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Ambrosoli, passaggio di testimone alle nuove generazioni

Francesca Ambrosoli e Stefano Mattachini Ambrosoli il . Giovani, Giustizia

212 - Via Morozzo della Rocca 1, Giorgio ambrosoliPubblichiamo i testi di alcuni discorsi che, la sera di giovedì 11 luglio u.s. i familiari di Giorgio Ambrosoli hanno tenuto, in suo ricordo, nell’ambito della manifestazione organizzata da Libera Milano in via Morozzo della Rocca, “La forza ostinata di un uomo di Stato”, per il 40° anniversario della sua morte.

Il primo testo è quello di Francesca Ambrosoli, figlia del commissario liquidatore dell’impero finanziario e criminale di Michele Sindona. Il secondo invece è di suo figlio Stefano. 

Pensiamo sia utile rileggerli insieme, così come ve li proponiamo, in quanto provano nel modo migliore come quando la memoria si fa impegno, uscendo dalla retorica nella quale è facile scivolare, si possa generare il vero cambiamento: in questo caso la consapevole assunzione di responsabilità delle nuove generazioni nella testimonianza dei valori che l’avvocato Ambrosoli ha trasmesso alla propria famiglia.

Un segno importante, un lascito straordinario in un Paese che ha sempre pìù bisogno di ricordare quello che è successo per non commettere nuovamente gli stessi errori, lasciando pericolosi varchi aperti all’infiltrazione di mafie e corruzione.

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La storia di Papà genera nuovi frutti

A distanza di 40 anni, mi avvicino a questa data, a questa ricorrenza sempre timorosa, stanca forse di un anno frenetico in città e quasi spaventata da un’idea malsana che il dolore provato allora io possa anche solo lievemente risentirlo.

Tutta la disperazione, il vuoto, la rabbia, l’abbattimento, l’alienazione, li ricordo bene i sentimenti di quei giorni, rimangono incisi in qualche angolo nascosto e negli anni sicuramente di drammi e sofferenze o preoccupazioni se ne sono sommati altri.

Eppure il tempo passa e nel suo trascorrere silenzioso mi ha messo accanto i figli, gli amici, persone nuove e vecchie conoscenze che mi hanno accompagnato e sostenuto lungo cammini incerti, aiutandomi a vivere e a riconoscere la gioia e la grandezza di un mistero più grande e tanta bellezza ricevuta in dono molte volte.

Forse da tempo sono avantaggiata anche dal fatto di avere a che fare spesso e volentieri coi bambini e i ragazzi di scuola: pieni di vita, di una curiosità genuina e sincera e attraverso il confronto con tutti mi accorgo che raccontando di me fin da allora, dai giorni con papà vicino ho ricevuto opportunità per crescere, imparare e riconoscere la bellezza nascosta in tante cose, gesti, parole, atteggiamenti e sguardi.

Ogni anno riascolto e rileggo la lettera di papà scritta alla mamma e divenuta ormai patrimonio per molti.

Quelle poche semplici parole, tutte le volte mi arricchiscono, mi rinsaldano, ricuciono ferite, consolano e fortificano, dandomi chiavi di lettura preziose per affrontare nuovi passi e proseguire il mio cammino più forte, in modo più consapevole, grato e saldo, come a indicarmi la strada e a rimettermi sui binari con nuova energia positiva.

E ogni anno vedo sbocciare fiori e maturare frutti dal raccontare la storia di papà: l’impulso di vita innato in ognuno di noi e la forza di volontà e di benessere generano continuamente e ci spingono a non cedere, a proseguire fiduciosi, motivati e grati, impegnando il tempo a nostro favore per un Bene comune più grande.

Questo il mio augurio e il mio grazie di cuore a tutti voi.

 

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Il nonno che non ho mai incontrato ma che ho sempre conosciuto

Caro Nonno Giorgio,

sono passati 40 anni dalla notte dell’11 luglio 1979, quanto ti hanno tolto la vita.

Quel barbaro gesto ha portato via te e i tuoi bellissimi valori: la tua voglia di libertà, di giustizia, l’immensa professionalità di cui hai dato prova, il profondo senso di legalità, la tua piena integrità e lo smisurato impegno nei confronti di un Paese che amavi, “si chiami Italia o si chiami Europa”.

Mi hai insegnato, anzi ci hai insegnato, quanto sia bello essere liberi, quanto sia bello poter decidere che strada percorrere, quanto le nostre scelte, il nostro impegno e la nostra coscienza ci rendano capaci di essere persone veramente libere.

Oggi, dopo 40 anni, rivedo spesso nelle persone che mi circondano, soprattutto nei giovani come me, la tua voglia di far politica in nome dello Stato e non dei partiti. Quella stessa voglia che ti portò all’estremo sacrificio per un altissimo senso del dovere, ma soprattutto nel senso del volere, del voler fare il proprio dovere con passione e determinatezza.

I tuoi esempi rivivono oggi in tutti noi che siamo qui. Noi che non ti dimentichiamo, che dopo 40 anni torniamo in questo posto, che ha preso la tua vita, per ricordare e per vivere con responsabilità collettiva i valori che ci hai trasmesso e lasciato.

Il nostro impegno è tradotto in azioni e scelte, affrontando le difficoltà, trasformando gli ostacoli in motivazioni vive.

Grazie nonna, per aver sposato i valori che univano te e il nonno, per averli trasmessi oltre che ai tuoi figli, anche alle generazioni che ora portano Giorgio un po’ più qui con noi.

Soprattutto grazie a te Nonno Giorgio, per essere stato il nonno che non ho mai incontrato ma che ho sempre conosciuto.

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