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2018 o Ritorno al passato?

Beatrice Canal il . L'analisi

razzismiDa piccola ho immaginato più di una volta come sarebbe stato vivere durante la seconda guerra mondiale, mi sono sempre immaginata con una camicia rossa, con un fucile in mano, cantando “Fischia il vento” con i compagni partigiani. Sarà perché mi sento fiera di aver avuto bisnonni partigiani, socialisti e comunisti che hanno lottato per un’Italia libera dal fascismo.

Ma mai, mai avrei pensato di vivere anch’io degli anni del genere.

Levi diceva “ tutti coloro che dimenticano il loro passato sono costretti a riviverlo”   E forse noi per troppo tempo abbiamo smesso di parlarne e ricordare. Così lo faccio io ora.

18 settembre 1938- leggi razziali in Italia.

Novembre 1938- Germania notte dei cristalli; in Italia vengono completate le leggi per la difesa della razza e gli ebrei vengono cacciati dai loro impieghi.

21 maggio 1939 –patto d’acciaio tra Hitler e Mussolini.

22 ottobre 1932 – marcia su Roma.

Si forse è vero, forse non è la stessa cosa ma …

Siamo nel 2018 e la realtà di Riace è stata abolita, a Lodi e in Veneto i bambini immigrati vengono emarginati all’interno delle scuole.

Siamo nel 2018 e sono morte 44 donne non per mano di immigrati, ma per mano di mariti, compagni o ex.

Siamo nel 2018 ma “essere omosessuale è contro natura”…

Siamo nel 2018 e ci sono gruppi di fascisti che fanno le ronde, come facevano gli squadristi.

Siamo nel 2018 e se sei bianco beh sei nato fortunato, ma sei sei nero devi restartene nel tuo paese.

Siamo nel 2018 e 1443 persone sono morte in mare.

Siamo nel 2018 e si fanno infinite  code per avere l’ultima invenzione tecnologica, ci siamo evoluti nell’ambito medico, fisico… ma di sicuro non in quello umano.

Siamo nel 2018 e la gente dimostra di essere patriottica solo quando si parla di calcio, e nessuno ricorda cosa si festeggia il 25 aprile o il 2 giugno.

Abbiamo voluto la globalizzazione, ma non vogliamo il multiculturalismo che è uno dei suoi effetti primari.

Vivo in un paese dove io giovane donna non conto niente, in un paese dove esiste la crisi da ormai troppi anni, in un paese mafioso, corrotto e opportunista e l’unico problema sono gli immigrati?

Vivo in una città dove esistono degrado, spaccio e mafia, ma se sei un ragazzo che occupa uno spazio solo per fare attività con altri giovani che possano aiutare anche la collettività utilizzando spazi che sennò sarebbero lasciati al degrado vieni accerchiato da camionette della polizia e dei carabinieri. In una città dove l’unica cosa che conta è realizzare più alberghi e bistot e non si pensa ai giovani.

Siamo nel 2018 e se fai il saluto romano non è reato è commemorazione.

Siamo nel 2018 e abbiamo partiti come forza nuova; in un paese che ha come senatrice a vita Liliana Segre.

Siamo nel 2018 e vogliono abolire la traccia di storia dalla maturità e lo sappiamo tutti che in 5 anni storia si studiano le 2 guerre mondiali.

Ai ragazzi a cui faccio formazione spiego che la mafia è cambiata, non è più come un tempo ora si è intromessa nell’economia, e se non fosse solo la mafia ad essere cambiata? E se anche il fascismo non fosse più quello di una volta?

 Siamo nel 2018 e io ho paura.

Siamo nel 2018 e ora più che mai voglio urlare che ancora “Fischia il vento” e che essere antifascisti non vuol dire essere di sinistra, ma vuol dire essere italiani.

Una riflessione sul Benfatto

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