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Omicidio Vecchio – Rovetta: non si archivi

Davide Mattiello* il . L'analisi

omicidio-vecchio-rovettaPieno sostegno alla famiglia di Francesco Vecchio, ucciso insieme ad Alessandro Rovetta il 31 Ottobre del 1990 a Catania, che si oppone alla rinnovata richiesta di archiviazione da parte della Procura di Catania.

La Megara spa, della quale Vecchio era amministratore e Rovetta comproprietario, non era una azienda qualunque: era leader nella siderurgica siciliana, monopolista nella produzione del ferro per il ciclo del cemento armato. Era azienda collegata al gruppo bresciano Alfa Acciai ed era azienda che fin dai primi anni ’80 orbitava nel raggio di protezione di Provenzano, di Santapaola, dei “Cavalieri del Lavoro” di Catania.

Il giovane Rovetta, subentrato al padre nella conduzione dell’azienda, insieme a Vecchio cominciò a rompere con precise scelte di organizzazione aziendale, le abitudini di connivenza che avevano garantito fino a quel momento la pace per l’azienda e infatti si scatenò l’inferno.

Mi chiedo se di questo tassello si parli nel rapporto “mafia-appalti” che il ROS di Palermo mise sulla scrivania di Falcone nel ’91 e che però fu letto da Borsellino e da molti sostituti tra Palermo e Marsala, come ci hanno recentemente confermato i magistrati Camassa e Russo, sentiti in Commissione Antimafia.

Oggi sappiamo, perché ce lo ha ribadito il Procuratore Bertone, adesso a capo della Procura di Caltanissetta, ma al tempo del duplice omicidio, sostituto a Catania e titolare della prima inchiesta, che proprio il rapporto “mafia-appalti” è da considerare uno dei fattori di accelerazione della strategia stragista del ’92 e in particolare della morte di Borsellino. Le più recenti operazioni della DDA di Reggio Calabria ci convincono della attualità e della gravità di quanto cominciò a succedere in Italia a partire dall’89 e che purtroppo non ha ancora smesso di accadere.

Affido queste considerazioni al Procuratore Zuccaro, che conosce molto bene questa materia.

La lettera del figlio di Francesco Vecchio

*Componente della Commissione Parlamentare d’inchiesta sulle Mafie

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