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Latina, 22.09.2009 | di Norma Ferrara

Parole&mafie

Latina, il giornalismo locale ritrovi la via dell'inchiesta

Associazioni, cittadini e giornalisti insieme contro mafie, silenzi e omertà

Incontro a Latina
Incontro a Latina
Radicate nel Lazio, capaci di controllare il territorio e infine di dialogare con la politica. Cosi si presentano le organizzazioni criminali  che da decenni infiltrano e inquinano il territorio sud pontino. Proprio da Latina si è messo in moto ieri dalla Casa del volontariato, un percorso di contrasto alla cultura mafiosa, ai silenzi, alle omertà e ai vuoti nel sistema dell'informazione che troppo spesso finiscono per favorire i clan che operano sul territori. Nato dalla collaborazione fra Libera Informazione e la Casa della Legalità della Regione Lazio "Parole&mafie" è un viaggio/incontro con l'informazione locale,  free lance, blogger,  associazioni e cittadini. Appuntamenti itineranti  per fare il punto sulla libertà d'informazione nelle singole province  e soprattutto sulle responsabilità che i media hanno nel denunciare, indagare e rendere pubbliche tutte quelle connessioni fra parti della politica, dell'economia e le mafie.

"Questi incontri pubblici  - dichiara Tonio dell'Olio di Libera Informazione - nascono proprio per dire che si costruisce l'azione contro le mafie anche a partire dall'informazione. I giornalisti non dovrebbero occuparsi delle mafie solo quando ci sono fatti di sangue. E'  antimafia una informazione che è autenticamente indipendente; c'è bisogno di una informazione che oggi va riproposta come inchiesta - commenta Dell'Olio -  che cerca di far conoscere i fatti, di offrire delle chiavi interpretative della realtà".  Il circuito virtuoso messo in moto nelle 14 tappe realizzate in giro per l'Italia dalla Fondazione promossa da Libera - racconta nel suo intervento Dell'Olio -  ha restituito sul portale di Libera informazione un mosaico variegato di esperienze che hanno trovato un collegamento con il territorio, con il Paese e il sostegno reale di fronte alle singole difficoltà quotidiane, dei giornalisti come delle testate giornalistiche.

"Negli ultimi vent’anni la popolazione della provincia di Latina è più che raddoppiata - dichiara Antonio Turri di Libera  - le unità immobiliari sono triplicate, i clan perdenti dalle guerre di mafia in Campania e in Calabria hanno ricominciato a fare affari da qui,  in particolare investendo nel ciclo del cemento. Il referente di Libera nel Lazio parla, già da tempo, di radicamento e di mafie autoctone - come sottolineato dalle operazioni Damasco I e II, ordinanze che hanno illustrato la pervasività delle mafie nella regione, il coinvolgimento di persone autoctone e la loro capacità di inquinare i settori chiave dell'economia: dall'investimento nel cemento sino ai centri commerciali. Caso Fondi, ecomafie ma soprattutto morti innocenti, come quella di Don Cesare Boschin - vengono ricordati nell'intervento di Turri - che dichiara: "anche il Lazio ha già pagato un tributo di sangue in questa lotta contro le mafie".

"La mafia a Latina non c'è" - avrebbe detto qualche politico locale, accorgendosi che negli utlimi tempi il fronte antimafia si è notevolmente intensificato, ma sono i pentiti a raccontare questa storia di "occupazione" e non lasciano molto spazio all'interpretazione. In un verbale del '96 dalle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia si legge: 30 soldati di camorra venivano pagati per controllare l'area da Sabaudia a Roma.  Un controllo militare del territorio paragonabile a quello presente in alcune aree della Campania e della Calabria. All'informazione in questi anni il ruolo di raccontare ai cittadini cambiamenti, connivenze e omertà, anche se non sempre l'ha fatto, non sempre ha avuto gli strumenti per farlo e non sempre ha scelto di andare al di là delle notizie di agenzia. In sala alcuni interventi sottolineano il coraggioso lavoro fatto dalla redazione di Latina Oggi e del suo direttore Alessandro Panicutti. E non solo sul "caso Fondi". Precariato, editoria impura, interessi convergenti e sovrapposti hanno frenato spesso la penna di giovani free lance, precari e giornalisti che cercano anche a Latina uno spazio per l'inchiesta ma che- dichiarano i giovani intervenuti a Parole&mafie -  faticano a trovarlo, soprattutto se dietro l'approfondimento si nasconde il pericolo della denuncia. Il  potere e i politici, anche da queste parti, non lesinano di portare in tribunale l'informazione quando si fa scomoda.

"Questo non è un territorio come gli altri - commenta Francesco Forgione presidente della Casa della Legalità della Regione Lazio - per questo abbiamo deciso di cominciare da qui. A fronte di una mancanza di autonomia del giornalismo in tutto il Paese qui a Latina lo stanziamento dei clan camorristici e delle famiglie 'ndranghetiste è ormai realtà e richiede un'attenzione ancora più alta da parte dei media locali. Mafie che sono arrivate nel Lazio inizialmente a causa della posizione geografica hanno poi trovato un territorio fertile, per rimanerci e oggi il ruolo della camorra in queste aree, ad esempio, non risulta affatto secondario.  Non solo per la penetrazione nel volume di affari che ruota intorno al ciclo del cemento ma anche nei processi di terzializzazione e nell'esplosione dei centri commerciali"

"Avere a cuore l'informazione libera  in questo Paese - chiosa l'ex presidente della Commissione antimafia -  vuol dire avere a cuore la libertà". Non dobbiamo delegare alla magistratura e alle forze dell'ordine questa battaglie contro le mafie e la mafiosità, c'è bisogno che il giornalismo ritrovi la via dell'inchiesta, del racconto, della contestualizzazione. "La 'ndrangheta capace di comunicare da Cosoleto (Rc) alla Bolivia - ricorda Forgione  -  usando il linguaggio con il quale gli uomini parlano con le pecore, deve far riflettere, sulla pervasività di questa organizzazione che con linguaggi arcaici gestisce narcotraffico e affari mafiosi in giro per il mondo. Nel Lazio la 'ndrangheta è insediata e non solo a Fondi, anche in molte altre città del litorale, dove la vita da tempo per i cittadini non è più la stessa.

Infine l'appello di Forgione. "Il portale di Libera Informazione anche da Latina può diventare lo strumento per rafforzare e mettere in rete tutti gli sforzi che l'informazione locale da sola non può sostenere. Può diventare il luogo in cui far circolare le notizie che non trovano spazio, dare voce ai cittadini e vigilare sui cambiamenti che avvengono sotto il profilo economico e sociale in questa provincia". 

Il prossimo appuntamento di Parole&mafie si terrà il 28 settembre a Nettuno

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