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Libera la natura a Lampedusa

Libera il . Giovani, Migranti, Sicilia

ciotti_corsaLampedusa si è svegliata sabato 18 maggio, invasa dai sorrisi e dalla gioia di oltre 700 ragazzi e ragazze delle scuole elementari, medie e superiori lampedusani e linosani dell’Istituto Pirandello pronti per correre insieme con Luigi Ciotti alla staffetta non agonistica per le strade dell’isola per la tappa della IX Edizione di Libera la natura.

Una staffetta per far correre un messaggio di umanità, di pace e di integrazione. Ad accoglierli nella piazza di fronte al Comune una frase “Lampedusa per un Mediterraneo di Pace” scritta su uno striscione appeso alla finestra del  Municipio di Lampedusa.

Tutti i ragazzi indossavano la maglietta di Libera con la scritta “basta commuoversi, bisogna muoversi” e seguendo le indicazioni di Lucilla Andreucci, responsabile di Libera Sport ex maratoneta e mezzafondista, coadiuvata da Lillo, Maria Josè, Girolamo, Maurizio, Barbara, Martina e i ragazzi di Amunì,tutti  hanno corso per il centro di Lampedusa passando tra le mani un testimone dal valore simbolico: un pezzetto di legno che arriva proprio da Lampedusa, ricavato da uno dei tanti barconi che su queste nostre coste approdano. Un legno che racconta naufragi e vite spezzate dalla povertà e dalla guerra, perchè mai come in questo momento il nostro paese ha bisogno che tutti, tengano in mano il testimone dell’impegno e della responsabilità.

Alla staffetta erano presenti anche membri dell’equipaggio della Mare Jonio di Mediterranea Saving Humans, ormeggiata al porto di Lampedusa.

“A Lampedusa con i bambini e i ragazzi – ha commentato Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera – una corsa per la pace che vuol dire giustizia, libertà e dignità che vuol dire impegno per il cambiamento. La più grande riforma da fare del nostro paese è la riforma delle nstre coscienze per lottare affinchè si possa costruire più umanità e dignità per tutti. E per non dimenticare che l’accoglienza è accogliere la vita, le fatiche e le speranze nostre ma anche quelle degli altri”.

La staffetta è stata preceduta nei giorni scorsi da incontri nelle scuole con gli operatori di Libera sui temi dello sport sano, della cittadinanza attiva, della legalità. I ragazzi dell Istituto onnicomprensivo Luigi Pirandello di Lampedusa e i bambini della scuola primaria hanno incontrato Luigi Ciotti dopo aver letto nelle settimane pecedenti il libro “Lettera ad un razzista del terzo millennio” scritto dal presidente nazionale di Libera.

Durante la tappa di Libera la natura Luigi Ciotti e una delegazione dell’ufficio di presidenza dell’associazione ha incontrato l’equipaggio della Mare Jonio di Mediterranea Saving Humans per esprimere vicinanza e sostegno e partecipato insieme alle altre associazioni ad un’iniziativa alla Porta di Lampedusa per chiedere “porti aperti”.

aprite i porti

“Il male ha tre grandi complici: il silenzio, l’indifferenza, l’inerzia e bisogna aggiungere anche la viltà e la mancanza di coraggio. Tante tragedie della storia, ad esempio l’olocausto, sono avvenute anche grazie al concorso di queste forme di complicità morale e materiale. L’equipaggio della Mare Jonio di Mediterranea Saving Humans – ha commentato Luigi Ciotti, presidente di Libera – ha avuto il merito di opporsi a questo male, a questa perdita di umanità e civiltà. Sono cittadini, esempio di responsabilità e integrità morale, e invece c’è chi ai più alti livelli della “politica” pensa di incriminarli. Ma se una colpa hanno è quella di “restare umani” in un tempo in cui rischiamo di essere schiacciati dal cinismo, dall’indifferenza, dalla sete di potere. Un tempo dove la “politica” salvo rare eccezioni è diventata strumento di discriminazione e accanimento verso i deboli, braccio armato e legalizzato dell’ingiustizia. E’ la morte della “politica” ma anche la morte del diritto, perché una legge che ratifica la disuguaglianza e permette il sopruso è una legge ingiusta, una legge che non tutela il bene di tutti ma il potere di pochi”.

marjonio

“Qui a Lampedusa – ha concluso Don Luigi Ciotti – per far sentire il sostegno di tante realtà, per essere a fianco alla Mare Jonio non solo idealmente ma nell’impegno quotidiano per costruire giustizia e difendere umanità. Questo tempo di odio e di potere e di parole che rovesciano o manipolano la verità, è un tempo che richiede, invece, parole che denunciano la menzogna e che cercano e vogliono verità. Così come le azioni coerenti e coraggiose dell’equipaggio Mare Jonio ci sono di esempio”.

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