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Donne vittime di violenze

Piero Innocenti il . Criminalità, Giustizia, SIcurezza, Società

L’8 marzo, in concomitanza con quella che è comunemente conosciuta come la Festa della donna e che più propriamente viene celebrata come la Giornata internazionale dei diritti della donna, la Direzione Centrale della Polizia Criminale (Dipartimento della Pubblica Sicurezza), ha elaborato un sintetico e interessante documento sulle “Donne vittime di violenza”.

Quale lo scopo del testo? Fornire “aggiornati elementi di valutazione sull’andamento degli omicidi volontari, con una prospettiva particolareggiata sulle vittime di genere femminile, nonché dei c.d. reati spia della violenza di genere, quei delitti, cioè, che ne sono ritenuti gli indicatori prognostici, in quanto potenziali e verosimili espressioni di violenza diretta contro una donna in quanto tale”.

Il documento di analisi ha, così, preso in esame (il periodo di riferimento è il quadrienni 2018/2021) quei delitti che sono ritenuti indicatori di una violenza di genere (fisica, sessuale, psicologica, economica) riconducibili agli atti persecutori (art.602 bis del c.p.), ai maltrattamenti contro familiari e conviventi (art.572 c.p.) e alle violenze sessuali nelle vari forme (art.609 bis, 609 ter e 609 octies c.p.).

Ebbene, per tutti i delitti in questione si è rilevato un tendenziale incremento ed in particolare il numero degli atti persecutori è passato dai 14.871 del 2018 ai 17.539 del 2021 (una media giornaliera di 48 casi), quello dei maltrattamenti aumentato a 22.602 nel 2021 (61 episodi giornalieri in media) rispetto ai 17.453 del 2018 e le violenze sessuali da 4.886 a 5.004 (circa 13 casi giornalieri).

Un quadro, dunque, desolante ed ancor più angosciante se si guarda ai denunciati/arrestati dalle forze di polizia: ben 12.551 nel 2021 per atti persecutori (c.d. stalking), 17.777 per maltrattamenti (con un aumento del 17% rispetto ai 15.152 del 2018), 3.327 per le violenze sessuali.

Particolarmente disomogenea la diffusione dei reati in questione sul territorio nazionale rapportati alla popolazione residente: Sicilia e Campania, relativamente agli atti persecutori e ai maltrattamenti contro familiari e conviventi sono in testa alla classifica con oltre il 40% sul totale mentre Emilia Romagna e Liguria, rispettivamente con il 13,47% e l’11,32%, lo sono per le violenze sessuali.

Relativamente agli omicidi volontari consumati, sempre nel quadriennio in esame, si è rilevato un decremento, meno 16%, degli eventi e in quello relativo alle vittime di genere femminile (dai 359 omicidi del 2018 ai 302 del 2021) ed anche in ambito familiare/affettivo si è avuto un decremento del 9% (da 161 a 147) e del 7% per quelli con le relative vittime di genere femminile (da 111 a 103).

Va anche detto che nel 2021 sono stati registrati 302 omicidi con un tasso medio pari a 0,51 vittime ogni cento mila abitanti ma con un tasso omicidi uomini sensibilmente più alto (0,63) rispetto a quello delle donne (0,39).

Quanto alle modalità degli omicidi in ambito familiare si rileva preponderante quello dell’uso di armi improprie e/o armi bianche (56 casi), seguito dalle armi da fuoco (23), soffocamento/strangolamento (14), lesioni/percosse (6), avvelenamento (4).

La necessità di riservare alla violenza di genere la massima attenzione, non solo sul piano preventivo e del contrasto, viene sottolineata nel documento della Polizia di Stato che sottolinea anche l’esigenza del “supporto alle vittime e di campagne informative mirate a rimuovere quegli ostacoli socio-culturali che, prevedibilmente, faranno si che il fenomeno persista anche nel prossimo futuro”.

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