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Narcomafie per Ilaria Alpi e Miran Hrovatin

Lorenzo Frigerio il . Caso Alpi-Hrovatin

Narcomafie cover 2018_224 anni dopo, #NoiNonArchiviamo

Il nuovo numero di Narcomafie, la rivista edita da Gruppo Abele e Libera, è dedicato interamente alla ricostruzione di una delle vicende più oscure della storia recente del nostro paese: la morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, giustiziati sommariamente oltre due decenni fa a Mogadiscio, in Somalia. Un delitto, anzi un’esecuzione, che non ha ancora visto individuati mandanti ed esecutori e la recente proroga delle indagini potrebbe portare a nuovi sviluppi.

Questo numero è stato voluto anche in segno d’omaggio alla straordinaria tenacia di una donna, Luciana Alpi, che in tutti questi anni non ha mai smesso di chiedere verità e giustizia. Quando era stato ideato questo numero del giornale, sembrava che le porte della giustizia italiana dovessero chiudersi per sempre. Proprio per questo avevamo raddoppiato gli sforzi e Luciana sapeva del lavoro giornalistico che era in itinere, purtroppo non siamo riusciti a consegnarle copia di quanto stavamo scrivendo e mettendo insieme per accompagnare la nuova fase processuale.

“È vero – scrive Fabrizio Feo nel toccante ritratto dedicato alla stessa Luciana Alpi -, esistono una verità giudiziaria e una storica. Ma non si può ripiegare sulla seconda: non si può accettare di accontentarsi, quando la verità giudiziaria non è stata cercata compiutamente, o è stata negata, allontanata. Non ci si può arrendere. Ilaria non lo avrebbe fatto, Luciana non lo ha fatto, nonostante le forze, la salute, le sfuggissero. Luciana non si è arresa fino all’ultimo, finché ha avuto un soffio di voce. Non si è arresa nemmeno quando, esausta, diceva di volerlo fare. Così Luciana ci ha insegnato mille cose”.

Ora, la proroga alle indagini per altri sei mesi lascia aperto uno spiraglio nella difficile attività di ricostruzione investigativa e ci auguriamo che le pagine di Narcomafie possano essere un viatico utile in questa direzione.

Nella rivista il corpo centrale è realizzato da Fabrizio Feo del Tg3, la testata per la quale anche le due vittime lavoravano. Una circostanziata ricostruzione delle vicende investigative e delle fasi processuali di questi decenni offre al lettore la possibilità di comprendere le zone d’ombra e anche i depistaggi istituzionali, messi in atto per impedire l’accertamento di quanto era realmente accaduto il 20 marzo 1994 in terra somala.

Direttamente dall’archivio di Libera Informazione, invece, sono tratti due articoli di Roberto Morrione e di Santo Della Volpe, scritti il primo all’indomani della morte di Giorgio Alpi e il secondo alla vigilia della diciottesima edizione del Premio Ilaria Alpi. A testimonianza di un impegno che viene da lontano e ha camminato sulle loro gambe, abbiamo pensato che le parole di Roberto e Santo dovessero giustamente suggellare questo numero di Narcomafie.

Arricchiscono il dossier una preziosa cronologia dei fatti e una galleria dei protagonisti di questi oltre due decenni, a cura di Donatella D’Acapito di Libera Informazione. Eventi e nomi che rischiavano di essere consegnati all’oblio e che invece, grazie a una attenta rilettura, possono aiutare a comprendere come la vicenda di Ilaria e Miran ancora oggi abbia molto da dire.

Abbiamo inoltre pubblicato anche la mozione approvata all’ultimo congresso Usigrai di Bologna, con la quale i I giornalisti della Rai “chiedono che si continui ad indagare, che venga accolta la richiesta fatta al nuovo Parlamento dal Tg3, di costituire una nuova Commissione di inchiesta per fare luce sul delitto Alpi-Hrovatin e sul reticolo di interessi illeciti portati a galla dall’enorme mole di documenti collegati al caso desegretati dalle Camere nella legislatura appena conclusa”.

“Continuiamo a credere nel giornalismo di Ilaria e Miran”: così, nell’intervista rilasciata a Marika Demaria, il presidente della Fnsi, Giuseppe Giulietti, rilancia l’impegno del sindacato per la ricerca della verità sul caso Alpi-Hrovatin e per la tutela dei giornalisti minacciati, il cui numero è cresciuto in questi anni in Italia. Nelle rubriche di questo numero, si trova anche una recensione del bel libro di Federica Angeli, “A mano disarmata”, che documenta la battaglia civile della collega della redazione romana de “La Repubblica”.

Collegato alle vicende dei traffici illeciti scoperti da Alpi e Hrovatin in Somalia è anche il caso dei rifiuti tossici, fatti affondare nei nostri mari insieme alle navi dei veleni. Ne scrive Enrico Fontana, direttore de “La nuova ecologia” che ricorda anche un’altra vittima, il capitano Natale De Grazia, scomparso in circostanze ancora oggi misteriose.

Ma non solo all’Italia guarda l’ultimo numero di Narcomafie.

Marilù Mastrogiovanni ricostruisce la storia di Daphne Caruana Galizia, eliminata da una tremenda carica d’esplosivo nella sua Malta, perché era alla ricerca di prove di corruzioni e traffici che vedevano insieme politica e mafia. Michele Albanese e Stefania Bizzarri invece scrivono del giornalista slovacco Ján Kuciak, barbaramente ucciso insieme alla fidanzata Martina Kušnírová, per aver osato rivelare la presenza di uomini della ‘ndrangheta nella sua terra.

Insomma, un lavoro giornalistico ben scritto e assemblato che viene offerto alla platea dei lettori, degli esperti e dei colleghi giornalisti, per fare il punto sulla vicenda Alpi/Hrovatin ma anche per rilanciare il tema della necessaria scorta mediatica agli operatori della comunicazione, un tema caldo non solo in Italia ma in tutta Europa.

Ricordiamo per quanti fossero interessati che l’ultimo numero di Narcomafie può essere richiesto via mail scrivendo a abbonamenti@gruppoabele.org o a tesseramento@libera.it

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