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Taranto 2008: un’altra città è possibile

Alessia Miniaci il . Dai territori, Puglia

La città di Taranto è
stata definita “ad elevato rischio ambientale” dal Consiglio dei
Ministri con delibera del 30 novembre 1990, in base alla legge 305
del 1989. Secondo la ricerca condotta
da Peacelink la percentuale di diossina a Taranto è salita dal
30% del 2002 al 90,3%, ed è calcolata rispetto alle emissioni
complessive stimate per la grande industria. Mentre in Italia la
diossina diminuisce a Taranto, dunque, aumenta. Il database dell’INES
(Inventario Nazionale delle Emissioni e loro Sorgenti) individua
nell’Ilva il maggior produttore di diossina. Tra le numerose realtà
che sono nate a Taranto sotto la spinta della lotta all’inquinamento,
ce n’è una che si distingue per i suoi protagonisti. É l’associazione
“Bambini contro l’inquinamento”.

Abbiamo intervistato il
presidente, Giuseppe Merico, viceprimario del Reparto di Neonatologia
dell’Ospedale SS Annunziata di Taranto.

Perchè avete
scelto di coinvolgere i bambini nella battaglia all’inquinamento di
Taranto?

Perchè i bambini sono
il futuro, sono gli uomini di domani e solo la forza della loro
sensibilità può portare al cambiamento.

Nei bambini di Taranto
sono state diagnosticate neoplasie polmonari in percentuali molto
elevate rispetto alla media nazionale. Da cosa dipende?

Non ci sono certezze. Ciò
che riscontriamo è, a livello pediatrico, un aumento delle
leucemie e dei tumori.

Cosa
può causare la diossina nel sangue e nel latte materno?

La diossina è
cancerogena. Le caratteristiche “minori” riguardano, per esempio,
lo sviluppo psicomotorio, disfunzioni della tiroide e la sua
tossicità.
Le conseguenze della
presenza di diossina nel latte materno ancora non si conoscono.
Attraverso l’analisi del latte delle tre donne di Taranto, in cui si
è potuto riscontrare un elevato tasso di diossina, abbiamo
voluto lanciare un monito ed un segnale alla città e alle
autorità: dal 2000 ad oggi la corsa al ribasso dei tassi di
diossina ha portato cambiamenti significativi in tutta Europa fuorchè
a Taranto.

Sensibilizzare i bambini
per arrivare anche ai loro genitori. Quali sono le vostre iniziative?

Diverse sono state le nostre
iniziative, volte a sensibilizzare la città rispetto al
problema dell’inquinamento: sabato 29 marzo 2008 per la prima volta
Taranto è stata sede di una manifestazione contro
l’inquinamento cui hanno partecipato più di 12 mila persone
che insieme ai bambini hanno marciato per dire stop all’inquinamento.
Sempre a marzo l’associazione è stata presente con
un’autoemoteca per la raccolta e la donazione di sangue. E 2000
lettere di bambini sono state fatte pervenire al Governatore della
Puglia.

La vostra originalità
consiste appunto nel rendere centrale la visione dei bambini. Crede
che anche le autorità competenti in sede decisionale terranno
in giusta considerazione le istanze da loro promosse?

Si, perchè a Taranto
il vento è cambiato. C’è una nuova sensibilità,
grazie anche alla nostra associazione.

Quali risultati
avete ottenuto fino ad oggi?

Si è arrivati alla
stipulazione di un accordo tra Ministero dell’Ambiente e Regione
Puglia, insieme ad altri dicasteri e aziende, che prevede un’azione
concordata tra tutti i soggetti per avere entro 300 giorni una
riduzione delle emissioni degli inquinanti legate al processo
produttivo con notevoli benefici per l’ambiente e per la salute dei
cittadini

Quali prospettive
avete per il futuro?

Il 24 maggio ci sarà
una grande manifestazione a conclusione del progetto “La festa
dell’ambiente” organizzato in collaborazione con il Provveditorato
agli Studi, a cui hanno aderito tutte le scuole di Taranto.

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