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«Non spegneteci i microfoni»

Di Riccardo Marra il . Sicilia

Radio Zammù, la radio universitaria dell’ateneo di Catania rischia di chiudere: la notizia è apparsa qualche giorno fa sul sito web dell’emittente universitaria catanese. Il prossimo 31 dicembre scade, infatti, il progetto di finanziamento “il Linceo”. Che succederà adesso? Il portale Spe1 intervista  Alberto Conti, redattore e supervisore, e il presidente del Cof, Vincenzo Perciavalle

La homepage della radio universitaria  da qualche giorno, invita a “non spegnerle i microfoni” con un appello che chiede “risorse necessarie e vitali per permettere di andare avanti”. Un comunicato breve ma chiaro e urgente, visto che il progetto che finanzia l’emittente d’Ateneo, il “Linceo”, scadrà il prossimo 31 dicembre, ovvero nel bel mezzo della programmazione della stagione in corso.

Ma cos’è il progetto Linceo e che cosa ha reso possibile nello specifico per gli “zammuniani”? Alberto Conti, una delle anime di Zammù nonché uno dei supervisori, ci spiega: «Il Linceo è un progetto sostenuto dal Ministero della Pubblica Istruzione della durata di tre anni, dal 2006 al 2008, che promuove l’orientamento universitario. La nostra radio vi ha partecipato, appunto, per favorire il sostegno agli studenti nella loro vita accademica. Come? Strutturando e creando, nell’ambito del nostro palinsesto settimanale, programmi come Curriculum, Sportello Orientamento, Radio Ateneo, Campus e Circuiti Culturali che sono diventati la voce dell’Ateneo e degli studenti. All’interno di queste trasmissioni tutte le facoltà hanno avuto la possibilità di promuovere le loro iniziative, i convegni e i seminari, ma anche le offerte didattiche e quelle post lauream che mettono a disposizione. Un servizio impegnativo per noi che, naturalmente, ha bisogno di risorse umane e tecniche. Risorse che, senza i fondi del Linceo, potrebbero venir meno».

Il “buco” che lascerà la scadenza del progetto Linceo appare grave. «Quei soldi – sottolinea il presidente del COF (Centro Orientamento e Formazione) Vincenzo Perciavalle – sono stati fondamentali per fare di Radio Zammù quella che è ora e per farle fare il grande balzo sull’etere a partire dal maggio del 2007. Senza, diverrebbe complicato noleggiare le frequenze e pagare il personale che, a vario titolo, collabora alla radio. Certamente è un problema che l’Ateneo si sta ponendo, perché c’è un costo da sostenere».

Dunque, grande apprensione dalle parti dell’Aula 24 del Monastero dei Benedettini (sede che la Radio condivide con Step1) proprio in contemporanea alla maratona di quasi 14 ore di diretta che oggi, dalle 7.30 alle 21, vede protagonisti gli speaker in versione natalizia. «L’obiettivo dell’appello che abbiamo pubblicato in home page e che ripetiamo all’interno delle trasmissioni – dice Alberto Conti – è quello di sensibilizzare l’Ateneo, i professori, ma anche la città per un sostegno, sperando che qualcosa si muova. Ne è passato di tempo da quando la nostra era una piccola web radio. Oggi Radio Zammù è una realtà molto conosciuta, che ha stretto stimolanti relazioni con i protagonisti della cultura, che fa informazione quotidiana con un radiogiornale, e che può vantare di 27 trasmissioni di intrattenimento con oltre dieci ore di diretta al giorno».

www.step1.it

www.radiozammu.it

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