Questo è accaduto, mentre gli stessi vertici comunicavano una sospensione di sei giorni a Serena Bortone, “rea” di aver svelato la censura ai danni del monologo di Antonio Scurati su Matteotti. Quanti mesi daranno al taroccatore o, meglio, quanti mesi si autodaranno?

Per non farsi mancare nulla hanno scatenato i mazzieri contro la redazione di Fanpage, minacciando di infiltrare le spie in redazione; di tutto, di più, tuttavia non presentano denunce, perché sanno che perderebbero davanti a qualsiasi giudice, perché Fanpage non ha violato alcun norma e nessun codice deontologico.

Il confine tra farsa e tragedia è stato infine definitivamente superato da quel Chico Forti, condannato per omicidio negli Stati Uniti, rispedito in Italia, accolto dalla presidente con tutti gli onori politici e civili, quasi fosse un martire. Nelle patrie galere avrebbe maturato un particolare odio verso Marco Travaglio e Selvaggia Lucarelli e avrebbe chiesto ad un altro detenuto una mano per “sistemarli”, ma questi, disgustato pure lui, lo ha denunciato. La procura ha aperto un fascicolo e speriamo non lo chiuda subito, non solo perché siamo solidali con Marco Travaglio e Selvaggia Lucarelli, ma perché restano senza risposta troppe domande.

Perché Chico Forti è stato accolto dalla presidente del Consiglio?

Perché è stato elevato a martire e portato nella sagrestia di Bruno Vespa?

Perché gode di privilegi che non sono riservati agli altri detenuti?

Perché parlamentari di destra entrano ed escono dal carcere di Verona?

Prima di lui, erano i Raffaele Cutolo a godere di tanta libertà e di tanta servile attenzione. Quali misteri custodisce Chico Forti?

Perché è diventato un idolo di quella destra che si indigna per la casa occupata da Ilaria Salis, ma difende la ministra Santanchè?

Ora, pur di non dare risposta alcuna, butteranno il tutto in caciata, lanceranno oscure minacce, giocheranno la carta del vittimismo, invocheranno solidarietà contro le inchieste di Fanpage, di Report o del Fatto, invocheranno l’intervento di Mattarella… Sarà il caso di non inseguirli e di continuare a pretendere che rispondano nel merito, contrastando oscurità, censure, querele bavaglio.

Vogliono colpire quello che resta dell’articolo 21 della Costituzione; lo sappiano anche quelli che fingono sempre di non sentire, di non sapere, di non vedere…

Prima o poi toccherà anche a loro e, per citare Bertolt Brecht, quando andranno a prenderli, non troveranno più nessuno disposto a solidarizzare con loro.

Il Fatto Quotidiano, il blog di Beppe Giulietti

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