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Lettera-risposta di Giovanni Impastato a Piera Aiello

Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato il . Mafie, Sicilia

giovanni_fotoGiovanni Impastato risponde alla lettera di Piera Aiello sulla questione dell’allontanamento dei dirigenti del 5 stelle al corteo del 9 Maggio.

“…Prima mi inviti e poi mi cacci via…

“Siete al governo con i fascisti, qui non potete stare” questa l’accusa…

Pochi mesi fa quando siamo stati insieme a Rosarno per il premio nazionale ‘Valarioti Impastato’, mi hai invitato a ricordare tuo fratello, così come ho sempre fatto da quel lontano giorno che mamma Felicia mi donò un garofano rosso. 

Chi ti ha riferito tutto quello che hai dichiarato ai giornali ti ha strumentalizzato: ti hanno raccontato che mi ero portata le telecamere per fare campagna elettorale; falso, sono giornalisti e registi che stanno facendo un docufilm sulla mia vita e volevano vedere e far toccare con mano al popolo francese che la Sicilia non è quella dei vari film come ‘il Padrino ma la vera Sicilia è quella che si ribella, quella di Peppino di Rita, tua, mia e di tanti siciliani onesti; quale migliore occasione invitarli a Cinisi e Partanna, dove tra l’altro dovevi esserci così come promesso mesi fa in Calabria?.

Hai dato modo di gioire ai mafiosi con il tuo comportamento aggressivo e avallando il delirio di Umberto Santino; vorrei ricordarti che non sono io il tuo nemico, non lo è neanche il M5s di cui mi onoro di far parte, ma apri gli occhi, non sono io a essere strumentalizzata.

Peppino, Rita non sono i nostri. Sono di tutti! Peppino e Rita non hanno colore politico, sono morti perché credevano nella verità e nella giustizia anche se avevano il padre mafioso! Volevo farti sapere come la pensavo, spero di non ricevere altri inviti solo per essere il capro espiatorio per partiti che predicano bene e razzolano male e non fanno contratti di governo, ma accordi sottobanco”.

Piera.

“Cara Piera,

come tu sai ogni anno ti ho invitata al 9 Maggio e tu sei sempre stata benvenuta a Cinisi e al nostro corteo. Conosco bene la tua storia, qualcosa ci accomuna, una ferita che mai si potrà rimarginare. Come più volte ho ribadito, ho un grande rispetto per te e per il tuo coraggio, molto meno per le posizioni che ha assunto il movimento di cui tu fai parte, che ritengo responsabile di aver consegnato l’Italia a fascisti e razzisti come Salvini ed altri. Visto che si trattava di un corteo antimafia e nello stesso tempo antifascista e antirazzista, in coerenza con le idee di Peppino, la presenza di questi dirigenti del movimento 5 stelle non era gradita, così come non erano gradite le riprese delle telecamere al cimitero in periodo di campagna elettorale per le elezioni europee. Lo abbiamo considerato strumentale e di cattivo gusto.

Ti ho invitata con affetto quando eravamo a Rosarno e lo rifarei. Ma quando abbiamo notato le telecamere e la presenza di altri parlamentari del movimento 5 stelle non potevamo non reagire.

Non ti considero affatto il “mio nemico” e non sono io ad averti resa il capro espiatorio di partiti, come tu alludi, visto che né io né Casa Memoria siamo legati a nessun partito a differenza tua che invece sei una parlamentare di un partito che ha fatto tante promesse non mantenendole, ha tenuto in vita quella casta che doveva essere cancellata, ha preso in giro molti italiani che hanno creduto nel cambiamento. Il movimento 5 stelle ha fatto un contratto con la Lega che da sempre ha alimentato odio e razzismo, solo per rimanere al potere, facendo finta di litigare soltanto perché preoccupati dai sondaggi elettorali.

Non ho fatto gioire i mafiosi, semmai ho fatto gioire gli antirazzisti, gli antifascisti e tutti quelli che tengono a cuore la Costituzione e la Democrazia di questo paese, ed i tanti scout, studenti, preti, attivisti, con cui ci ritroviamo da sempre e che si impegnano ogni giorno per la libertà, la solidarietà e la giustizia sociale. Chi compiace i mafiosi sono quelli che all’interno delle istituzioni hanno messo personaggi legati al mondo della mafia, della corruzione e degli affari sporchi. 

Il mio gesto è stato un gesto forte perché ritengo che siamo in un momento in cui la nostra democrazia è in pericolo, non possiamo fare sconti a nessuno, dobbiamo essere molto chiari e puntuali, fare una scelta netta e dire da che parte stiamo”.

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