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4. Ancora Sigonella, ancora ecomafia

Di Natya Migliori il . Dai territori, Sicilia

25pt; TEXT-ALIGN: justify”>«La terza ipotesi – continua il legale – mette in relazione ancora Sigonella e l’ecomafia. Sigonella è il centro di maggiore stoccaggio di armi nucleari di tutto il bacino mediterraneo. Ebbene, dove scaricano gli americani le scorie radioattive?» E non solo. «Di norma – ci spiega il giornalista siciliano Antonio Mazzeo che della problematica si è occupato in seno all’inchiesta “La Mega Sigonella” pubblicata su Terrelibere.org- la base utilizza la discarica consortile di contrada Armicci di Lentini, un’area ormai trasformatasi in una vera e propria bomba ecologica. Gli investigatori della D.I.A. di Catania hanno rilevato tuttavia che la base di Sigonella compare tra gli enti e le istituzioni pubbliche che per anni hanno scaricato rifiuti nella discarica gestita da Salvatore Proto, ritenuto un prestanome del clan Santapaola-Ercolano (oggi assolto in primo grado dall’accusa*)  e che avrebbe preso parte a numerose gare d’appalto all’interno della base militare siciliana al fine di presentare “offerte di comodo” in favore di Cosa Nostra.

Secondo il collaboratore di giustizia Filippo Malvagna, grazie alla famiglia Proto fu organizzato un perverso meccanismo spartitorio del business dei rifiuti nel comprensorio etneo e Sigonella. Furono inoltre riscontrati stretti legami d’affare tra la SI.A.S, la ditta della famiglia Proto, e la “Cooperativa Bosco Etneo”. La Bosco Etneo, dopo essersi aggiudicata a Sigonella il contratto denominato “Drying Beds Maintenace”, nel dicembre 1993 aveva affidato alla SI.A.S, con il consenso americano, il trasporto di rifiuti speciali derivanti dai depuratori di NAS 1 e 2». Ma il problema va ancora oltre. La base americana ospita una mastodontica struttura ospedaliera, a cui fanno capo gli 8000 soldati di stanza in Sicilia e quelli assegnati alle diverse altre basi dislocate in tutto il Mediterraneo.

Dove finisce l’ingente mole di rifiuti ospedalieri?

«È alla Giano Ambiente S.r.l. -continua Mazzeo- che la Marina USA affida lo smaltimento dei rifiuti ospedalieri prodotti nelle infrastrutture sanitarie della base di Sigonella. Fondata nel 1983, la Giano Ambiente opera nel settore bonifica, trasporto, smaltimento e trattamento rifiuti in Italia, Germania, Francia ed Austria e vanta un fatturato annuo di circa 4 milioni di Euro. È una delle aziende di fiducia della Marina Militare italiana: la Direzione Commissariato in Sicilia le affida la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti delle basi navali di Augusta, Messina e Catania; l’impresa esegue inoltre lo smaltimento dei rifiuti industriali e tossici prodotti negli impianti di Priolo e Gela di proprietà delle principali aziende petrolchimiche. Amministratore della Giano Ambiente e principale azionista del Gruppo Giano è il noto manager siciliano Gaetano Mobilia, rinviato a giudizio con l’accusa di turbativa d’asta, falso e abuso d’ufficio. Il nome di Gaetano Mobilia è inoltre comparso nel rapporto 1998 di Greenpeace sulle Ecomafie: il manager sarebbe risultato legato alla ODM (Ocean Disposital Management) azienda con sede nelle Isole Vergini più volte sotto inchiesta per traffici di rifiuti radioattivi e tossico-nocivi destinati ad alcuni paesi africani. Negli scarni appunti sequestrati a Salvatore Riina durante il suo arresto nel 1992, compare infine il nome della società accanto alla scritta “lavori a Licata (ferrovie)”. Gli inquirenti non hanno saputo accertare le ragioni di questo interesse del boss corleonese». Ma ogni legame dovrà ancora essere chiarito dalla magistratura.

*La rettifica è aggiunta a posteriori preso atto dell’attuale posizione di Proto, dopo l’assoluzione in primo grado da tali accuse.

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