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Impegno e riflessione all’Asinara

Gabriele Ambrosio, Valentina Chillemi, Francesca Cattaneo, Monica Cattaneo, Bruno Rizzo il . Sardegna

Ci sono momenti nella vita in cui si sente il bisogno di fermarsi, estraniarsi dal caotico contesto cittadino, riflettere su ciò che si è fatto e sui progetti futuri: per questo l’Asinara è certamente il posto giusto. Il silenzio, la bellezza incontaminata, un mare come un acquario di posidonie, pesci, coralli, un caldo sole di piena estate e la storia dell’isola sono sicuramente il contesto ideale per riflettere a pieno sulla propria vita, sull’essere cittadini e sull’impegno futuro.
A fare la differenza in questo contesto sono state anche le persone incontrate: ragazzi che hanno deciso, animati da consapevole coscienza civica, grinta e tanta passione, di mettersi in gioco; un gruppo di persone che con le loro divise di libertà nel sogno della legalità e della giustizia hanno dimostrato di crederci davvero.
Tanti sono stati i turisti che, affaticati dal sole e attoniti di fronte a tanta bellezza, hanno varcato le mura del bunker di Cala d’Oliva ignari di ciò che avrebbero trovato all’interno. Ad ognuno abbiamo raccontato la nascita di Libera, il suo impegno nel coltivare la memoria delle vittime innocenti di tutte le mafie, soffermandoci su coloro che proprio nei giorni del campo erano stati uccisi, abbiamo guardato insieme la mostra su Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, abbiamo visto molti di loro emozionarsi e talvolta commuoversi insieme a noi. Ci siamo arricchiti dei loro sorrisi, delle domande, dell’incredulità, dei silenzi assorti con cui ci ascoltavano, dei ricordi che taluni hanno voluto condividere con noi dando valore alla nostra presenza in quel luogo. All’uscita dal bunker c’era posto solo per le emozioni da rendere indelebili con una firma, un messaggio, un grande grazie a Libera per la lotta che da venti lunghi anni porta avanti.
I campi di Libera restano una delle poche occasioni in cui si ha la possibilità di formarsi sulle tematiche della lotta alle mafie tramite lo studio, ma soprattutto con l’impegno concreto realizzato in prima persona. La svolta per il rinnovamento della società passa, infatti, proprio attraverso una concezione più attiva e responsabile della cittadinanza: non è un caso che la Costituzione Italiana “il primo testo antimafia” fosse presenza costante durante le nostre ore di formazione mattutina, perché le mafie Intorpidiscono i diritti e i doveri, li annegano in un fango di conformismo, disaffezione e paura. Applicare la Costituzione risulta essenziale per poter parlare di uguaglianza di fatto e non di democrazia puramente formale, solo  realizzandola non sarà più necessario come sosteneva Carlo Alberto Dalla Chiesa chiedere alla mafia “un favore” perché esso sarà concesso dallo Stato come diritto.
La Costituzione è ancora solo in parte una realtà, perciò soprattutto per i giovani essa deve rappresentare impegno, speranza, obiettivo da raggiungere, lavoro da compiere.
Rimbocchiamoci le maniche, c’è ancora tanto da fare!

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