Libera Basilicata sulle infiltrazioni mafiose nella regione
“La criminalità organizzata lucana denominata Basilischi ha mostrato il volto di una mafia violenta, radicata nel territorio, capace di fare proseliti e costruire consenso. È collusa con il potere politico e protesa verso i centri massonici occulti pronta a spartirsi i ricchi affari che nascono dai finanziamenti comunitari e pubblici”.
Queste parole introducono la sezione riguardante la Basilicata nella recente relazione a cura del Ministero dell’Interno sulle attività di contrasto al traffico di sostanze stupefacenti operate in regione nel 2008.
Al di là del dato preoccupante riguardante appunto il traffico di droga e giustamente messo in risalto nei giorni scorsi dagli organi di informazione, riteniamo che queste poche righe siano davvero preoccupanti e debbano far riflettere.
Non entriamo nei dettagli, ci preme solo evidenziare che per il Ministero dell’Interno in Basilicata ci sono almeno tre dati certi:
c’è la mafia (e anche violenta)
c’è un potere politico che dialoga con essa
ci sono centri massonici occulti
il tutto finalizzato alla spartizione di ingenti finanziamenti pubblici.
Ed invece gli avvenimenti anche recenti della cronaca giudiziaria lucana ci hanno parlato di inchieste troppo velocemente archiviate come “malagiustizia” e di “giustizia cattiva”, di certi politici troppo spavaldamente e impunemente a braccetto con criminali e mafiosi (anche solo per carità cristiana), di persone scomparse e morti ammazzati fatti passare come semplici e tragici incidenti di percorso. Il tutto vissuto in attesa di una normalità da far ritornare al più presto.
Perché la normalità è sinonimo di silenzio e il silenzio cancella prima la memoria di Elisa, di Luca e Marirosa, di Vincenzo e tanti altri. Cancella prima le responsabilità dei personaggi eccellenti nascosti dietro quelle storie. Cancella prima i nomi dei mafiosi che altro non aspettano per essere riabilitati.
A meno che anche il Ministero non abbia preso il solito abbaglio…
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