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Anche la Fnsi a Padova il 21 marzo

Fnsi il . Veneto

fnsi padovaDecine di migliaia di persone hanno sfilato per le strade di Padova prendendo parte al corteo organizzato da Libera e Avviso Pubblico in occasione della XXIV Giornata della Memoria e dell’Impegno per le vittime innocenti delle mafie. Manifestanti provenienti da tutta Italia, e tra questi moltissimi giovani, hanno attraversato le vie del centro con bandiere e striscioni.

In testa al corteo i familiari delle vittime, con le loro foto in mano, don Luigi Ciotti, fondatore e presidente di Libera. Dietro di loro il prefetto Renato Franceschelli, il sindaco Sergio Giordani, il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho, l’ex presidente della Commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi. E poi associazioni, sindacati, scuole.

In marcia, con lo striscione ‘No Bavaglio’, anche una delegazione della Fnsi, con il presidente Giulietti e i rappresentanti delle Associazioni regionali di Stampa di Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Liguria.

«In questi giorni un milione di persone in Italia e in Europa, Africa e America Latina si sono mobilitate in oltre 4000 luoghi, parrocchie, associazioni, scuole, università, nelle carceri, negli uffici pubblici, nelle stazioni, nel ricordo delle vittime innocenti delle mafie per la 24ma Giornata dell’impegno e della memoria in ricordo delle vittime innocenti delle mafie», afferma l’associazione Libera.

«Abbiamo un debito di riconoscenza nei confronti di chi è stato ammazzato, di chi non c’è più e di chi è rimasto solo. Loro sono morti ma per noi sono ancora vivi e le loro speranze devono camminare con noi. È da 163 anni che parliamo di mafie, non è possibile in un Paese civile. Come non è possibile che l’80% dei familiari delle vittime non conosca la verità o parte di essa», dice dal palco don Luigi Ciotti aprendo il suo intervento a conclusione della manifestazione.

«Un caro pensiero va ai ragazzi della scuola media di San Donato Milanese, un pensiero a padre Dall’Oglio di cui da lungo tempo non abbiamo notizie, a Silvia Romano una stupenda ragazza di 30 anni cooperante in Africa. Cosi come non dobbiamo dimenticare Giulio Regeni, Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. La nostra gente ha bisogno di verità», aggiunge.

«Dobbiamo alzare la voce mentre tanti scelgono un prudente silenzio. Le mafie – ricorda don Ciotti – sono presenti in tutto il territorio nazionale, come dice il rapporto che è stato fatto dal parlamento. Si sono rese più flessibili e reticolate, sono loro che fanno rete e crescono nelle alleanze. Per combatterle servono leggi più forti e categoriche. La mafia è un avversario difficile da scoprire ma dobbiamo essere riconoscenti al lavoro di magistratura e forze di polizia. Non dobbiamo lasciarli soli e la politica deve dare strumenti: ci vogliono meno leggi e più legge nel nostro Paese. E ci vuole una risposta di cittadini responsabili che si assumano la loro parte di responsabilità. La democrazia chiede a ciascuno di noi di fare la sua parte».

Contro il precariato, i tagli e i bavagli: Fnsi in corteo a Padova con Libera

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