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Mafie, studenti milanesi: il 21 marzo saremo in tanti

Martina Mazzeo * il . Lombardia

21-marzoLa scuola contro le mafie. Una storia lunga quasi quattro decenni che ogni giorno torna in scena in centinaia di istituti in tutta Italia. E che si ripete come un rito, da ventiquattro anni, ogni 21 marzo. Un rito laico e solenne, che culmina nella lettura collettiva dei quasi mille nomi di vittime innocenti delle mafie.

Così il primo giorno di primavera, dal 1996, coincide con la giornata della memoria e dell’impegno per le vittime innocenti delle mafie, la manifestazione organizzata dalle associazioni Libera e Avviso Pubblico, in collaborazione con la Rai e con l’alto patronato della Repubblica, e dal 2017 anche legge dello Stato.

Quest’anno il tema scelto per la giornata nazionale che si svolgerà a Padova è ‘Passaggio a Nord Est, orizzonti di giustizia sociale’: “Il Veneto, il Trentino Alto Adige e il Friuli Venezia Giulia – si legge sul sito di Libera – una scelta significativa e necessaria che ci porterà a volgere lo sguardo in quei territori dove la strutturazione locale del fare impresa, degli scambi commerciali, culturali e sociali esistenti, ha prodotto ricchezza e prospettive possibili e, nel medesimo tempo, si è trasformata in una calamita per gli interessi e le strategie espansive delle organizzazioni mafiose, oltre a dimostrarsi vulnerabile agli illeciti impuniti di alcuni cittadini ed operatori economici”.

Sembrano lontani i tempi in cui i famigliari delle vittime innocenti delle mafie si ritrovavano soli in piazza, a Roma, il 21 marzo. Così come appaiono lontani i tempi in cui a Milano e in Lombardia di mafie non si parlava affatto. Nell’arco degli ultimi quarant’anni, e specialmente negli ultimi dieci, la consapevolezza della presenza delle organizzazioni mafiose sul territorio è cresciuta di pari passo con la voglia di impegnarsi.

Il 21 marzo, dunque, è diventato anche in Lombardia la giornata in cui la più ampia comunità che si riconosce nei valori dell’antimafia sociale si ritrova e marcia insieme ai famigliari (anche lombardi) delle vittime innocenti delle mafie, per sostenere la loro domanda di verità e giustizia. E in particolare dal 2010, anno in cui la manifestazione nazionale si è tenuta proprio a Milano, è stato un crescendo di iniziative e di forme di impegno civile che ha riguardato in maniera massiccia l’associazionismo giovanile e le scuole.

‘Perchè è importante non dimenticare, e farlo insieme – ha spiegato alla Dire Lucilla Andreucci, referente di Libera a Milano e membro dell’ufficio di presidenza dell’associazione – a Padova, ricorderemo ogni nome delle quasi mille vittime innocenti. Ogni nome, una persona, una storia del nostro paese. Una storia che racconta il coraggio, la denuncia, la voce di chi non ha avuto paura, di chi non si è arreso. Quella voce che continua ad alimentare il nostro impegno e la nostra voglia di cambiamento a partire da noi, dalle nostre scelte, dalle nostre responsabilità. Ci auguriamo che quei nomi, ogni nome, sia una sveglia alle nostre coscienze, per sentirci una forza collettiva che può contribuire a rendere questo paese più libero, meno corrotto, meno indifferente. Nel segno del noi”.

Il prossimo 21 marzo saranno più di 500 le persone che da Milano partiranno all’alba per raggiungere Padova. Una carovana di dieci pullman su cui viaggeranno volontari delle associazioni della rete di Libera, studenti dell’università Biccoca e della Statale, soci Coop. Ma soprattutto studenti delle scuole di primo e secondo grado.

A queste si aggiungono le centinaia di persone in partenza dalle altre otto province lombarde. E ancora una volta sono protagoniste le scuole: “Attualmente sono piu’ di venti le scuole che andranno a Padova. Solo da Sondrio, la provincia più lontana, partiranno 8 pullman interamente di studenti. Sveglia alle 4 di mattina”, ha spiegato alla Dire Daniela Tripodi, responsabile della segreteria di Libera in Lombardia.

E così anche la segreteria di Libera a Milano, incaricata di organizzare gli spostamenti dal capoluogo, stima che gli studenti – in parte accompagnati dai docenti – siano circa i tre quarti del totale: “La cosa sorprendente – ha dichiarato alla Dire Gianmarco Crescentini di Libera Milano – è che molti gruppi studenteschi si sono auto organizzati e quindi non avranno docenti accompagnatori. Dato da sottolineare – ha proseguito – perchè significa che la comunicazione e l’organizzazione dei partecipanti è venuta dagli studenti e non dai docenti o presidi”. Tanto coinvolgimento – ha aggiunto Crescentini – “è frutto di una collaborazione con dieci istituti della città di Milano che come Libera portiamo avanti da più di un anno e in cui sta nascendo un presidio studentesco interscolastico molto partecipato”.

