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Canada: scoppia la faida tra cosa nostra e la ‘ndrangheta

Di Gaetano Liardo il . Calabria, Internazionale

L’omicidio di Nick Rizzuto jr, figlio del potente boss Vito, è il segnale che è scoppiata la guerra in Canada. Guerra di mafia che vede contrapposte le ‘ndrine calabresi e la famiglia Rizzuto affiliata ai Bonanno di New York. E’ stato il vice-capo della polizia di Montréal, Jacques Robinette, nel corso di una conferenza stampa a rompere gli indugi. Nick junior, ucciso lo scorso dicembre, sarebbe la prima vittima illustre dello scontro in atto. Messe da parte le piste fino ad ora seguite dalla polizia, bande di motociclisti, gang centroamericane, l’indice viene puntato contro i calabresi. Regolamento di conti, spiega Robinette, la vendetta per l’omicidio, nel 1978, del reggente della famiglia Bonanno a Montréal, Paul Violi, calabrese.

L’insediamento mafioso nel Quebec ha visto fino agli anni ’70 la proficua collaborazione tra cosa nostra e la ‘ndrangheta. Numerosi boss calabresi sono entrati a far parte di cosa nostra americana, come nel caso di Montréal retta da Vic Cotroni, originario di Mammola, fino al suo arresto nel 1975, e successivamente dal suo vice Paul Violi originario di Sinopoli. La stessa scelta fatta, in altri contesti, da Frank Costello di Lauropoli, che divenne consigliori di Lucky Luciano e reggente della famiglia Luciano di New York, e da Albert Anastasia di Tropea, che ebbe un ruolo di rilievo nella famiglia Mangano di New York. Tuttavia, i buoni rapporti tra siciliani e calabresi in Canada degenerano quando, proprio a Montréal, i siciliani cercarono di prendere il controllo della famiglia. Nick Rizzuto senior e il figlio Vito, alleati delle famiglie siciliane originarie dell’agrigentino, riuscirono a screditare la leadership di Paul Violi e, dopo averlo eliminato, ad assumere il controllo della famiglia. Dalla seconda metà degli anni ’70 i Rizzuto di Montréal daranno vita alla Sesta famiglia, formalmente longa manus dei Bonanno di New York in Canada, ma effettivamente del tutto indipendente.

Perchè  la ‘ndrangheta ha deciso di vendicarsi dopo 32 anni? Si tratta effettivamente di vendetta, o la morte di Violi è l’ottima scusa per disfarsi di un avversario ingombrante come i Rizzuto? Dall’omicidio di Violi molto è cambiato nello scenario internazionale dei traffici di droga, e molto altro negli equilibri tra le mafie in Canada. Con lo strategico controllo di Montréal i Rizzuto sono diventati tra i protagonisti nel traffico internazionale di eroina proveniente dalla Sicilia e diretta verso gli Stati Uniti. Anche se capaci di diversificare le proprie attività illecite, interessandosi alla cocaina, l’eroina è la stata la base del potere della Sesta famiglia in Canada. I cambiamenti del “mercato” della droga e la centralità assunta dalla cocaina hanno indebolito i Rizzuto, così come tutte le altre famiglie di cosa nostra sia negli Stati Uniti che in Sicilia. Favorendo, al contrario, la ‘ndrangheta calabrese, che nel giro di poco tempo è riuscita ad imporsi come broker internazionale della polvere bianca.

Accumulando denaro e potere, la ‘ndrangheta si è trasformata in una holding economica criminale. «Tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 – si legge sulla relazione della Commissione Parlamentare Antimafia del 2008 – i capi delle ‘ndrine calabresi che avevano a disposizione remoti canali di contatto con i produttori e gli intermediari sudamericani hanno preso direttamente in mano il nuovo business compiendo un salto di qualità, per passare da un ruolo di tradizionale smercio di ingenti partite di droga (…) a quello del diretto approvvigionamento presso i produttori colombiani e boliviani». La Direzione nazionale antimafia ha calcolato, nella relazione del 2008, in 44 miliardi di euro il fatturato annuo della ‘ndrangheta, di cui 27 miliardi di utili derivanti dal traffico di droga. Una potenza economica globale che «si adatta, si modella e si inserisce a livello mondiale laddove trova le condizioni favorevoli per farlo – scrive il magistrato Vincenzo Macrì nella relazione della Dna del 2008 – e, dove non le trova le crea». Il predominio dei calabresi sul traffico di cocaina è confermata dall’ultima relazione della Dna che conferma il «ruolo della ‘ndrangheta quale leader europeo nel traffico di cocaina; tale preminenza è ulteriormente confermata dal sequestro di ingenti quantità di stupefacenti e dai comprovati rapporti negoziali illeciti con potenti organizzazioni straniere africane, sudamericane e statunitensi».

La potente ‘ndrangheta ha deciso di regolare i conti con i siciliani, non tanto e non solo per vendicarsi dell’omicidio di Paul Violi, quanto per mettere le mani sulla piazza di Montréal, la porta d’accesso agli Stati Uniti. Se i calabresi sono stati estromessi dai Rizzuto dal Quebec, hanno mantenuto il controllo di un’altra piazza importante: Toronto. Le cosche operative nella regione sono originarie della costa jonica: Siderno, Marina di Gioiosa Jonica, Roccella Ionica, federate nel passato nel cosiddetto “Siderno Group”, una sorta di “commissione” per la spartizione dei traffici e delle aree di influenza. «Il Canada è come la Calabria – scrive l’ex presidente dell’Antimafia Francesco Forgione nel libro Mafia Export – le famiglie si sono spartite il territorio esattamente come hanno fatto dividendosi le diverse aree di competenza tra Ionio, Tirreno e città di Reggio Calabria». Il “Siderno Group” ha inserito le famiglie calabresi del Canada nel grande business del narcotraffico. Basti pensare agli arresti eccellenti compiuti proprio a Toronto.

Nel 2005 l’operazione Siderno Group ha portato all’arresto di Antonio Commisso, ritenuto dalla Commissione antimafia il «capo indiscusso del clan accusato di aver gestito il traffico di droga in Canada, Stati Uniti e Australia e ritenuto la proiezione economica della sua famiglia in terra nordamericana». Nnel 2008, sempre a Toronto, è stato arrestato Giuseppe Coloccuio boss della cosca Coluccio – Aquino di Marina di Gioiosa Jonica, in seguito all’operazione Norstromo coordinata dalla Dda di Reggio Calabria. Coluccio, considerato uno tra i più importanti broker del traffico di cocaina, gestiva la compravendita di grossi carichi di droga, trattando di persona con i narcotrafficanti latinoamericani. Coluccio a Toronto era in affari con Giuseppe Cuntrera, figlio di Pasquale boss della famiglia Cuntrera – Caruana, storici alleati dei Rizzuto.

La presenza agguerrita e minacciosa delle ‘ndrine calabresi in Canada è la sfida che la Sesta famiglia dovrà affrontare nell’immediato. Una lotta per la sopravvivenza di una famiglia che rischia di disgregarsi per l’ondata di arresti che ne ha azzerato la leadership.      

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