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La bestia

Redazione il . Recensioni

cover Palermo2 aprile 1985: l’auto che porta Carlo Palermo al suo ufficio, nella Procura di Trapani, salta per aria. Lui e la scorta si salvano, muoiono invece una giovane donna e i suoi due bambini.

Che cosa, nelle sue inchieste, ha scatenato la vendetta? Il giudice continua a indagare, anche dopo aver lasciato la magistratura.

Le sue ricerche prendono corpo quando, nel 2016, scopre che pochi mesi prima di morire Giovanni Falcone aveva curato un’operazione segreta: l’estradizione negli Stati Uniti di un terrorista arabo, il primo fabbricatore di autobombe realizzate con l’esplosivo militare usato per gli attentati di Pizzolungo, dell’Addaura, di via D’Amelio.

Una nuova luce sulle stragi «mafiose»? Di più.

Vecchie carte e atti processuali rimasti per anni sepolti negli archivi conducono a un’inedita lettura di alcuni tra i più grandi misteri italiani, dall’omicidio di Aldo Moro all’attentato a papa Wojtyla, alle stragi del 1992-1993, e anche degli attacchi terroristici alle Torri gemelle e al Bataclan, a Parigi.

Collegamenti criminosi documentati permettono di individuare incredibili attività concepite da un direttorio internazionale – radicato negli apparati politici e militari degli Stati, nella Chiesa, nei vertici delle oligarchie finanziarie – che ha manovrato la storia europea, gli equilibri nel Mediterraneo, la crescita dell’estremismo islamico, la democrazia incompiuta del nostro Paese fino al suo inesorabile declino.

Le chiavi interpretative di questo complesso quadro sono massoniche. Sono nascoste nei palazzi del potere d’Italia, Francia, Svizzera, di Londra e New York.

L’autore le insegue in una ricerca infaticabile tra misteri, occulte ispirazioni e macchinazioni diaboliche che riconduce, alla fine, a Trapani, proprio là dove, trent’anni prima, l’indagine ha avuto inizio.

Carlo Palermo
La bestia
Dai misteri d’Italia ai poteri massonici che manovrano le democrazie
Sperling & Kupfer, Milano 2018
Pagg. 464, € 19,90

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La rivista, realizzata in collaborazione con l’associazione Libera, è stata fondata nel febbraio del 1993, all’indomani delle stragi di Capaci e di via D’Amelio

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Articolo 21: giornalisti, giuristi, economisti che si propongono di promuovere il principio della libertà di manifestazione del pensiero (oggetto dell’Articolo 21 della Costituzione italiana da cui il nome).

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