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ll narcotraffico nelle regioni italiane

Piero Innocenti il . Droga

narcotrafficoPresentata all’inizio del mese l’ultima relazione annuale 2017 della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga (DCS) del Dipartimento della Pubblica Sicurezza. Poi, i dati non stabilizzati dei mesi del 2018. Cifre che consegnano la fotografia di un Paese che sembra non possa fare a meno degli stupefacenti con buona pace del mondo della politica, che poco si preoccupa del fenomeno criminale.

Focus Emilia Romagna

L’Emilia Romagna, con 34 decessi nel 2017, occupa la quarta posizione a livello nazionale – dopo la Toscana (43), il Lazio (37), il Veneto (36) – nella distribuzione regionale delle morti per overdose. A Bologna è stato registrato il maggior numero di morti (9) per abuso di stupefacenti. Nel decennio la regione si piazza con 332 decessi al terzo posto assoluto nella non invidiabile classifica, preceduta solo da Lazio (512) e Campania (446).

La disomogeneità dei dati relativi alle varie attività antidroga tra una regione e l’altra non significano, come si legge nella relazione, “una maggiore o minore recrudescenza del problema in una determinata area geografica”. Sono diversi, infatti, i fattori che incidono sul numero delle operazioni antidroga, delle denunce e dei sequestri come, per esempio, la presenza nei vari territori di aree di frontiera aerea, marittima, di consolidati gruppi criminali (anche stranieri), la posizione strategica per il transito e lo stoccaggio di stupefacenti. E proprio in tema di sequestri l’Emilia Romagna è tra le regioni, con la Puglia e il Lazio, dove nel 2017 si sono avuti i valori più alti in assoluto: 15.366,42kg (un incremento del 918% rispetto al 2016) costituiti in prevalenza da marijuana (14.220kg), hashish (999kg), 88kg di cocaina e 54kg di eroina.

La Puglia con 34.941,42kg sequestrati è in cima alla graduatoria nazionale e ciò dipende essenzialmente dai sempre più consistenti arrivi su gommoni di carichi di marijuana provenienti dall’Albania (ben 33.744 i kg intercettati che avrebbero superato le 40ton con gli 8.857kg sequestrati nelle acque internazionali da unità navali della nostra Guardia di Finanza). Fatto sta che l’Emilia Romagna, con la Puglia, il Lazio e la Lombardia, è fra le quattro regioni che incidono per oltre il 58% sul totale dei sequestri di stupefacenti del 2017 (114.588,60kg) in ambito nazionale.

L’impegno nello specifico comparto delle forze di polizia emiliano-romagnole si è concretizzato in 1.871 operazioni antidroga, il quinto valore più alto a livello nazionale dopo il Lazio, la Lombardia, la Campania e la Sicilia, con la denuncia all’autorità giudiziaria di 2.397 persone (+1,91% rispetto al 2016) di cui 1.522 stranieri (oltre il 63%), 130 donne e 50 minorenni. L’incidenza degli stranieri denunciati per spaccio oscilla dal 78% circa di Bologna ( 543 stranieri sul totale di 688 denunciati), al 69% di Modena (180 stranieri su 258 denunciati), al 67% di Reggio Emilia (107 su 158 denunciati). L’unica provincia con la percentuale inferiore al 50% degli stranieri denunciati è risultata Forlì/Cesena (il 40% circa). La media nazionale sul punto, lo rammentiamo, è, da anni, di poco meno del 40%.

Se i maggiori quantitativi di sequestri di stupefacenti in regione si sono avuti a Parma (oltre 8mila kg di marijuana, carico in “transito” per altre destinazioni), a Ravenna (oltre 2,5ton di “maria” approdate, nottetempo sulle coste) e a Ferrara (circa 2,2ton sempre di marijuana anche queste trasportate su gommoni provenienti dall’Albania), a Bologna si sono avuti i più consistenti sequestri di cocaina (48kg) e di eroina (31kg). Modena e Reggio Emilia , rispettivamente, con 343,96kg e 202,21kg di stupefacenti bloccati, occupano la seconda e terza posizione (ultima Piacenza con 29,04 kg sequestrati). Sorprende ancora Reggio Emilia nelle coltivazioni domestiche di piante di cannabis sequestrate, il più alto numero, 1.283, sul totale regionale di 5.755,seguita da Parma con 1.107 (ultima Piacenza con 39 piantine).

