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Mosaico di mafie e antimafia 2014/15

“Tanto tuonò che piovve”: è il caso di dire di fronte alla conferma più plateale possibile della presenza della ‘ndrangheta in una delle regioni più produttive del Paese, l’Emilia-Romagna. Una conferma giunta all’inizio dell’anno da poco iniziato, il 2015 dell’Expo mondiale di Milano, con il blitz contro le cosche del 28 gennaio ordinato dalla Direzione distrettuale antimafia di Bologna. Eppure i segnali di una criminale presenza – più che organizzata, mafiosa secondo tutti gli effetti della definizione contenuta nell’art. 416 bis codice penale – non erano mancati anche in un recente passato, contraddistinto da coraggiose inchieste e processi a dir poco illuminanti sulla capacità dei mafiosi di mettere radici in una delle regioni, da sempre, traino economico, civile e morale dell’intero sistema Italia. Gli allarmi non erano mancati e se l’attenzione di istituzioni e pubblica opinione non fosse stata distratta, se informazione e società civile avessero svolto al meglio il loro ruolo di coscienza critica, l’operazione “Aemilia” non sarebbe giunta come un fulmine a ciel sereno.

Dossier Libera Informazione sulle mafie in Emilia Romagna: una doverosa rettifica ]

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Dossier “La droga in Umbria”

Negli ultimi anni la regione Umbria e in particolare la città di Perugia sono state caratterizzate da un numero consistente di morti per overdose, a cui si è associata la rilevazione di livelli significativi di consumo delle sostanze stupefacenti, oltre che da un elevato numero di operazioni di polizia ed arresti per droga. Questi dati hanno sollevato in un recente passato una forte attenzione mediatica, anche di livello nazionale, che ha ulteriormente innalzato il grado di allarme sociale sul territorio. Al fine di avviare un percorso di analisi approfondita del fenomeno e con un approccio multisettoriale, la Regione Umbria ha chiesto all’associazione Libera di curare un dossier sul “fenomeno droga” in Umbria. L’idea è stata quella di mettere insieme una serie di competenze, giornalistiche, sociologiche, giuridiche e sanitarie, per costruire una base di analisi, che possa in futuro essere arricchita e ampliata da nuovi studi e nuove competenze.

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Mosaico di mafie e antimafia

Numeri, dati, analisi e prospettive di quello che è ormai diventato il radicamento mafioso in Emilia-Romagna. Quanto e dove investono le mafie italiane nel tessuto economico legale della regione. L’azione degli inquirenti e la reazione della società civile attenta a non cadere nella morsa delle cosche. Questo e altro nel secondo dossier di Libera Informazione realizzato in collaborazione con l’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna e pubblicato nel dicembre 2012

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Mafie senza confini noi senza paura

Quanto e come le mafie incidono sulla vita economica e sociale dell’Emilia Romagna? Una domanda complessa alla quale si cercherà  una risposta sabato prossimo nel convegno organizzato dall’Assemblea Legislativa e da Libera Informazione. I boss in Emilia Romagna hanno piantato solide radici. Cosa nostra, ‘ndrangheta e camorra hanno colto le potenzialità offerte da una regione ricca, prospera e innovativa. Questo e molto altro nel  dossier  “Mafie senza confini, noi senza paura” realizzato dalla Fondazione Libera Informazione in collaborazione con l’Assemblea Legislativa della Regione Emilia – Romagna, pubblicato nel 2011

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Parole e mafie. Informazione, silenzi e omertà

Analisi, dati, evoluzione della “quinta mafia”  presentati nel dossier Lazio, realizzato dalla Fondazione Libera Informazione a conclusione di “Parole e Mafie”, il viaggio nel Lazio per far luce sulla penetrazione delle mafie nella regione. Il dossier, a fini istituzionali e sociali,  è stato realizzato all’interno del percorso di informazione e formazione realizzato  con la Casa della legalità della Regione Lazio, presidenza della Regione Lazio nel 2008.

