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Contromafiecorruzione Nord-Est, a Trieste dal 1° al 3 febbraio

Libera il . Friuli Venezia Giulia

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Tre giorni di confronto, progettualità e proposte, per osare un tempo nuovo con un rinnovamento dei percorsi, dei linguaggi e degli strumenti nella lotta alle mafie e alla corruzione nel Nord Est e nel resto del Paese.

Apertura venerdì 1 febbraio

Luigi Ciotti, Gian Carlo Caselli, Nicola Morra, Roberto Dipiazza, Annapaola Porzio e Carlo Mastelloni.

Domenica 3 febbraio plenario di chiusura con Federico Cafiero De Raho, Giuseppe Governale, Luigi Ciotti

 

Tre giorni di confronto studio, progettualità e proposte con quattro aree tematiche, otto gruppi di lavoro per un rinnovamento dei percorsi, dei linguaggi e degli strumenti nella lotta alle mafie e alla corruzione. Libera organizza Contromafiecorruzione Nord est, che si svolgerà presso a Trieste dal 1 al 3 febbraio 2019.

Per la prima volta,ControMafieCorruzione vuole procedere da una dimensione nazionale ed internazionale ad una locale e territoriale, scegliendo di attivare un focus specifico sul Nord Est del nostro Paese per analizzare come Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Veneto abbiano in questi decenni subito l’attacco delle infiltrazioni mafiose e abbiano trovato alcune risposte di reazione e difesa.

ControMafieCorruzione è una proposta di impegno e di lavoro che Libera mette a disposizione di quanti, singoli e associati, non si rassegnano allo strapotere della criminalità mafiosa e della corruttela, ma cercano ogni giorno, spesso lontano dalla ribalta, di porre un argine civile e democratico alla barbarie e alla violenza.

ControMafieCorruzione vuole essere un luogo del pensiero e dell’azione, ma anche uno spazio per ragionare su nuove strategie e vecchi percorsi, per avanzare alle Istituzioni progetti normativi ed amministrativi, per rafforzare le buone prassi che in questi anni il fronte antimafia ha prodotto attorno ad alcune delle parole chiave: libertà, cittadinanza, informazione, responsabilità, giustizia e solidarietà.

Persone, Racconti, Economie e Ambiente  sono le parole chiave a partire dalle quali si sviluppano le quattro aree tematiche e i gruppi di lavoro con la partecipazione e il contributo di educatori, operatori sociali, magistrati, docenti universitari, familiari delle vittime innocenti delle mafie, forze di polizia, uomini e donne di cultura, imprenditori, rappresentanti di associazioni e sindacati, giornalisti

Venerdì 1 febbraio di pomeriggio Università di Trieste plenaria di apertura con i saluti del sindaco di Trieste Roberto DiPiazza, del Prefetto di Trieste Annapaola Porzio e del Procuratore della Repubblica di Trieste Carlo Mastelloni. A seguire interventi di Enzo Ciconte, Gianni Belloni, Luigi Ciotti, presidente nazionale Libera, Nicola Morra, presidente Commissione Parlamentare Antimafia e chiusura di Gian Carlo Caselli, presidente onorario di Libera.

Sabato 3 febbraio sono previsti gruppi di lavori e saranno dedicati allo studio, all’approfondimento e allo scambio tra i partecipanti. La chiusura si svolgerà la mattina di domenica 3 febbraio presso Teatro Miela di Trieste con gli interventi di Giuseppe Governale, Direttore della Direzione Investigativa Antimafia, Federico Cafiero De Raho, procuratore nazionale Antimafia e Luigi Ciotti.

L’iniziativa si inserisce nel percorso verso il 21 marzo 2019, XXIV Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie, che vedrà come piazza principale Padova ma che pone al suo centro fin dal titolo, Passaggio a Nord Est, l’attenzione su tutta l’area delle tre regioni coinvolte.

Passaggio a Nord est: in Veneto, dove l’offerta illecita di credito, la grande disponibilità di capitali e la connotazione di una parte del tessuto imprenditoriale orientato alla cura di interessi familistici a discapito del bene comune, ha permesso l’instaurarsi di un sistema collaudato tra cartelli di imprese ‘corruttibili’ e ‘corrotte’ e la presenza di organizzazioni criminali mafiose tanto autoctone quanto delocalizzate in tutti i settori economici; in Friuli Venezia Giulia, terra di confine e di passaggio dei traffici delle mafie transnazionali, dove la negazione della presenza di interessi economici criminali non è più sostenibile alla luce dei sequestri di beni e attività economiche mafiose e delle ultime importanti inchieste avviate nell’ambito della ristorazione, del movimento terra e delle attività portuali; in Trentino Alto Adige, dove gli alti standard di vita hanno attirato la ‘ndrangheta che ha investito nelle cave e nell’economia legale, tanto da diventare imprenditori riconosciuti nella regione e in alcuni casi a rivestire anche incarichi pubblici a livello locale.

Per questioni organizzative i giornalisti sono pregati di accreditarsi scrivendo prufficiostampa@gmail.com

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