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Cocaina e droghe a go-go

Piero Innocenti il . Droga

Droghe-e-sostanze-stupefacenti-800x400-800x400I 2.815,72kg di cocaina sequestrati dalle forze di polizia e dalle dogane solo a gennaio scorso, rappresentano, in assoluto, uno dei più ingenti sequestri mensili di questa droga degli ultimi venticinque anni.

E siccome la quasi totalità della cocaina sequestrata ha riguardato  due porti, quello di Genova (2.100kg) e di Livorno (265kg), si è avuta la conferma di come questi due “approdi” siano diventati di particolare “interesse” per la criminalità organizzata italiana, soprattutto di quella calabrese che detiene, da molti anni, il monopolio di questo commercio. Per ora, dunque, il porto di Gioia Tauro, sembrerebbe passato in secondo piano. Livorno, poi, è stata la città in cui si è avuto anche il sequestro più consistente a livello nazionale di marijuana, ben 565kg (dopo i 650kg intercettati dalla guardia di finanza nelle acque internazionali, come al solito di provenienza albanese).

Sono alcuni dei dati forniti dalla DCSA (Direzione Centrale per i Servizi Antidroga del Dipartimento della Pubblica Sicurezza) che riassume così le varie attività di contrasto svolte fornendo i dati mensili: 6.517,92kg gli stupefacenti complessivamente sequestrati a gennaio 2019 di cui 92,23kg di eroina, 879,81kg di hashish, 2.660,22kg di marijuana, 1.538 piante di cannabis, 7,46kg di droghe sintetiche e 62,48kg di “altre droghe” (comprendono khat et similia).

Se compariamo questi dati con quelli di gennaio del 2018, si può rilevare un incremento delle operazioni antidroga (1.963 contro le 1.787), di persone denunciate all’a.g (2.567 contro 2.433 di cui 1.112 stranieri (contro i 989 del 2018). Incremento che risulta ancor più marcato se il raffronto è con i dati di gennaio 2017 quando si annotarono 1.471 operazioni antidroga con 2.049 persone denunciate di cui 821 stranieri.

Insomma, sembrerebbe potersi attribuire questa accentuata azione di repressione anche alla direttiva (“Rafforzamento dell’attività di prevenzione e contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti”) di fine novembre 2018 del Ministro dell’Interno,inoltrata a tutti i Prefetti e al Capo della Polizia che, nella veste di Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, ha poi fornito i dettagli operativi a tutti gli uffici periferici per rafforzare tali attività.

Era scontato, dunque, ed anche auspicabile, che un intervento coordinato delle forze di polizia nelle varie realtà provinciali portasse a risultati più importanti, sicuramente per tranquillizzare, almeno momentaneamente, i cittadini anche se il problema resta quello di una legislazione sugli stupefacenti da rivedere, soprattutto, quella processuale da adeguare alla gravità del fenomeno criminale in questione. Insomma, per esser chiari, lo “smantellamento delle piazze” (di spaccio) richiesto non può essere un compito solo della polizia giudiziaria se, poi, il sistema processuale non consente una vera “neutralizzazione” dei delinquenti che tornano velocemente a ripopolare quelle piazze di spaccio.

Tornando, comunque, ai dati della DCSA, come accennato i 2.800kg di cocaina bloccati sono molti se rapportati ai sequestri globali di questa sostanza che, negli ultimi cinque anni, mediamente, si sono attestati, ogni anno, intorno ai 4000kg (con la punta di 4.710kg nel 2016). Domanda e offerta di questa droga si mantengono su livelli alti come pure il consumo delle altre droghe dove si rilevano incrementi anche di quelle sintetiche. Buona parte degli oltre 90kg di eroina sono stati intercettati a Torino (38,443kg), a Verona (20,653kg), a Sassari (11,622kg, trafficati in buona parte da nigeriani), a Trento (3,358kg), a Milano (2,692kg).

Fiacca e trascurata, come sempre, la prevenzione in generale ed è questo il vero nocciolo della questione se la si vuole affrontare seriamente.

