Alle frontiere dell’informazione
Le mafie coltivano il silenzio e mal digeriscono i
giornalisti che fanno con passione il loro mestiere. Qualcuno è stato
anche ammazzato per questo e troppi, ancora oggi, quando scrivono e
raccontano di mafie e malaffare sono esposti a minacce e intimidazioni. Nel rapporto tra giornalismo e criminalità organizzata si gioca sempre più spesso una partita che coinvolge anche potere politico e lobby economiche. Anche per questo, in Italia, c’è una grave carenza di informazione su questi temi e i grandi mezzi di informazione dicono sulle mafie meno di quel che potrebbero e dovrebbero.
Salvo alcune eccezioni.
Nell’epoca degli attacchi e del fuoco incrociato sull’informazione, tre giornalisti,
in tre diversi contesti editoriali e geografici del Paese, raccontano
di mafie che invece non conoscono né crisi, né confini. Dalla cronaca
in “prima linea” della frontiera calabrese alle inchieste in Lombardia, terra di conquista delle imprese criminali, fino alla non più e da tempo isola felice dell’Emilia Romagna,
dove il fenomeno delle infiltrazioni mafiose sta sempre più assumendo
la fisionomia di un pericoloso e allarmante radicamento sul territorio.
Ne discutono sabato 6 novembre, alle ore 18, presso il Centro Minganti di Bologna, in un incontro organizzato da Città del Capo Radio Metropolitana e Libera Radio.
Giornalismo e Mafie. Alle frontiere dell’informazione
con
Antonella Mascali di Radio Popolare Network, Giovanni Tizian de La Gazzetta di Modena e Michele Albanese
de Il Quotidiano della Calabria.
Modera l’incontro Federico Lacche Città del Capo Radio Metropolitana – Libera Radio-Voci contro le mafie
Per informazioni www.liberaradio.it
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