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A Vasto cittadini e associazioni in prima linea contro mafie e corruzione

di Alessio Di Florio il . Abruzzo, Senza categoria

La Rete di Libera in Abruzzo continua a crescere. Dopo i presidi di Pescara, L’Aquila, Avezzano, Penne, L’Aquila, Teramo e Chieti, è stato ufficializzato il presidio di Vasto, al termine di un percorso di attività e impegno iniziato ormai un anno e mezzo fa (Clicca qui per leggere l’articolo). Nei giorni scorsi il giovanissimo referente Francesco Del Viscio ha inviato alla stampa il comunicato stampa che ha reso pubblica l’ufficializzazione del presidio, intitolato (per decisione democratica degli aderenti) alla memoria di Rosario Livatino, il giovanissimo giudice ucciso dalla mafia vent’anni e odiato dai “poteri forti” e persino da membri delle Istituzioni (il termine “giudice ragazzino” lo inventò l’allora Presidente della Repubblica Francesco Cossiga). E di esempi di ragazzi giovanissimi, coraggiosi, pieni di ideali, e pronti a combattere per essi, il Vastese è un territorio di cui ha vitale bisogno.

 Il 2012 ha evidenziato ancora una volta come il Vastese sia una terra di frontiera sul fronte della criminalità organizzata e dell’infiltrazione mafiosa in Abruzzo: l’anno è iniziato con l’operazione Tramonto che ha sgominato un’articolata organizzazione dedita al traffico di stupefacenti e facente capo a Lorenzo Cozzolino, esule di camorra a Gissi (paesino montano vicino Vasto, noto per aver dato i natali al defunto “re del clientelismo”, nonché ex ministro dc, Remo Gaspari), ad agosto l’operazione “Il Pescatore” ha sgominato un’altra rete criminale dedita al traffico di uno stupefacente “nuovo” per il territorio, il cobret ( un residuo dell’eroina ), e interamente composta da giovanissimi (nessuno degli arrestati aveva sopra i 30 anni e solo 24 anni Cristopher Di Martino, considerato il “perno” dell’attività di spaccio), a inizio dicembre la Procura di Santa Maria Capua Vetere (Napoli) ha sequestrato sette società di capitali, di cui una a San Salvo, accusate di essere prestanome del clan dei Casalesi) e il 18 dicembre un’inchiesta sul riciclaggio di denaro da parte del clan campano Fabbrocino nel Nord Italia ha coinvolto Chieti (capoluogo della Provincia di cui è la frontiera sud il Vastese) e L’Aquila (diventata dopo il terremoto del 6 aprile 2009 al centro di numerosi appalti per la ricostruzione) .
Il traffico delle droghe non è l’unico segnale delle presenze criminali sul territorio, nel “Rapporto Sociale” 2011 redatto nel gennaio scorso la Procura di Vasto ha fatto riferimento anche al “contrasto all’abusivismo edilizio che mina la solidità del territorio e la bellezza della costa” aggiungendo che “Nell’anno scorso sono stati posti i sigilli a 14 immobili abusivi che vanno ad aggiungersi agli oltre 20 sequestri già in essere, alcuni dei quali relativi a imponenti costruzioni o a lottizzazioni abusive”, mentre gli ultimi mesi hanno visto anche varie indagini sul fronte dello sfruttamento della prostituzione.

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