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Il covo freddo

Libera Informazione in Umbria: per contestualizzare, monitorare, interrogare il territorio con l’obiettivo  di capire meglio cos’è accaduto nella regione un tempo lontana da  fenomeni di criminalità organizzata di stampo mafioso e oggi invece fra le prime regioni a rischio nel Centro – Nord. L’allarme è soprattutto per il riciclaggio dei capitali sporchi dei boss ma anche per i numeri da capogiro che la regione fa registrare su narcotraffico e tratta degli esseri umani, business in mano alle organizzazioni criminali straniere presenti in Umbria.  “Il Covo Freddo” è la pubblicazione, a fini sociali e istituzionali,  realizzata all’interno del percorso di formazione e informazione realizzato dalla Fondazione Libera Informazione e dalla Regione Umbria fra il 2009 e il 2011.

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Ombre nella nebbia

Le mafie in Lombardia? Molto più che un’ipotesi. Spiega perché “Ombre nella nebbia” un dossier speciale di Libera Informazione e Narcomafie  distribuito a Milano in occasione della XV Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie. Centosettantacinque pagine e i nomi, tra gli altri, di Nando dalla Chiesa che firma un intervento sull’antimafia lombarda e la prefazione di Luigi Ciotti, presidente di Libera.

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Carte in regola contro mafie e corruzione. Etica professionale e responsabilità civile. Atti del corso di formazione – Modena, 2012-2013

Il 28 gennaio 2011 a Modena, il CUP di Modena ha presentato una carta etica delle professioni contro le mafie e la corruzione. Da quell’importante momento, dai consensi registrati non solo a livello regionale ma anche nazionale è nata l’idea di dare vita ad un percorso di formazione sui temi del contrasto alle mafie e alla corruzione e dell’etica delle professioni come antidoto alle pressioni criminali. Il percorso formativo, iniziato nel dicembre 2012 e terminato ad aprile 2013, è stato finalizzato a sensibilizzare gli appartenenti agli ordini professionali modenesi circa la presenza delle mafie in Modena e provincia, per approntare gli anticorpi civili alla diffusione della colonizzazione mafiosa. Rafforzare gli strumenti della conoscenza, approfondire le ragioni del proprio impegno professionale al servizio della comunità, elaborare strumenti di contrasto da utilizzare come peculiari della propria professione: questi gli obiettivi fondamentali del corso, le cui lezioni sono contenute in questa pubblicazione.

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Mosaico di mafie e antimafia – L’altra ‘ndrangheta in Emilia-Romagna

La realtà del radicamento mafioso in Emilia Romagna e le novità dei nuovi affari della criminalità’ organizzata: l’espansione preoccupante del “compra oro” ,del gioco e delle slot machine, la nuova ‘qualità’  della ‘ndrangheta che cerca il consolidamento della realtà economica della regione. Quanto e dove investono le mafie italiane nel tessuto economico legale della regione. L’azione degli inquirenti e la reazione della società civile attenta ad una cultura della legalità ed alla prevenzione delle infiltrazioni mafiose.Questo e altro nel terzo dossier di Libera Informazione realizzato in collaborazione con l’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna

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Le mafie in Friuli Venezia Giulia:  dal passaggio a  Nord Est verso l’insediamento
Nonostante alcuni campanelli d’allarme, per molti decenni si è preferito considerare il Friuli Venezia Giulia immune dai pericoli d’infiltrazione mafiosa, relegando il fenomeno in altri contesti e, in riferimento alle ormai certificate presenze al nord, confinato all’interno di regioni più centrali nello scacchiere economico e sociale del nostro Paese, quali Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna. Solo nel corso degli ultimi anni, l’attività della magistratura e delle forze dell’ordine ha messo sotto i riflettori il fatto che il Friuli Venezia Giulia si candida ormai ad essere territorio di elezione per una presenza ramificata della criminalità organizzata. Il primo convegno regionale tenutosi a Udine sabato 2 febbraio 2013 è servito a fare il punto sulla presenza delle mafie in Friuli Venezia Giulia.

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Premio Morrione

Premio Morrione Finanzia la realizzazione di progetti di video inchieste su temi di cronaca nazionale e internazionale. Si rivolge a giovani giornalisti, free lance, studenti e volontari dell’informazione.

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Narcomafie

La rivista, realizzata in collaborazione con l’associazione Libera, è stata fondata nel febbraio del 1993, all’indomani delle stragi di Capaci e di via D’Amelio

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Articolo 21

Articolo 21: giornalisti, giuristi, economisti che si propongono di promuovere il principio della libertà di manifestazione del pensiero (oggetto dell’Articolo 21 della Costituzione italiana da cui il nome).

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