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La manovalanza nigeriana per lo spaccio di stupefacenti

Piero Innocenti il . Criminalità, Droga

downloadNon ho assolutamente pregiudizi nei confronti dei giovani nigeriani che gironzolano nelle nostre città e nei paesi, spesso alla ricerca di un lavoretto per racimolare un po’ di denaro.

Alcuni di questi giovani che vengono a Roma, da alcuni mesi, a giorni alterni, per pulire marciapiedi e aiuole ridotti in condizioni pietose, li aiuto, insieme ad altri cittadini, per il servizio di nettezza urbana che viene volontariamente svolto e che competerebbe ad altri. La loro presenza discreta si rileva anche a distanza di alcune decine di metri quando si notano, posizionati sul marciapiede, piccoli contenitori in plastica per raccogliere le monete che lasciano i cittadini attenti.

Molti anni fa, peraltro, in relazione alla funzione che allora svolgevo (n.d.r. questore di Teramo) sono stato forse il primo in Italia a rilasciare, nel dicembre 1998, permessi di soggiorno di protezione speciale ad alcune giovani donne nigeriane sfruttate nel territorio della provincia di Teramo da alcuni delinquenti.

Eppure, la presenza di molti nigeriani è diventata particolarmente problematica in alcune città dove si sono costituite vere e proprie associazioni mafiose, mentre sono sempre più numerosi quelli che continuano a svolgere rischiosissimi servizi di manovalanza nel trasporto di stupefacenti utilizzando il loro corpo (ingoiatori) o spacciando in molte regioni.

E’ la Direzione Centrale per i Servizi Antidroga (DCSA – Dipartimento della Pubblica Sicurezza) che negli ultimi rapporti annuali sull’andamento del narcotraffico ha evidenziato il coinvolgimento sempre più marcato dei nigeriani nel narcotraffico (passati dai 576 del 2015, ai 950 del 2016, ai 1.689 del 2017, ai quasi 2mila – dato provvisorio – del 2018).

E’ la cronaca quotidiana che ci racconta dei continui arresti di nigeriani, per lo più giovani, per delitti collegati alle droghe (e alla prostituzione).

Ad una cinquantina di nigeriani/e arrestati dalle forze di polizia nel solo mese di gennaio 2019, se ne sono aggiunti oltre duecento nei mesi seguenti sino al 30 aprile ed anche in questo mese che volge al termine sono stati diversi gli interventi delle forze di polizia che hanno proceduto a bloccare giovani nigeriani.

Tra gli ultimi episodi, quello del 2 maggio, alla stazione ferroviaria di Ala (Trento), con un ventunenne nigeriano, titolare di un permesso di soggiorno per motivi umanitari, arrestato dagli agenti della squadra mobile dopo che, in ospedale, era stata rilevata la presenza di 18 ovuli nello stomaco contenenti complessivamente 210 grammi di eroina.

Il giorno dopo è toccato ad un altro giovane (24 anni) nigeriano finire in manette, dopo aver venduto alcune dosi di eroina nei pressi di un centro di accoglienza per migranti.

Il 10 maggio, ad Ancona, ancora un ventiquattrenne nigeriano arrestato dalla Polizia mentre spacciava dosi di marijuana ed altri nigeriani finivano in carcere a Pesaro per la detenzione di una quarantina di dosi di eroina che portavano come “regalo di nozze” ad un matrimonio di un connazionale.

Il 16 maggio, ad Arezzo, un trentunenne nigeriano veniva pizzicato dagli agenti di polizia con una ventina di ovuli in pancia riempiti di eroina e di cocaina.

Il 18 maggio, a Vicenza, due nigeriani, di 30 e 37 anni, vengono arrestati con 15 kg di marijuana occultati nel trolley mentre a Perugia, un ventinovenne nigeriano viene ricoverato in gravi condizioni in ospedale in conseguenza della rottura di uno dei trentuno ovuli di eroina che aveva ingoiato e che avrebbe dovuto trasportare in Sardegna.

Una situazione generale di  traffico e spaccio che va peggiorando ogni giorno e che necessiterebbe di una forte e diffusa azione di prevenzione che ancora non si vede.

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