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Locri, 28.07.2010 | di Laura Galesi

Locri, “Il Crimine” non paga

Un murales anti - ‘ndrangheta per ricordare Peppe Tizian

(foto da dasud.it)
(foto da dasud.it)

Un murales per ricordare Peppe Tizian il bancario di Bovalino ucciso, il 23 ottobre 1989, a colpi di lupara mentre tornava a casa da lavoro. E’ passata da Locri la quinta tappa della Lunga Marcia della Memoria, organizzata dall’associazione daSud. E ha lasciato un segno indelebile: un murales per ridare dignità alla memoria di Peppe e ridare colore al “muro della vergogna”. 

<< Il “Crimine”  non paga. La Locride è anti’ndrangheta>>, e’ il contenuto del murales realizzato sul “muro della vergogna” il 24 luglio dall’associazione daSud. Quel muro, che costeggia la statale della morte,  la 106 all’altezza del museo archeologico di Locri, contro il quale Giuseppe Tizian- un giovane bovalinese che lavorava al Monte dei Paschi di Siena di Locri- è andato a sbattere con la sua macchina, dopo essere stato massacrato e sfigurato dal piombo di una lupara senza volto, imbracciata da due uomini in motocicletta. Uomini senza volto, ignoti. Una vita spezzata, quella di Peppe. Una memoria estorta che daSud vuole ricordare con  la terza “Lunga Marcia della Memoria”, dedicata quest’anno ai nuovi linguaggi antimafia.  

Hanno assistito alla realizzazione del Murales anche  i 24 ragazzi di Libera  provenienti da Milano,  che dal 21 al 30 luglio saranno nella Locride per il “campo di volontariato e di studio sui beni confiscati”, organizzato dall’associazione Don Milani di Gioiosa Ionica e dal coordinamento di Libera Locride, su un terreno confiscato concesso dal Comune di Gioiosa Ionica. << E’ un modo per mostrare ai ragazzi che vengono da altre parti d’Italia che si può fare antimafia utilizzando tutti gli strumenti, dalla cultura all’arte- dichiara Danilo Chirico di daSud>>. La frase scelta per il Murales è volutamente provocatoria. “il Crimine” inteso come grado della gerarchia ‘ndranghetista che ha dato il nome alla recente maxi inchiesta condotta sull’asse Reggio Calabria-Milano. 

<< Utilizzare simboli in chiave positiva per contrastare la simbologia mafiosa che crea consenso intorno alla cosca, è uno degli strumenti che daSud utilizza per fare antimafia- spiega Giovanni Tizian, figlio di Peppe e attivista di daSud-  Nuovi linguaggi per raccontare la meglio gioventù del meridione, per fare memoria dal basso e costruire la nuova identità meridionale fatta di memoria, impegno e responsabilità.  Un velo d’oblio ha coperto per anni la storia di mio padre- prosegue-  La sua storia rappresenta un tassello del puzzle di dolore e mortificazione che il paese di Bovalino e la Locride hanno subito dalla ‘ndrangheta. Vogliamo ricordarlo con un disegno per coprire l’ingiustizia impressa, da vent’anni, su quel muro della vergogna>>.   

Le indagini per la morte di Giuseppe Tizian si sono arenate e dopo un anno il fascicolo è stato archiviato. Caso chiuso, nessun colpevole. Rimane il metodo tipicamente mafioso, l’arma con la matricola abrasa, i ricordi di chi ha visto due soggetti a volto coperto in motocicletta, i sospetti su una donna, moglie di un personaggio vicino alle cosche sidernesi e locresi, e i buchi neri delle ispezioni bancarie. Tutti elementi, secondo gli investigatori di allora, insufficienti per proseguire le indagini e approfondire una sola di queste piste. << Con il Murales mi riprendo un  pezzo di giustizia che mi è stata negata- conclude Giovanni- dopo vent’anni la resistenza dei ricordi e la passione dell’impegno hanno restituito colore e dignità a mio padre e ai suoi familiari.>>. 