Continua l’illusione di poter arginare il fenomeno criminale del narcotraffico con le sole forze di polizia mentre si continua a far pochissimo in tema di prevenzione, soprattutto nelle scuole e in una rivisitazione della legislazione sugli stupefacenti che, di fatto, con le modifiche degli anni passati, ha alimentato il cosiddetto “piccolo spaccio” e l’impunità degli addetti.

Focus Puglia

Le 1.770 operazioni antidroga svolte in Puglia nel corso del 2017 dalle forze di polizia, rappresentano il valore più alto del decennio con un bilancio di 34.941,96kg di stupefacenti complessivamente tolti dal mercato illecito.

La relazione consegna anche il record storico dei sequestri di marijuana, oltre 90 tonnellate (sul totale nazionale di poco più di 114ton complessivi di stupefacenti )di cui 33.744,75kg intercettate in Puglia (anche questo record assoluto). Nei primi cinque mesi del 2018, poi, sulla scorta di dati, non stabilizzati, estrapolati dai rapporti mensili pubblicati sul sito della Polizia di Stato, in Puglia sono state sequestrate già circa 3,6ton di marijuana (sul totale nazionale di circa 9ton) in prevalenza nei porti di Brindisi e di Lecce.

Si tratta, come si è avuto modo di sottolineare più volte in passato, di quantitativi provenienti dalle estese coltivazioni di cannabis in Albania paese in cui “i clan albanesi (…) hanno dimostrato crescenti capacità di gestione delle coltivazioni e dl traffico, utilizzando semi in grado di produrre piante a alta concentrazione di THC nonché metodi di occultamento delle piantagioni e di trasporto dello stupefacente verso le coste italiane in continua evoluzione”. Tenuto conto del prezzo medio all’ingrosso di un chilogrammo di marijuana, circa 2.100 euro,il controvalore dei sequestri del 2017 è di oltre 193 milioni di euro, somma che aumenta notevolmente se rapportata al prezzo, al minuto, della sostanza. Alla marijuana di produzione albanese si aggiunge quella italiana, non trascurabile, che è concentrata nelle regioni meridionali caratterizzate da condizioni climatiche favorevoli alla crescita della pianta. Così in Puglia, nel 2017, sono state sequestrate 12.002 piante ( 1.036 già nei primi cinque mesi del 2018), in Calabria 107.992, in Sicilia 55.214, in Sardegna 21.671 ( in ambito nazionale 265.237 piante).

I sequestri di hashish in regione sono stati di 1.096,43kg, il secondo valore più alto del decennio dopo quello del 2015 con 1.838,40kg. Costanti i sequestri di eroina negli ultimi due anni (54,96kg e 54,28kg, rispettivamente nel 2017 e 2016) con una media, negli otto anni antecedenti, di circa 100kg ogni anno (il picco nel 2010 con 183,29kg).I 43,8kg di cocaina rientrano nella media dei sequestri degli ultimi dieci anni escludendo il picco, inconsueto, di 578kg nel 2016. Le 2.076 persone denunciate in regione, il 92,15% per traffico/spaccio ed il restante 7,85% per associazione finalizzata al traffico, hanno registrato un decremento del 13,39% rispetto all’anno prima ma, ed è questo il dato regionale particolarmente significativo, soltanto 195 sono risultati gli stranieri coinvolti (in prevalenza albanesi, gambiani e marocchini). Insomma, contrariamente a quanto si registra in gran parte delle regioni italiane, in Puglia non viene lasciato molto spazio alla manovalanza degli spacciatori stranieri e così a Bari, su 819 persone denunciate all’autorità giudiziaria soltanto 72 stranieri, a Brindisi su 240 gli stranieri sono stati 30,a Barletta/Trani 14 gli spacciatori stranieri sul totale di 209 denunciati, a Foggia 23 stranieri su 261, a Lecce 46 sul totale di 269 e a Taranto 10 su 268. Incidenze percentuali, dunque, molto basse, di gran lunga inferiori alla media nazionale di circa il 40%. 136,infine, le donne denunciate per spaccio (il valore più basso del decennio) mentre si sono avuti nove decessi provocati dall’abuso di sostanze stupefacenti di cui tre solo a Foggia.

