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Non farti cadere le braccia… per un 2019 nel segno della resistenza

Pierluigi Ermini il . Senza categoria

fiore resistenzaSo che a molte persone quello che sto per scrivere non piacerà o sembrerà patetico o “buonista”, ma il mio augurio per il nuovo anno è improntato a una bellissima canzone scritta oltre 40 anni fa da Edoardo Bennato dal titolo “Non farti cadere le braccia”, un testo che ispira alla resistenza, alla capacità di non mollare e continuare ad inseguire ideali e valori che hanno ispirato e ispirano ancora oggi la mia vita.

Questa canzone, assume un forte connotato nella sua parte finale, quando Bennato, scriveva così:

 Non so… non so…se ti è capitato mai
di dover fare una lunga corsa
ed a metà strada stanco, dire a te stesso “adesso basta!”
Eppure altri stan correndo ancora, intorno a te… e allora
Non farti cadere le braccia, corri forte, va più forte che puoi.
Non devi voltare la faccia, non arrenderti nè ora nè mai!
Non puoi fermarti ora….No, no, no, no, no, no, no
Lo so ti scoppia il cuore,
dici anche di voler morire, dici è meglio che correr così,
ma no, non puoi fermarti,
non farti cadere le braccia, no, no, no…
non devi voltare la faccia, non arrenderti nè ora nè mai!

Allora auguri per un 2019 con più  giornalismo libero e pluralismo nell’informazione;

Per un 2019 dove la scuola torni al centro dei finanziamenti del nostro paese, il primo vero investimento per il nostro futuro;

Per un anno dove la cultura sia considerata una risorsa e non un’appendice come avviene oggi;

Dove si restituisca dignità ad ogni persona attraverso il lavoro, e dove l’assistenzialismo necessario sia riconosciuto ad ogni uomo e donna che vive in questo paese;

Dove i circa 120 milioni di uomini e donne di origine italiana (60 milioni che vivono qui e quasi altrettanti cosiddetti oriundi che vivono in tutto il resto del mondo e che ci danno il senso di quanto siamo un popolo anche di migranti), non siano mai trattati come noi stiamo trattando uomini e donne, soprattutto di pelle nera, nel nostro paese;

Dove ci sia una più equa distribuzione delle risorse e dove i troppo ricchi siano meno ricchi e i troppo poveri meno poveri;

Dove ci siano più  porti aperti e meno navi che girano lungo il mare in cerca di uno scalo e di un approdo;

Dove più che chiudersi in una casa, si torni a stare nelle piazze, partecipando alla vita pubblica, non seguendo le dirette Facebook dei vari leader, ma tornando ad impegnarsi nella vita pubblica personalmente;

Dove non inizino a girare più pistole personali illudendosi così di difendersi dai criminali, ma che si lotti perché  lo stato a cui diamo buona parte dei nostri guadagni sia più  bravo ed attrezzato nel difenderci;

Dove l’unica razza riconosciuta sia quella umana;

Dove chi lavora nel pubblico senta sempre più la propria responsabilità verso i cittadini che lo pagano;

Dove si investa nella salvaguardia del territorio e nella modernizzazione delle infrastrutture che possono creare posti di lavoro e rendere questo paese più vivibile;

Dove ci sia non meno Europa, ma più Europa, non solo finanziaria, ma con più condivisione di quei valori che hanno reso grande il nostro continente, consapevoli che solo stando insieme si potrà  garantire a tutti noi altri 70 anni di pace, di libertà  di muoversi, possibilità  di conoscere e avere nuove opportunità superando confini e abbattendo muri;

Per un anno dove finalmente nella politica e nelle professioni emergano le donne e dunque per una società meno maschilista, dove cessino i femminicidi (vero dramma del nostro paese che crea piu morte e dolore del fenomeno della migrazione e che dà il senso del grado di decadimento della nostra società);

Per un 2019 dove le mafie siano combattute veramente non solo da magistrati e forze dell’ordine, ma dalla politica non con le parole, ma con i fatti e dove non avvenga mai che qualche mafioso si ricompri i beni che gli sono stati confiscati;

Per un anno di riscoperta, anche da parte del mondo politico, del volontariato e dell’associazionismo, vera spina dorsale del paese;

Infine per un anno che sia rivolto al mondo dei giovani, i veri dimenticati da tutti, offrendo loro occasioni di studio e di lavoro, favorendo quel ricambio generazionale necessario.
Un ricambio che poteva avvenire da subito all’interno del pubblico impiego, e che la scelta di rinviare al 15 novembre lo sblocco del turn over al 100% lo rimanda invece di almeno un anno.

Sembra una lista della spesa, invece sono le cose che ogni cittadino deve avere presente, secondo il mio punto di vista, per la costruzione di un futuro migliore, tradito in questi anni da tutti i governi che si sono succeduti e tradito anche da tutti noi che abbiamo delegato ad altri questi propositi chiudendoci ciascuno nel proprio piccolo mondo.

Potrebbero veramente cadere le braccia, come dice Edoardo Bennato nella sua splendida canzone quanto mai attuale, invece se abbiamo un minimo di senso di responsabilità verso la nostra comunità e verso il futuro che possiamo costruire, dobbiamo riprendere la corsa, e, anche se ci scoppia il cuore, dobbiamo non fermarci né  ora, né  mai.

Buona corsa e buon 2019 a tutti noi.

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