Parteciperanno infatti al 21 marzo: il liceo ‘Gaetana Agnesi’, il liceo ‘Cesare Beccaria’, il liceo ‘Giovanni Berchet’, il liceo ‘Piero Bottoni’, il liceo ‘Giosue’ Carducci’, l’istituto ‘Cremona-Zappa’, il liceo ‘Alessandro Manzoni’, l’istituto ‘Marignoni Polo’, il liceo ‘Virgilio’, il liceo ‘AlessandraVolta’, l’istituto comprensivo ‘Emanuela Loi’ di Mediglia.

Alcune di queste scuole fanno parte da quasi venti anni dello storico ‘Coordinamento delle scuole milanesi per la legalità e la cittadinanza attiva’, una rete informale che unisce istituti superiori e che si è istituzionalizzata entrando nel ‘Centro di promozione della legalità di Milano’, l’ente di governance istituito nel 2015 dall’ufficio scolastico della Lombardia. Altre invece vi si sono aggiunte di recente, mentre altre ancora da piu’ di un anno partecipano ai lavori di costruzione di un coordinamento delle scuole secondarie di primo grado sostenute da Libera Milano.

In vista della giornata del 21 marzo, la Dire ha chiesto ad alcuni studenti e docenti lombardi quali fossero le loro principali motivazioni.

Mercedes Vitali, studentessa al quinto anno del liceo ‘Volta’ di Milano, ha scritto cosi’ sul ‘Giornalotto’, il periodico scolastico che dirige: “Al nord è triste abitudine pensare che le mafie siano ‘una cosa di giu’, che non ci riguarda’ senza reale coscienza di un fenomeno che ormai da decenni ha assunto invece carattere nazionale e internazionale, con continuo aumento di territori coinvolti. Il Volta ha sempre partecipatoattivamente a questa manifestazione, avendo una forte tradizione di lotta alle mafie. Anche quest’anno, quindi, riteniamo sia importante partecipare alla giornata in quanto studenti e cittadini”.

In linea con Mercedes, anche Giulia De Filippis del liceo ‘Carducci’ di Milano: “Mi rivolgo soprattutto ai miei coetanei: queste vittime lasciano un segno importante di coraggio, non bisogna mai arrendersi, bisogna contrastare l’ingiustizia. Non è questione di eroismo, ma di umanità. Il 21 marzo è un’occasione per noi giovani di riscattarci e provare alle persone che noi crediamo nell’antimafia, che non è solo una parola tra le tante, ma uno stile di vita, una lotta in cui noi ci identifichiamo”.

Alla Dire, Giulia ha spiegato perchè fondare un presidio studentesco e occuparsi di mafie: “E’ importante secondo me darsi da fare per questa società: questo ‘movimento’ deve partire da noi giovani, proprio perchè il mondo è anche nostro. Da un flash mob all’attacchinaggio di cartelloni a scuola. La memoria e l’impegno riguarda tutti noi. Tutti noi dobbiamo ricordarci di quanto siamo in grado di fare, di quanto è importante la nostra voce e le nostre azioni, e come gruppo studentesco, di quanto è importante la nostra presenza sul territorio, scolastico e non”, ha concluso Giulia.

Asia Merga, studentessa del quarto anno del liceo ‘Nervi-Ferrari’ di Morbegno, in provincia di Sondrio, ha concordato con le compagne milanesi: “Noi partiamo in 180 ragazzi per il 21 marzo. Secondo me è importante ricordare tutte le vittime innocenti delle mafie. Noi a scuola stiamo studiando la figura dell’avvocato Giorgio Ambrosoli e porteremo la sua storia su uno striscione. E’ giusto che i ragazzi prendano consapevolezza che bisogna combattere – ha proseguito – anche con una manifestazione, con le piccole cose, si può cambiare la situazione e migliorare la società. Al nord pensiamo che le mafie non ci appartengano, ma non è cosi’. Dobbiamo essere vigili e imparare a riconoscere il fenomeno sui nostri territori nelle forme in cui si manifesta. Non dimentichiamo quanto accaduto, uniamoci perchè non si ripeta”, ha concluso Asia.

Così invece Luciana Ercoli, docente dell’IC ‘Emanuela Loi’ di Mediglia sempre in prima linea: “Siamo una delegazione di 44 alunni e 5 docenti. Il nostro simbolo quest’anno è una bussola perchè il messaggio è ‘scegli la direzione giusta’. Ogni alunno ha scelto una vittima innocente a cui dedicare la bussola, anche se il nostro impegno è per tutte. Qui a scuola ci sarà un momento di lettura dei nomi di tutte le vittime innocenti a cui parteciperanno gli alunni delle medie e del quinto anno della primaria. A mezzogiorno cercheremo di collegarci con Padova per il discorso di Don Ciotti. Che dire, i nostri ragazzi sono  entusiasti”.

“Gli studenti della mia classe sono particolarmente sensibili perchè sono tre anni che lavoriamo su questi temi – ha raccontato infine Francesca Cattaneo, docente dell’IIS ‘Marignoni-Polo’ di Milano – perciò hanno accettato con entusiasmo la proposta di andare a Padova e hanno persino chiesto di fermarsi ai seminari pomeridiani”. “In questi anni – ha proseguito – abbiamo fatto percorsi di educazione alla legalità con la scuola di formazione ‘Antonino Caponnetto’. Per noi quindi il 21 marzo è una tappa importante del nostro percorso che dura tutto l’anno”.

* Agenzia Dire

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