Memoria, responsabilità  e impegno rappresentano i cardini del percorso di daSud e dell’evento itinerante iniziato il 5 luglio scorso a Roma,  in piazza di Spagna, con un blitz per dire “No al Ponte sullo Stretto”, uno striscione con scritto “Il Sud Frana e le mafie se la ridono dal Ponte” e una consapevolezza: ribellarsi al potere mafioso è giusto, è doveroso.  << Se non lo facciamo noi chi deve farlo?>> . La seconda tappa della Lunga Marcia è passata da Tabularasa, il contest di giornalismo d’inchiesta, tenutosi a Reggio Calabria il 19 luglio, durante il quale daSud ha incontrato l’ex magistrato Gherardo Colombo. Il 21 luglio a Isola Capo Rizzuto è stata proiettata “Scuole Tossiche”, l’inchiesta di daSud per Vanguard, il programma di Currenti Tv.  All’iniziativa ha partecipato il sindaco di Isola Capo Rizzuto,   recentemente vittima di pesanti minacce mafiose, alla quale daSud ha consegnato un riconoscimento per l’impegno dimostrato nella lotta contro le cosche crotonesi. Dalla provincia di Crotone, il 22 luglio, il cammino della Lunga Marcia è proseguito in direzione di Pietra Cappa, il monolite dell’Aspromonte sotto la cui ombra sono stati ritrovati i resti di Lollò Cartisano, il fotografo rapito e ucciso per essersi rifiutato di pagare la “tassa ambientale” alla ‘ndrangheta.  

Pietra Cappa e l’Aspromonte rappresentano, ormai da tre anni, la tappa fissa della “Lunga Marcia”. Il cammino, insieme ai familiari di Lollò, sui sentieri della memoria lungo l’Aspromonte è uno dei momenti più emozionanti della Marcia di daSud. Cinque chilometri di dura salita e silenzi, interrotti soltanto dalle testimonianze dei familiari delle vittime della ‘ndrangheta. Durante questo cammino sono state ricordate, oltre a Lollò Cartisano, anche altre vittime della ‘ndrangheta della Locride: erano presenti alla marcia i familiari di Tizian, Fava e Correale. L’associazione daSud ha voluto consegnare alla figlia di Lollò, Debora, alcune tavole con i disegni del fumetto che daSud sta realizzando sul padre. Dopo le grafic novels su Don Peppe Diana e Pippo Fava, nel 2011 sarà pronto il fumetto su Lollò. Ancora un altro linguaggio per raccontare liberamente un pezzo di Calabria. Tutti i fumetti sono editi dalla Round Robin editrice. Quest’anno  hanno camminato con daSud e i familiari di Lollò anche i 24 ragazzi del “campo di volontariato e di studio sui beni confiscati”.  

<< Camminare per ricordare diventa, in quel luogo impregnato di mistero,  il simbolo della volontà di riappropriazione della memoria dei giusti di Calabria e delle sue bellezze naturali, seviziate dagli interessi delle ‘ndrine - dichiara Giovanni Tizian>>. La Lunga Marcia, dopo una tre giorni in Puglia, dove sarà ospite, dal 28 al 31 luglio, di FestaambienteSud, tornerà in Calabria il 5 agosto, a Polistena, con la presentazione del “Caso Valarioti”, il libro scritto da Alessio Magro e Danilo Chirico. Un libro che ha ricevuto  un encomio del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Ma la Marcia di daSud non si arresta.  Il 3 settembre sarà a Lamezia Terme con un’altra presentazione del libro su Valarioti, a seguire concerti e mostre, il 4 settembre tornerà a Reggio Calabria con un’iniziativa itinerante sui migranti e con un camper anti’ndrangheta. La Lunga Marcia 2010 si concluderà dove è iniziata, a Roma, con la festa per i 5 anni dell’associazione daSud.

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