In generale si può dire che il “fronte marino” pugliese rimane sempre quello più impegnativo per le forze di polizia territoriali impegnate nel contrasto al narcotraffico proveniente dalla vicina Albania con carichi sempre più ingenti di marijuana destinati ad un mercato italiano ed europeo sempre insaziabili.

Focus Sicilia

In Sicilia va sempre più diffondendosi l’abitudine di coltivazioni domestiche di piante di cannabis, spesso nascoste nei campi, tra i filari di pomodori, di vigneti, di uliveti. L’ultimo fatto risale all’11 luglio scorso, ad Acate (Ragusa) con gli agenti della Polizia di Stato che hanno arrestato due albanesi e due rumeni che avevano allestito una serra di marijuana destinata, pare, al mercato locale.

Mercato che sembra “gradire” la marijuana prodotta in “casa” se si pensa ai consistenti sequestri effettuati in tutta l’isola nel corso del 2017: ben 55.214 piante (il picco si ebbe nel 2011 con 925.836 piante) di cui 18.505 nella provincia di Caltanisetta, 14.397 in quella di Catania e 9.520 a Siracusa . Anche nel 2018, nei primi cinque mesi, le forze di polizia hanno già sequestrato oltre 17mila piante di cui 10.019 nel ragusano, 4.500 nella provincia nissena e 1.529 nella siracusana (dati, non stabilizzati, estrapolati dai rapporti mensili redatti dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga- Dipartimento della Pubblica Sicurezza).

L’attenzione nella repressione al narcotraffico nella regione è ben evidenziata dalle 2.059 operazioni antidroga (record decennale) effettuate nel corso del 2017, con le province di Palermo e di Catania che hanno registrato rispettivamente il 28,80% ed il 22,88% del totale delle operazioni. 3.030 le persone denunciate all’autorità giudiziaria, in gran parte per traffico/spaccio (2.689), di cui 354 stranieri (circa l’11%del totale dei denunciati), dato che sottolinea il poco “spazio” nell’isola riservato alla manovalanza straniera di spacciatori. Spazio che, invece, si sono ritagliate le donne se si pensa al dato assoluto delle denunciate, 199, che pongono la regione al quarto posto a livello nazionale dopo il Lazio (411 donne), la Campania (327), la Lombardia (248), regioni con una popolazione residente superiore a quella della Sicilia.

Palermo è in cima alla classifica regionale per i sequestri di stupefacenti 667,69kg in prevalenza hashish (564kg) ma anche 8,76kg di cocaina e 3,53kg di eroina. Il mercato delle droghe sintetiche non pare particolarmente attrattivo considerato che in tutta la regione sono state sequestrate soltanto 56 pasticche (una sola a Palermo). I maggiori quantitativi di marijuana sono stati intercettati nella provincia di Siracusa  (628kg), a Catania (517kg) e a Ragusa (458kg) città, quest’ultima, che ha rilevato anche il secondo maggior quantitativo di cocaina, 13,54kg dopo Catania con 30,54kg. I quattro decessi per overdose in tutta l’isola rappresentano il valore più basso del decennio (il picco si ebbe nel 2011 con 31 morti).

Gli “affari” del narcotraffico in Sicilia, dunque, proseguono su buoni livelli nonostante il consueto impegno nel contrasto che si rileva da tutte le forze di polizia e dalle dogane che già nei primi cinque mesi del 2018 hanno portato al sequestro, a Palermo, di oltre 3ton di stupefacenti, in gran parte marijuana, a Catania di oltre 420kg ( anche in questo caso in prevalenza marijuana),a Caltanisetta  di circa 215kg, a Messina di 130kg,a Siracusa di oltre 90kg.

