Il boss è morto, il boss è vivo: la storia dei Messina Denaro di Castelvetrano. Il “papa” della nuova mafia
Il «campiere» con il bisturi.
Il «campiere» con il bisturi.
Tre Procure antimafia impegnate a scandagliare attorno a Matteo Messina Denaro, super boss latitante di Castelvetrano, capo assoluto della mafia trapanese, ma in grado di «comandare» anche nell’agrigentino.
Sotto lo sguardo attento e ferito dell’Etna, in una città “saccheggiata in silenzio e nel silenzio dimenticata” come l’ha definita mesi fa, l’europarlamentare Claudio Fava, fa tappa la prima giornata della Carovana antimafie in Sicilia per incontrare Catania e la sua gente.
Il rapporto che denuncia malefatte e soggetti che se ne sarebbero resi protagonisti è stato scritto al termine di indagini dalla squadra Mobile di Trapani.
L’universo creato è un luogo meraviglioso.
Carabinieri del comando provinciale di Catania stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 24 presunti appartenenti alla cosca Santapaola-Ercolano.
La “zona grigia” della mafia trapanese trova un nuovo ostacolo alla sua sopravvivenza.
Finanzia la realizzazione di progetti di video inchieste su temi di cronaca nazionale e internazionale. Si rivolge a giovani giornalisti, free lance, studenti e volontari dell’informazione.
Un nuovo progetto editoriale e un bimestrale di Libera e Gruppo Abele, LaViaLibera eredita l'esperienza del mensile Narcomafie, fondato nel 1993 dopo le stragi di Capaci e via D'Amelio.
Articolo 21: giornalisti, giuristi, economisti che si propongono di promuovere il principio della libertà di manifestazione del pensiero (oggetto dell’Articolo 21 della Costituzione italiana da cui il nome).