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Il rischio riciclaggio in Italia

Alessio Fontana, Riccardo Milani e Michele Riccardi il . Senza categoria

R Graphics OutputQuali sono, in Italia, le province con il più alto rischio di riciclaggio di denaro? E quali i settori economici più vulnerabili alle attività di riciclaggio? Una prima risposta a queste domande è stata fornita di recente dal progetto IARM – Identifying and Assessing the Risk of Money Laundering in Europe, co-finanziato dalla Commissione Europea e condotto da Transcrime, centro sulla criminalità transnazionale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (www.transcrime.it), insieme ad un consorzio di partner internazionali tra cui la Vrije Universiteit Amsterdam (Paesi Bassi) e la University of Leicester (Regno Unito),

Può sorprendere, nella classifica delle province italiane con il più alto rischio riciclaggio, la presenza di Imperia (6°) e Prato (12°). Province già da anni al centro della cronaca giudiziaria, e che come confermano i risultati dello studio, sono tra le più esposte al riciclaggio di denaro sporco nel nostro Paese, a causa della presenza di infiltrazioni della criminalità organizzata e di collegamenti con paesi off-shore e giurisdizioni a rischio.

Restando in Italia, stupisce forse meno che bar e ristoranti rappresentino il settore economico più a rischio, seguiti da alcune attività di servizi come centri massaggi o centri estetici, dal settore dell’intrattenimento (giochi e scommesse, casinò, sale slot e videolottery) e della filiera dell’edilizia, dalla produzione di cemento alle attività professionali collegate (es. studi di architettura e ingegneria civile).

Il rapporto finale del progetto è stato pubblicato a maggio 2017. Il progetto, durato due anni, ha sviluppato un indicatore di rischio riciclaggio di denaro – a livello provinciale e di settore di attività economica – attraverso l’identificazione e misurazione di una serie di fattori di rischio, come per esempio l’infiltrazione della criminalità organizzata, l’evasione fiscale, l’intensità nell’uso di contante, l’opacità della struttura proprietaria delle imprese in una certa area o settore.

IARM propone un indice composito – testato in Italia, Paesi Bassi e Regno Unito – basato sull’integrazione di dati di diverse fonti. L’approccio è complementare a quello qualitativo delle della valutazione nazionale del rischio riciclaggio, condotta dal CSF – Comitato di Sicurezza Finanziaria, ma può fornire ulteriori elementi utili nel contrasto al riciclaggio anche alle forze dell’ordine e ai soggetti obbligati alla valutazione dei propri clienti, come ad esempio banche, istituzioni finanziarie, avvocati, commercialisti, società immobiliari.

Detto di Imperia e Prato, le province italiane con il più alto rischio riciclaggio si trovano al Sud, con quattro province calabresi ai primi posti (Reggio Calabria, Vibo Valentia, Catanzaro, Crotone), seguite da alcune province campane e siciliane, tutte aree caratterizzate da alti livelli di infiltrazione della criminalità organizzata, economia sommersa e intensità di contante.

Il Regno Unito non è meno esposto al rischio riciclaggio anche a causa del ruolo svolto dalla City di Londra, tra i più importanti centri finanziari a livello mondiale, e dei suoi collegamenti con paesi a rischio, prime tra tutte giurisdizioni collegate come Jersey, Guernsey e British Virgin Islands. Oltre al ruolo di Londra, altre aree – Metropolitan Police District, Grande Manchester e Midlands occidentali – presentano un rischio riciclaggio elevato a causa della presenza di gruppi di criminalità organizzata e di collegamenti delle imprese locali con giurisdizioni opache.

I legami con paesi a fiscalità privilegiata, ma anche gli interessi delle mafie e la presenza di lavoro irregolare interessano specificatamente alcuni settori di attività economica. In Italia emergono su tutti il settore della ristorazione, del gioco d’azzardo (quest’ultimo con rischi elevati anche nei Paesi Bassi) e di alcune attività di servizi come centri massaggi o centri estetici; nei Paesi Bassi, anche il settore della vigilanza e sicurezza privata e quello della prostituzione legalizzata risultano tra i più vulnerabili.

Tabella 1 -Rischio riciclaggio nei settori di attività economica in Italia. Primi 10 divisioni ATECO.

Settori economici (Divisioni ATECO)
1 I 56. Attività dei servizi di ristorazione
2 S 95. Riparazione di computer e di beni per uso personale e per la casa
3 S 96.  Altre attività di servizi per la persona
4 N 79. Attività dei servizi delle agenzie di viaggio, dei tour operator e servizi di prenotazione e attività connesse
5 R 92. Attività riguardanti le lotterie, le scommesse, le case da gioco
6 R 90. Attività creative, artistiche e di intrattenimento
7 P 85. Istruzione
8 A 03. Pesca e acquacoltura
9 M 74. Altre attività professionali, scientifiche e tecniche
10 C 19. Fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio

Fonte: Elaborazione Transcrime – UCSC

Il progetto ha inoltre condotto la prima analisi su larga scala dell’opacità della struttura proprietaria delle aziende registrate in Italia, Paesi Bassi e Regno Unito. Conoscere chi controlla, gestisce e amministra le aziende attive nel territorio è, ad oggi, di grande interesse internazionale sia da un punto di vista politico sia di ricerca. Basti pensare al dibattito sulla ‘beneficial ownership’, la titolarità effettiva, al centro di importanti proposte regolamentari a livello europeo. Tuttavia gli studi sul tema rimangono pochi, in parte dovuto alla scarsità di dati a disposizione.

L’analisi elaborata da IARM mostra che l’opacità delle aziende nel Regno Unito e nei Paesi Bassi è mediamente superiore a quella delle imprese italiane, caratterizzate da un controllo più diretto da parte dei proprietari. Ciò nonostante, alcune province (nuovamente Imperia e Catanzaro) presentano valori superiori alla media nazionale. E valori superiori sono anche quelli di alcuni settori economici: alberghi, ristorazione e intrattenimento emergono come settori a più alta opacità trasversalmente nei tre paesi coinvolti nella ricerca. Meritano, infine, un ulteriore approfondimento il numero elevato di azionisti (soprattutto persone giuridiche) con sede in Lussemburgo, Cipro e Svizzera e l’alto numero, in tutti i tre paesi, di titolari effettivi residenti in Spagna. Quest’ultimi risultano numerosi soprattutto in alcune regioni meridionali italiane e in settori come le scommesse e il gioco d’azzardo.

Scarica qui il Rapporto finale e l’Executive Summary

Sito del progetto: www.transcrime.it/iarm

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