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A Fiore i segreti di “Italia occulta”

Luca Cereda il . Associazioni, Lombardia

Schermata 2019-06-20 alle 22.58.36“Una storia nera. Una storia purtroppo vera” – ha scritto Corrado Stajano nell’introduzione a “Italia occculta. Dal delitto Moro alla strage di Bologna. Il triennio maledetto che sconvolse la Repubblica (1978-1980)” – è quella che Giuliano Turone ha raccontato a Lecco, giovedì 20 giugno all’interno del ristorante pizzeria confiscato alla ‘ndragheta “Fiore – cucina in libertà”.

L’autore ed ex-Giudice istruttore ha dialogato con Lorenzo Frigerio, referente nazionale di Libera Informazione, “in un luogo, la pizzeria confiscata e riassegnata alla collettività, Fiore – ha introdotto Frigerio – dai due polmoni, uno dei e dai sapori buoni, pulsante, e uno pensante, dove si fa cultura”.

“Italia Occulta è un libro che va letto e consegnato, agli amici, ai parenti, ai figli e nipoti – ha continuato il giornalista -”. In questo libro si entra infatti nelle crepe di un Italia passata e presente che ha il cuore, nero, nero bitume, nel triennio 1979-81.

“Questo è un libro che più di altri è scritto per i lettori. Per fare memoria, memoria storica, sale per pensare e ragionare sul futuro. In questo libro viene tolta parte della polvere che si è posata o che è stata su vicende ‘segnati’ della storia della Repubblica”.

Italia occulta svelata

Giuliano Turone è entrato sin dalle prime parole tra gli angoli e le crepe della storia della Repubblica: Moro, Pecorelli, Sindona, Ambrosoli, Mattarella, Amato, la strage di Bologna, la P2, Andreotti. Una sequenza impressionante di stragi, assassinii, complotti, tentativi di colpi di Stato nella ricostruzione inedita del magistrato che ha scoperto la P2, arrestato Liggio e rinviato a giudizio Michele Sindona.

Un cumulo di fatti atroci maturati in un arco di tempo ristretto – tra il 1978 e il 1980 – e rimasti il più delle volte senza giustizia. Qui recuperati e ricostruiti in un disegno complessivo ricco di frammenti e risvolti dimenticati o trascurati durante i processi.

“L’intreccio tra il potere finanziario e i gruppi di potere politico dominanti in Italia – ha detto l’ex-Giudice -, è una storia che parte dalla costituzione della Repubblica, si allaccia tra il ‘45 e il ‘48. Mentre i padri costituenti redigevano i pilastri della vita repubblicana”.

“Ci sono stati però personaggi, uomini – ha sottolineato con forza Turone – come Paolo Baffi, governatore di Bankitalia che si sono opposti ai piani di salvataggio ‘truffaldini’ per la banca di Sindona che con la ‘benedizione’ della DC e in particolare di Andreotti, lo Stato avrebbe messo in atto attraverso i soldi degli italiani. Giorgio Ambrosoli è stato un altro di quegli uomini che facendo il suo lavoro con aderenza e rispetto delle leggi, provò a squarciare il velo opaco e disvelare i ‘giochi di potere e soldi’ giocati da Sindona, la mafia di Cosa Nostra e della politica”.

Uomini che hanno pagato con il carcere – ingiustamente e per settimane, fino alle dimissioni dal ruolo di governatore di Bankitalia per Baffi – e con la morte – per Giorgio Ambrosoli.

Smascherare e raccontare questo sistema di potere, di banche e di criminalità organizzata è stato un’operazione svolta in concerto con la magistratura e la polizia americana: perché il modello Sindona, banca spregiudicata andata in bancarotta fraudolenta e la collaborazione con la mafia americana, era stato infatti replicato da Michele Sindona anche negli States.

“Banche, politica al servizio degli interessi personali, mafia non sono i soli anelli di una catena ‘occulta’ che trainava le sorti del Paese: un anello ancora più nascosto era quello incarnato dalla massoneria”.

Un anello che per Turone, Colombo e i magistrati milanesi sono riusciti a portare alla luce, ancora una volta, grazie al rispetto del giuramento di fedeltà – non alla mafia, non ai soldi – alla Costituzione e allo Stato di uomini.

Uomini dalla parte della Legge che in quei tre anni sono stati uccisi, giustiziati, scarificati all’altare del potere occulto come Aldo Moro, ‘homo novus’ della politica che quel potere occulto avversava, e – nell’82 – il Generale Carlo Alberto dalla Chiesa, uomo di Stato con gli alamari cuciti sulla pella dalla militanza nella resistenza alla Prefettura in una Palermo mafiosa. Uomini soli.

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Una vita al servizio dello Stato

Uomini che non dovevano uscire vivi dal rapimento e dalla missione siciliana e che ora, anche attraverso le pagine di “Italia occulta” dobbiamo ricordare – conoscendo le loro storie e vicende – e fare memoria attiva.

Vicende che ci possono, che ci devono aiutare oggi a capire meccanismi come quelle che si celano dietro e sotto il Consiglio Superiore della Magistratura, quelle del ‘caso Montante’ in Sicilia e della massoneria in Calabria.

Come ha dimostrato Turone, solo grazie al sacrificio di eroi valorosi tra magistrati, carabinieri, finanzieri e poliziotti, e all’impegno di alcuni politici tenaci e coraggiosi come Tina Anselmi, l’Italia è riuscita a rimanere un paese libero. Le pagine di “Italia occulta”, minuziosamente documentate e frutto di anni di ricerche, sono una guida alla lettura critica di fatti, nomi e numeri.

È quindi essenziale riuscire oggi a tenere in mano il filo che lega i fatti di quei terribili anni, spesso resi volutamente indecifrabili per coprire responsabilità.

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