Connazionali derubati e picchiati dai coloni in Cisgiordania: il governo balbetta. Altro che prima gli italiani!
Tre volontari italiani picchiati e derubati da coloni israeliani, ma il governo italiano non prende posizione né chiama l’ambasciatore.
Prima gli italiani? Ma quali?
Come ha già raccontato il Fatto Quotidiano, in modo preciso e dettagliato, tre volontari italiani sono stati derubati e picchiati da un gruppo di coloni israeliani, picchiatori e squadristi, impegnati nel rubare acqua, terre, case, cibo ai legittimi proprietari palestinesi.
A Gaza si uccide, in Cisgiordania pure. Non da oggi, almeno dal 1948. Il governo italiano ha balbettato qualcosa di incomprensibile, non ha neppure chiamato l’ambasciatore israeliano a Roma; nella corte sovranista, ai comandi di Trump e Netanyahu, non c’è spazio per il dissenso di cortigiane e cortigiani. Gli italiani impegnati nella difesa dei diritti dei palestinesi non contano nulla, sono soggetti pericolosi, sgraditi agli oligarchi di ogni colore.
“Prima gli italiani” non vale neppure per Giulio Regeni, per Mario Paciolla, per Andrea Rocchelli, Ilaria Alpi, Miran Hrovatin, in tutti questi casi governo silente, incapace persino di far finta di chiedere spiegazioni formali a Egitto, Ucraina, Colombia, Né all’Onu – visto che Mario Paciolla lavorava per l’Onu. Per non parlare di Alberto Trentini sempre rinchiuso in un carcere venezuelano.
Camilo Castro, detenuto come Alberto, è già tornato a casa sua, perché la Francia si è limitata a dichiarare che non avrebbe partecipato a nessuna azione decisa in modo unilaterale da Trump contro il Venezuela di Maduro. L’Italia non ha voluto fare neppure questo, per non rischiare di inquietare il capo dei sovranisti. Altro che prima gli italiani!
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