 

Le “altre droghe” e gli stranieri padroni dello spaccio in strada

Proviamo ancora a fare alcune considerazioni sul fenomeno criminale del traffico/spaccio di stupefacenti che è diventato una delle principali attività, sicuramente la più redditizia, in molte città italiane. Attività in gran parte svolta da cittadini stranieri, in prevalenza africani.

Dall’inizio dell’anno al 19 febbraio scorso, i dati, provvisori, elaborati dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga (DCSA), indicano in 1.596 gli stranieri denunciati dalle forze di polizia all’a.g. per spaccio con in testa i marocchini (325), seguiti dai nigeriani (235), gambiani (156), tunisini (140), senegalesi (93), egiziani (42) e 93 stranieri di altri paesi africani. Nel solo mese di gennaio, poi, i 1.125 stranieri denunciati hanno rappresentato il 43% circa sul totale delle 2.597 persone segnalate all’a.g.

L’altro elemento che emerge dalle indagini è la conferma dei nigeriani utilizzati come narcocorrieri (ovulatori) se si pensa ai quaranta fermati nel corso dei controlli di polizia in diverse zone del territorio nazionale. Fatti che avvengono quasi quotidianamente. L’ultimo è del 20 febbraio con un venticinquenne nigeriano, in possesso di un regolare permesso di soggiorno, fermato dalla polizia al Brennero mentre rientrava da Monaco, a bordo di un treno, con 66 ovuli nella pancia riempiti di cocaina ed eroina per un totale di circa un chilogrammo di droghe.

L’aspetto sorprendente resta, tuttavia, l’alta percentuale degli stranieri spacciatori sul totale delle persone denunciate, al punto che molte piazze italiane sono letteralmente nelle loro mani. Si pensi, ad esempio, a Bologna dove in questo scorcio di 2019, su 28 persone denunciate 22 sono risultati stranieri, a Bari su 23 ben 19 stranieri, a Milano 141 stranieri sul totale di 189 denunciati, a Modena 13 stranieri su 16 denunciati, a Roma su 402 denunciati ben 157 stranieri, a Torino 68 stranieri su 96, per arrivare a Udine dove su 35 persone denunciate 33 sono stati stranieri.

I sequestri, in diversi casi, hanno riguardato non solo le classiche droghe di cui sentiamo quotidianamente parlare e cioè marijuana, hashish, cocaina, eroina, amfetaminici, ma anche sostanze che la DCSA include nella statistica “altre droghe”.

Così, alcuni stranieri sono finiti nei guai per la detenzione di una sessantina di chilogrammi di bulbi di papavero da oppio che, una volta essiccati, possono esser succhiati per assumere residui di morfina. Non è la prima volta che vengono sequestrati bulbi di papavero. Già nel 2016 e 2017, in due distinte operazioni di polizia, furono scoperti circa 4 kg di tali prodotti.

Altri sequestri nel corso dei primi due mesi del 2019 hanno riguardato 11grammi di foglie di coca, 83 grammi di ketamina (un farmaco anestetico), 1 grammo di buprenorfina (derivata dalla tebaina ed estratta dall’oppio), quasi 4 kg di khat, 774 grammi di oppio, 150 dosi di Rivotril (farmaco a base di benzodiazepina, venduto come droga di strada), 24 di suboxone (utilizzata dai tossicodipendenti in cura al posto degli oppioidi) e 96 dosi di Xanax (benzodiazepina).

Quantitativi, questi di “altre droghe” che, alla fine dell’anno sono destinati a raggiungere anche valori consistenti, come si può rilevare dando uno sguardo alle relazioni DCSA degli ultimi cinque anni, in cui il picco massimo è stato raggiunto nel 2015 con il sequestro di 2.067kg di queste sostanze. Un mercato, dunque, sempre più in espansione come si rileva anche dai sequestri delle classiche sostanze stupefacenti che nel solo mese di gennaio sono stati di oltre 6,5 tonnellate di cui 2,8ton di cocaina.

Un anno che lascia intendere come alla fine di dicembre si possa ancora raggiungere e superare, come è accaduto negli ultimi tre anni, le cento tonnellate di sequestri complessivi di droghe in un’azione collettiva delle forze di polizia che è apprezzabile ma non può certamente risolvere il problema.

Le droghe e la ricerca dello sballo

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