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Contromafiecorruzione, grande partecipazione alla tre giorni di Libera

Libera il . Lazio

Foto di Gian Battista Tita Raffetti

Foto di Gian Battista Tita Raffetti

Si è conclusa a Roma con la partecipazione di tanti giovani, magistrati, associazioni, insegnanti, sindacati, rappresentanti associazioni provenienti dall’Europa, dall’America Latina, la tre giorni di Contromafiecorruzione. Giorni di studio, confronto e proposte per un rinnovato impegno per liberarci dalle mafie e dalla corruzione. Nel corso dei tre giorni sono intervenuti tra gli altri il Procuratore nazionale Antimafia Federico Cafiero De Raho, la Presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi, i Presidenti onorari di Libera Giancarlo Caselli e Nando Dalla Chiesa, il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, la Sindaca di Roma Virginia Raggi, il segretario generale della CEI monsignor Nunzio Galatino.

Ad aprire e chiudere i lavori è stato Don Luigi Ciotti, Presidente di Libera che ha toccato diversi temi: “La lotta alle mafie e alla corruzione necessita di due cose. Che non mancano, ma che vanno rafforzate, potenziate. La prima è la simultaneità degli interventi. La lotta alle mafie non ammette compartimenti stagni perché le mafie e la corruzione sono un male non solo criminale, ma culturale, sociale, politico, economico. Bisogna combatterle su ciascuno di questi piani contemporaneamente. Occorre una strategia, un’azione concordata di tutte le realtà, istituzionali e sociali, coinvolte in questa battaglia che non è di legalità, ma di civiltà. Le mafie non sono un crimine contro la legge, ma contro la civiltà. La seconda cosa che manca – ed è un deficit ancora più grave – sono le politiche sociali. Per sconfiggere le mafie occorre costruire una società dei diritti, del lavoro, della giustizia. Occorrono impegno e cura per il bene comune. Le mafie sono parassiti che traggono forza dai vuoti di democrazia. Offrono come favore ciò che non viene garantito per diritto. Le attuali disuguaglianze – la crescita della povertà, lo squilibrio indecente delle ricchezze e delle possibilità – sono il terreno a loro più congeniale.

Mafie e Corruzione

Tra mafie e corruzione è sempre più difficile distinguere, e le mafie, astutamente, continuare a fare quello che hanno sempre fatto usando la forza del denaro invece della forza delle armi. La corruzione è una mano che strozza, ma in guanti bianchi. La corruzione resta la più grave minaccia della democrazia. Un’infezione che prepara il terreno alle mafie e che le mafie hanno fatto propria. Oggi il metodo corruttivo, la violenza in guanti bianchi basata sull’uso del denaro, è il loro metodo prevalente. E allora è sempre più difficile distinguere. È vero che non tutti i corrotti sono mafiosi, ma è anche vero che i parametri, i criteri che finora abbiamo usato per valutare ciò che è mafia, vanno rivisti, aggiornati, approfonditi. C’è allora una grande campagna culturale da fare, perché è ancora molto diffusa l’idea che la corruzione e le mafie siano mondi diversi e separati, e che il reato di corruzione sia molto meno grave di quello mafioso, per alcuni una bagattella scusabile con la sua diffusione o giustificabile con l’eccesso di burocrazia o di pressione fiscale. Ma c’è al contempo una grande sfida educativa. La corruzione va combattuta alla radice con la formazione delle coscienze.

Libera sarà sempre mezzo, non fine

Dobbiamo riconoscere e valorizzare quanto di positivo è stato fatto. Restano zone d’ombra, nodi, contraddizioni. Ma bisogna riconoscere che in 23 anni sono stati fatti degli sforzi, passi avanti nella lotta alle mafie e alla corruzione. Libera è, sin dalla sua origine, relazione ed etica della relazione, ossia condivisione e corresponsabilità. Si è liberi con gli altri e per gli altri. E la più alta forma di libertà – ce lo siamo detti tante volte – è impegnare la propria per liberare chi libero non è.

Liberare il paese dalle mafie, dalla corruzione, dalle ingiustizie. Ecco il sogno collettivo che ci fa essere di nuovo qui. Nella disponibilità di metterci in gioco con rinnovata forza e entusiasmo, dopo 23 anni. E nella coscienza che Libera sarà sempre mezzo, non fine. Il fine si chiama libertà e dignità delle persone.”

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