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La Cina, le Triadi e le altre organizzazioni dedite al traffico di droga

Piero Innocenti il . Corruzione, Criminalità, Droga, Internazionale

Sono trascorsi poco più di settant’anni dalla proclamazione della Repubblica Popolare di Cina (primo ottobre 1949), al termine di una guerra iniziata nel 1927 dai comunisti a Shangai e terminata nel 1948 con l’occupazione di Pechino e la cacciata dei nazionalisti sino al loro definitivo imbarco per Formosa.

“La rivoluzione comunista cinese sarà contadina” aveva detto Mao, conquistato il potere. Tre anni dopo, il regime aveva realizzato una profonda riforma agraria, avviato l’industrializzazione del paese, educato il popolo, “ripulita” la società.

Cinquant’anni dopo, nel decimo anniversario della rivolta di Tien-an-men, l’assemblea del popolo stabiliva che la Cina è uno Stato di diritto e che la proprietà privata va rispettata, mantenendo, tuttavia, fermi i principi del socialismo, del marxismo-leninismo e del maoismo.

L’immigrazione clandestina dei cinesi ha portato, inevitabilmente, a insediamenti in diverse città europee di elementi della criminalità organizzata che ha nelle Triadi la massima espressione.

La parola Triade indica il simbolo a tre lati rinvenuto sulle bandiere e gli stendardi dell’originario movimento Hung Mung. Ciascun lato rappresentava, e univa, le tre forze primarie del mondo ossia l’uomo, il cielo e la terra. Le Triadi erano una società segreta i cui affiliati, legati da giuramenti di fratellanza consacrati con il sangue, si impegnavano a cacciare i conquistatori stranieri dal loro paese per rimettere sul trono la vecchia dinastia cinese. La struttura ed il sistema dei controlli erano molto rigidi.

Ancora oggi è difficilissimo, se non impossibile, infiltrare tali gruppi per conoscere la portata effettiva delle loro attività illecite e per poterle più incisivamente contrastare. Questi sono dediti soprattutto al traffico di droghe, allo sfruttamento della prostituzione e della manodopera, al gioco d’azzardo, alle estorsioni,  alla pratica dell’usura. L’espansione nel mondo dei gruppi criminali cinesi è, probabilmente, da ricollegarsi anche a tutta una serie di riforme economiche, in Cina, dirette a realizzare il passaggio da una economia fortemente centralizzata aduna ad una che si è avvicinata a quella di mercato di stampo occidentale.

I mutamenti del sistema economico hanno, tuttavia, creato molte sacche di povertà che hanno riguardato, in particolare, la campagna. Si calcola che una popolazione fluttuante di circa 80 milioni avrebbe abbandonato i villaggi alla ricerca di lavoro nelle città o emigrando all’estero. Sono anche questi i “serbatoi” da cui è stata attinta la manovalanza per la criminalità.

La mobilità della popolazione cinese e i radicali mutamenti sociali collegati ai rapidi cambiamenti economici hanno anche contribuito all’incremento illecito della produzione di droghe ed al loro abuso. Nel 1949 i tossicodipendenti stimati erano 20 milioni contro i 680mila delle statistiche ufficiali, ma poco credibili, del 2000. Oggi si parla di circa 40 milioni di consumatori occasionali e 7 milioni di assuntori abituali, di cui 2 milioni tossicodipendenti da oppiacei.

La coltivazione del papavero da oppio nelle province meridionali del paese è stata fortemente contrastata sin dai primi anni del suo insediamento dal governo popolare cinese, al punto che si riuscì a conseguire la completa distruzione delle piantagioni. Negli ultimi anni, tuttavia, estese coltivazioni di papavero sono state localizzate nelle impervie zone montuose dello Yunnan, del Guizhou e del Guangxi, ai confini con il Laos, il Myanmar e il Vietnam.

La Cina, comunque, rappresenta un paese di transito per l’eroina destinata ai mercati dell’Australia, dell’Europa occidentale e dell’America settentrionale. Il problema più serio è rappresentato dalle estese coltivazioni di efedra, pianta da cui si ricava l’efedrina (produzione stimata annua intorno alle 400 tonnellate), utilizzata nella produzione di amfetamine destinate ai mercati asiatici e in varie zone del mondo.

Nella stessa Cina il consumo di droghe sintetiche negli ultimi anni ha assunto aspetti preoccupanti se si fa riferimento alle quantità sequestrate (dalle 20 ton. del 2000, alle 35 ton. del 2020).

Gli affari nel settore sono gestiti dalla criminalità cinese ma vedono coinvolti anche gruppi criminali di Hong Kong, di Taiwan  e del Giappone.

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