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Scuole sicure dagli spacciatori?

Piero Innocenti il . Giovani

cane-antidroga-aula-scuola-controlli-latina-24oreDunque, il ministro dell’interno Salvini, con una sua direttiva diramata alcuni giorni fa, pensa di poter adeguatamente prevenire e contrastare lo spaccio di stupefacenti nei pressi delle scuole per renderle più “sicure” sollecitando una maggiore presenza delle forze di polizia statali (e di quelle locali) e assegnando risorse, 2,5 milioni di euro, per i servizi straordinari richiesti ai quindici Comuni interessati.

Il problema dello spaccio intorno e nelle scuole è reale, ma dubito che con presidi di cani antidroga e agenti di polizia si possano ottenere risultati concreti e soddisfacenti. Forse era meglio pensare di realizzare un vasto piano di interventi sul piano preventivo-informativo nelle scuole  da parte di esperti utilizzando, magari, le particolari professionalità di operatori di polizia delle singole realtà territoriali con il supporto delle altrettante qualificate figure professionali interforze della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga (DCSA), del Dipartimento delle Politiche Antidroga. Avrei anche rivolto una particolare attenzione alla “sicurezza” interna delle scuole che, in molte regioni, è piuttosto scadente per le pessime condizioni degli edifici e la scarsa o inesistente manutenzione. Ma forse questa attenzione spetta ad altri Ministri.

Dunque, una direttiva che è richiamata nella sostanza dal Capo della Polizia Gabrielli che, nella sua veste di Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, con una circolare a sua firma del 26 agosto scorso avente ad oggetto “Attività di prevenzione e contrasto allo spaccio di stupefacenti nei pressi di istituti scolastici. “Scuole sicure“, indirizzata a tutti i Prefetti, ai Comandi Generali dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e ai Questori, invita ad “..avviare una rinnovata azione di prevenzione e di contrasto allo spaccio, in particolare in prossimità dei plessi scolastici”. Le attività dovranno essere, quindi, adeguatamente “calendarizzate” e predisposte in seno ai Comitati Provinciali per l’Ordine e al Sicurezza Pubblica (con grande solerzia già attivati i Comitati a Genova, con qualche polemica sulla “militarizzazione” delle scuole avanzata dal coordinamento regionale dei genitori democratici, a Cosenza, Mantova, Terni), con la predisposizione di mirati servizi da parte delle forze di polizia “anche con il concorso delle polizie locali” (si può intuire quale possa essere il “concorso” in mancanza di specifiche professionalità e con le comprensibili lagnanze dei vigili in attesa di una riforma complessiva che riconosca indennità ed altri strumenti alla pari con i poliziotti e carabinieri).

Il Capo della Polizia sollecita “un impegno corale con l’impiego di tutte le risorse disponibili, in chiave sia preventiva ch repressiva..”, espressione ampiamente utilizzata nella scrittura di circolari analoghe che possono fa pensare a chissà quante risorse umane ci siano in periferia. Siamo, allora, alla consueta propaganda salviniana o l’iniziativa ha qualcosa di solido e apprezzabile? Che lo spaccio di stupefacenti in molte città avvenga nei pressi di scuole (o nelle scuole, da parte degli stessi studenti) è fuori discussione. Che ci sia un incremento dei minori quali autori di tali reati (come indicato nella suddetta circolare) si rileva dai dati della DCSA: 1.277 nel 2013, 1.066 nel 2014, 1.131 nel 2015, 1.379 nel 2016, 1.334 nel 2017 di cui 330 nel nord Italia, 609 nel centro e 303 nel sud. Quest’anno, nei primi sette mesi, i minorenni denunciati sono stati 665. Un valore oscillante tra 1/4 ed 1/5 dei minori denunciati annualmente è risultata straniera, in prevalenza marocchini, tunisini, albanesi, senegalesi e romeni. Relativamente, poi, ad un incremento dei reati in tema di stupefacenti annotato nel 2017 (un più 5,8% rispetto al 2016) evidenziato sempre nella circolare in questione, va anche detto che dopo il calo registrato dal 2013 (34.041 reati), si è pure rilevato un “distacco” da quelli del 2009 (36.581), del 2010 (39.340) e del 2011 (37.225). Il calo di  reati nel biennio 2014/2015 è anche dovuto ad una modifica legislativa del testo unico sugli stupefacenti e ad una giurisprudenza altalenante di quel periodo che contribuirono ad attenuare la repressione in generale.

Aspettiamo di vedere quali saranno i risultati che dovranno essere segnalati da ciascuna delle questure interessate, a cadenza trimestrale, alla Direzione Centrale della Polizia Criminale per le opportune valutazioni.

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