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Traffico di droga sull’asse Salento – Calabria

Di Antonio Nicola Pezzuto il . Calabria, Puglia

Cocaina dalla Calabria al Salento. Ma non solo. Un traffico di droga che si snoda su mezza Italia. Si sono concluse le indagini della Procura antimafia dell’ Aquila (in Abruzzo aveva messo radici la colonia calabrese), e tra le carte figura il nome di un imprenditore di Squinzano (LE), Maurilio D’ Elia, 40 anni, attivo nel settore dei supermercati. D’ Elia sarebbe coinvolto nell’ acquisto di una partita di dieci chili di cocaina da un gruppo di malavitosi calabresi. 

La vicenda è racchiusa all’ interno di un’ indagine coordinata dai pm della Procura antimafia dell’ Aquila Antonietta Picardi e Simonetta Ciccarelli e condotta dai carabinieri del reparto operativo di Chieti. In seguito a questa inchiesta, nel dicembre del 2010, furono arrestate sette persone nell’ ambito dell’ operazione “Shoot 2009”.  Gli indagati sono in tutto diciassette. Sono accusati a vario titolo di: associazione per delinquere, traffico di sostanze stupefacenti (soprattutto cocaina, ma anche hashish), riciclaggio. Le indagini svolte dai carabinieri hanno appurato una forte presenza di calabresi nell’ organigramma del gruppo: Simone Cuppari, originario di Brancaleone, 31 anni, residente a Francavilla al Mare, Giuseppe Lo Presti, 28 anni di Melito Porto Salvo ma residente a Brancaleone, Giuseppe Nucera, 32 anni, pure lui di Brancaleone.  Il clan sarebbe stato capace di realizzare un traffico da Sud a Nord riuscendo a spacciare venti chili di droga in sei mesi. I ricavi sarebbero stati ripuliti della loro origine illecita tramite l’ acquisto di lavanderie a gettoni. 

Il Salento rappresentava per il gruppo uno dei canali a sua disposizione, con precisi punti di riferimento sia nel leccese che nel brindisino.  Le inchieste dei carabinieri hanno comprovato il coinvolgimento di Marcello Solazzo, 29 anni, di San Pietro Vernotico (l’ uomo, nel novembre 2010, fu colpito da un’ ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari), e anche di Gianluca Saponaro, il 28enne di San Pietro Vernotico (BR) ucciso il 19 giugno 2010 a Cellino San Marco (BR). Secondo l’ accusa dei carabinieri, anche l’ imprenditore di Squinzano avrebbe partecipato, insieme a loro, all’ acquisto dei dieci chili di cocaina. I fatti, riguardanti la consegna del quantitativo di droga, risalgono al 19 luglio 2009. A trasportare lo stupefacente da Francavilla al Mare (in provincia di Chieti) a San Pietro Vernotico a bordo di una Peugeot 206, sarebbe stato Marcello Solazzo. Giuseppe Nucera e Gianluca Saponaro, invece, avrebbero consegnato la droga a Maurilio D’ Elia. Grazie alle intercettazioni telefoniche, i carabinieri hanno scoperto il ruolo di intermediario ricoperto da Giuseppe Lo Presti che avrebbe fatto da trait d’ union fra Solazzo e Giuseppe Nucera. 

Il presunto coinvolgimento dell’ imprenditore squinzanese è legato ad alcuni assegni. Gli effetti, a quel che è dato sapere, sarebbero stati trovati insieme a 28 mila euro durante un controllo. Contanti e assegni non furono sequestrati. Dopo un mese, gli effetti sarebbero stati incassati proprio dal D’ Elia. Adesso che le indagini si sono concluse, l’ imprenditore di Squinzano potrà chiedere di essere interrogato per cercare di chiarire la sua posizione.  

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