricreare di fatto la sepolta distinzione fra magistrature superiori e inferiori, esalta la gerarchia e il conformismo giudiziario, rende la Cassazione giudice non delle sentenze delle “magistrature inferiori”, ma giudice della professionalità del magistrato che le pronuncia.

E, così, rischia di cambiare lentamente la testa dei magistrati.

Perché di questa riforma preoccupa il messaggio, prima ancora delle singole disposizioni, e l’effetto che quel messaggio farà sui magistrati.

Il fatto che proprio le magistrature “superiori” e i capi degli uffici per gran parte non abbiano aderito ci fa temere che questa deriva sia già cominciata e ci spinge a stringerci al fianco della nostra Associazione, perché continui ad alzare la propria voce per difendere l’idea di magistratura affermata dai costituenti e l’utopia di una giurisdizione capace di promuovere la legalità irrealizzata e di rimuovere le ingiustizie e le illegalità in atto

Il Coordinamento di AreaDG

*****

AreaDG – In vista dello sciopero del 16 maggio contro la riforma Cartabia

Trackback dal tuo sito.

Premio Morrione

Premio Morrione Finanzia la realizzazione di progetti di video inchieste su temi di cronaca nazionale e internazionale. Si rivolge a giovani giornalisti, free lance, studenti e volontari dell’informazione.

leggi

LaViaLibera

logo Un nuovo progetto editoriale e un bimestrale di Libera e Gruppo Abele, LaViaLibera eredita l'esperienza del mensile Narcomafie, fondato nel 1993 dopo le stragi di Capaci e via D'Amelio.

Vai

Articolo 21

Articolo 21: giornalisti, giuristi, economisti che si propongono di promuovere il principio della libertà di manifestazione del pensiero (oggetto dell’Articolo 21 della Costituzione italiana da cui il nome).

Vai

I link