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Ostia e la testata nello spot

Donatella D'Acapito il . Lazio

spada-piervincenzi-ostia-640x337Estate 2018. Alla radio un attore presenta gli eventi in programma a Ostia, il mare di Roma. Una seconda voce entra e sollecita l’altro a sbrigarsi, perché ci sono solo trenta secondi, e a fare meglio lo spot. Allora l’attore, risentito, dice “ahò! Mò tt’a do ‘na capocciata”. E l’altro, tra il meravigliato e il divertito: “’na capocciata a Ostia?”. Poi la conclusione, netta: “Ostia, un’estate senza testate! mejo che jo spiego sennò magari capiscono male…”.

Ma non c’è molto da spiegare.

Uno spot. Solo ironia, lo hanno definito l’autore e la presidente del X municipio della Capitale. Ma ditelo a Daniele Piervincenzi, che la testata se l’è presa davvero – e non in modo bonario – da Roberto Spada mentre il 7 novembre scorso provava a intervistarlo. Ditelo alla collega Federica Angeli, che da anni vive sotto scorta per le sue inchieste. E ditelo ai tanti onesti cittadini di quel territorio che si battono per opporsi all’equivalenza Ostia = mafia.

È inaccettabile che un episodio punito con sei anni di carcere e per cui è stata riconosciuta l’aggravante mafiosa possa essere trattato con una smargiassata, come il gesto di un ragazzotto di periferia che fa folklore. Meravigliano le reazioni di chi questo spot lo ha voluto e lo ha realizzato. L’autore della pubblicità, l’attore ostiense Fabio Avaro, sottolinea come la Giunta del municipio, guidata da Giuliana Di Pillo, abbia “elogiato l’ironia del testo, che era risultato molto simpatico, nello spirito dell’estate romana”. La stessa presidente è convinta che “le persone oneste ed intelligenti, sappiano cogliere il vero spirito di questa iniziativa” e ha aggiunto: “Siamo onorati che un professionista quale è Fabio Avaro abbia proposto uno spot ironico e per nulla offensivo. Uno spot con il quale ha voluto trasmettere amore per il suo territorio”.

Ecco, vien da chiedere quale sia questo spirito identificativo dell’estate romana, visto che la sentenza Spada ha riconosciuto pure i danni autonomi subìti dai cittadini di Roma Capitale (e quindi anche di Ostia). Vien da chiedersi perché l’amore per il proprio territorio debba passare per il riferimento a uno dei peggiori episodi dell’ultimo anno. Un episodio che ha mostrato come a Ostia c’è chi ha paura del boss -perché Spada, come ha detto il pm Giovanni Musarò, “ha agito da boss, ha usato una violenza plateale e ostentata” – tanto da far sì che “le tapparelle si chiudessero e i passanti si volatilizzassero” davanti all’aggressione a Piervincenzi.

Insomma, qui non si tratta di mettere la mordacchia a qualcuno o negare la libertà d’espressione degli artisti. Ma è lecito pretendere che l’istituzione, da istituzione, non ammetta atteggiamenti ambigui o superficiali davanti a comportamenti che hanno a che vedere con le regole basilari del vivere comune, con la legalità.

Non sempre si può fare dell’ironia e non si è poco intelligenti se si reagisce a certe scelte con fastidio.Capire i limiti è necessario, altrimenti l’effetto boomerang è garantito.

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