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Proiettili in busta al sindaco
Minacce a San Bartolomeo al Mare

Di Stefano Fantino il . Dai territori, Liguria

Un proiettile in busta chiusa al sindaco. Tanto drammatico quanto irreale in un piccolo comune dell’imperiese. Eppure è quanto è successo a San Bartolomeo al Mare, dove giovedì il primo cittadino Adriano Ragni si è visto recapitare insieme al bossolo inesploso un messaggio minaccioso. Sostituire un vigile urbano troppo ligio al dovere. In caso contrario qualcuno avrebbe provveduto al suo posto. Con metodi decisamente più sbrigativi. Pare che l’agente fosse gia’ nel mirino per via dell’intransigenza nell’elevare le contravvenzioni. Il metodo, inusuale nel territorio del ponente, potrebbe grossolanamente far riferimento ai metodi utilizzati dalla criminalità organizzata per intimidire. Tutto il materiale sequestrato dai carabinieri sara’ inviato al reparto di investigazioni scientifiche dell’arma per scoprire eventuali tracce che possano ricondurre ai colpevoli ed è notizia delle scorse ore che il sostituto procuratore della Repubblica Ersilio Capone ha aperto un fascicolo contro ignoti dopo l’episodio.

A chiusura della lettera l’ignoto in questione si firmava con un eloquente: “Clan dei Casalesi”, scritto con pennarello blu. Un mitomane? Una intimidazione in prima regola? Il sindaco si dimostra tranquilla e pensa a continuare nel suo lavoro lasciando a forze di polizia e magistratura il compito di fare luce sulla vicenda. Anche il vigile che dovrebbe essere “allontanato”, si dice sereno: “Non mi sento turbato perchè cerco di lavorare sempre con professionalità. Spero vengano presi i responsabili quanto prima”. Di certo e sospetto vi è la scelta di fare riferimento al clan dei Casalesi, storicamente non attivo nel ponente ligure. Risaputo infatti a chi volesse anche solamente approfondire un attimo le vicessitudini criminali dell’ovest della Liguria che a spadroneggiare in provincia sono le ndrine calabresi, che ruotano intorno al “locale” di Ventimiglia e sono da decenni attive nel territorio. Potrebbe quindi in questo senso trattarsi di una “boutade” assolutamente spiacevole e perseguibile. A confermare la poca dimestichezza con le vicende legate ai clan camorristici casertani anche la tranquillità con cui alcuni quotidiani sono riusciti a parlare di Clan dei “Canalesi”, complice un errore di ortografia dovuto alla poca abitudine con queste vicende, che in un paese di provincia alla periferia dell’impero non possono che fare notizia.

Il sindaco tranquillizza ulteriormente il clima:  «Non vorrei dare troppa attenzione a questo gesto – ha dichiarato il sindaco Ragni – Anche se non v’è dubbio che si tratti di un episodio comunque grave. Situazioni del genere sono sempre spiacevoli. Eppure i nostri uffici sono aperti tutti i giorni e da sempre i miei collaboratori si sono dimostrati gentili, professionali e particolarmente disponibili nel risolvere anche controversie. Nello specifico – prosegue il sindaco – avrei preferito incontrare personalmente queste persone al posto di leggere le loro minacce su una lettera. Lo ritengo un gesto molto maleducato e certamente privo di rispetto». E continua: «San Bartolomeo non è il Bronx  e pertanto ritengo che quello accaduto sia da considerare un caso spiacevole e soprattutto destinato a rimanere isolato».

Nei prossimi giorni potrebbero esserci nuovi sviluppi. Se la tendenza probabilmente corretta è quella di individuare l’autore di una poca simpatica boutade, rimane la certezza che non debba essere sottovalutata una presenza criminale, che, con metodi meno vistosi, invasivi ed eclatanti, da anni opera in provincia.

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