NEWS

PierAntonio Sandri, testimone di giustizia ucciso a Niscemi 18 anni fa

di redazione il . Sicilia

Il 3 settembre del 1995  veniva ucciso a Niscemi, piccolo paese in provincia di Caltanissetta, PierAntonio Sandri, giovane di soli 19 anni. Un ragazzo onesto che sulla sua strada una sera si trovò ad assistere all’incendio di una automobile, una intimidazione  avvenuta durante  un periodo di campagna elettorale –  nei confronti di uno dei canidati dell’epoca. Il rischio che il giovane, da tutti considerato un ragazzo onesto e perbene, potesse raccontare tutto alle forze dell’ordine portò un gruppo di coetani a decidere di ucciderlo per metterlo a tacere. Per anni Ninetta Burgio la “madre – coraggio” (cosi sarà ricordata per la sua forza e la sua determinazione) non aveva mai smesso di chiedere verità per la scomparsa del figlio e giustizia. Poco prima che un male incurabile la portasse via Ninetta, da anni sempre presente nelle scuole nei progetti di educazione alla legalità e al fianco dei familiari delle vittime delle mafie ogni 21 marzo nella Giornata della Memoria e dell’Impegno, è riuscita a conoscere la verità sulla morte del figlio.

Le indagini. E’ accaduto nel 2009 quando uno dei suoi assassini, Giuliano Chiavetta, si auto-accusò dell’omicidio e indicò  i nomi dei suoi complici iniziando un percorso di collaborazione con la giustizia che va avanti da allora. Il corpo di Sandri venne ritrovato e Chiavetta – all’epoca dell’omicidio minorenne – venne condannato in primo grado a 16 anni di carcere dal Tribunale dei minori. L’altro minore accusato, Salvatore Cancilleri, è stato assolto in primo grado. Il procedimento prosegue per gli altri due presunti complici già maggiorenni nel ’95,Vincenzo Pisano e Marcello Campisi.

Il processo. Nel luglio scorso l’associazione Libera, numeri e nomi contro le mafie è stata ammessa come parte civile nel processo che  proseguirà il prossimo 10 ottobre con nuova udienza. Nel settembre del 2009 in una lettera Ninetta Burgio, madre di PierAntonio, spiegava  quanto sia importante per i familiari delle vittime e per la memoria delle vittime stesse ristabilire la verità e fare giustizia, secondo la legge: “Voglio dire al Paese -scrive – che questo è un segnale di grande civiltà perché “sapere”, “conoscere” anche verità dure e atroci significa ridare speranza e fiducia ad una comunità che deve sempre aprire gli occhi, perché a nessun altro suo giovane, a nessun altro Pierantonio, a nessuna altra Lorena deve essere spezzata la vita, i sogni, la speranza e privarli del futuro. Pierantonio, come ho sempre gridato, è un bravo ed onesto giovane che stava crescendo per entrare nel mondo degli adulti. Mio figlio è cresciuto dentro una famiglia che lo aveva educato nel rispetto dei valori della solidarietà, dell’accoglienza e della legalità. Purtroppo anche per questo Pierantonio ha trovato la morte. Spero ed Auguro che la Magistratura e le Forze dell’Ordine sapranno fare anche piena luce sulle motivazioni, sulla storia di un giovane a cui è stata spezzata la vita e sono certa che questa città saprà “custodire” i suoi giovani e alzare la testa, lottare sempre contro tutte le ingiustizie e le mafie. Continuerò con tutte le mie forze a portare avanti la battaglia per la legalità”. 

Trackback dal tuo sito.

Premio Morrione

Premio Morrione Finanzia la realizzazione di progetti di video inchieste su temi di cronaca nazionale e internazionale. Si rivolge a giovani giornalisti, free lance, studenti e volontari dell’informazione.

leggi

LaViaLibera

logo Un nuovo progetto editoriale e un bimestrale di Libera e Gruppo Abele, LaViaLibera eredita l'esperienza del mensile Narcomafie, fondato nel 1993 dopo le stragi di Capaci e via D'Amelio.

Vai

Articolo 21

Articolo 21: giornalisti, giuristi, economisti che si propongono di promuovere il principio della libertà di manifestazione del pensiero (oggetto dell’Articolo 21 della Costituzione italiana da cui il nome).

Vai

I link