Focus Campania

In Campania, tra i dati sul narcotraffico segnalati nella ultima relazione annuale della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga (DCSA) sulle attività nel contrasto svolte nel 2017, quelli più significativi sono i 427 stranieri denunciati all’autorità giudiziaria (record del decennio) per traffico/spaccio e associazione finalizzata al traffico sul totale di 3.422 persone, i 760,04kg di marijuana sequestrati (anche in questo caso record assoluto) e i 3.460,14kg di hashish (il valore più alto del decennio dopo quello, del 2009, di 4,247,79kg). Quanto agli stranieri va comunque subito precisato che si tratta di un valore decennale basso – soprattutto se raffrontato con altre regioni del nord Italia – con una incidenza percentuale nelle singole province campane di gran lunga inferiore alla media nazionale che è ancora attestata intorno al 40%.

Così, a Napoli, sul totale di 2.058 persone denunciate , solo il 12% (241) sono risultate stranieri. Percentuali che salgono al 15% e al 16% circa rispettivamente nelle province di Salerno e di Caserta, mentre si abbassano notevolmente al 6,7% e al 7,4% a Benevento e Avellino.

Dunque, anche qui in Campania, spazi di “attività” ridotti per gli spacciatori stranieri che sono risultati, in prevalenza, gambiani (120), marocchini (61), nigeriani (57), ghanesi (23), albanesi (20). Va anche ricordato che, a livello nazionale, gli stranieri denunciati nel 2017 per traffico/spaccio e associazione sono stati 13.964, il valore più alto del decennio (quello più basso, con 10.302, annotato nel 2015).

Relativamente poi ai giovanissimi coinvolti nello spaccio, anche come semplici “trasportatori” di poche dosi, la Campania con 92 minorenni denunciati è al quinto posto nella graduatoria nazionale dopo la Lombardia (187 minorenni), il Lazio (170), il Piemonte ( 119) e la Sicilia(99). Se si fa riferimento ai minorenni denunciati, Napoli – con 62 giovani – viene dopo Genova (81), Milano (77) Bari e Torino (72). Sicuramente un serissimo problema questo dei minorenni spacciatori che dovrebbe preoccupare evidentemente non solo le istituzioni partenopee.

Anche nei sequestri di stupefacenti, frutto di 2.264 operazioni antidroga svolte in tutta la regione (un più 8,22% rispetto al 2016), Napoli e provincia hanno registrato i maggiori quantitativi con 2.788,26kg di cui 1.964kg di hashish, 661,23kg di marijuana, 96,37kg di cocaina e 64,97kg di eroina. Salerno si è piazzata al secondo posto con 269,24kg di stupefacenti ma ha il duplice primato in regione per i sequestri di cocaina (121,95kg, in gran parte bloccati nel porto) e per quelli di droghe sintetiche – 3.500 pasticche di amfetamine sul totale nazionale di 21.533 – il terzo maggiore sequestro dopo le 5.550 dosi di Torino e le 5.293 di Roma.

A conferma, inoltre, della particolare attenzione riservata al narcotraffico dalle forze dell’ordine napoletane, le 2.058 persone denunciate all’autorità giudiziaria che pongono la città al terzo posto dopo Roma con 4.563 persone e Milano con 2.234. Gli oltre 250kg di stupefacenti sequestrati a Napoli in questi primi cinque mesi del 2018 testimoniano l’impegno di poliziotti e carabinieri per arginare un fenomeno che è diventato, negli anni, incontrollabile. Napoli, infine, è stata la città campana dove è stato censito il maggior numero (13) di decessi per overdose sul totale in regione di 22 (il valore più alto si è avuto nel 2008 con 71 morti per abuso di droghe).

Focus Calabria

Nel 2017 Reggio Calabria ha conseguito ancora una volta il primato nazionale nei sequestri di cocaina con 1.915,23kg, il picco più alto del decennio dopo quello del 2012 con 2.131,22kg, sul totale nazionale di 4.014,18kg, attività effettuata quasi intermante nel porto di Gioia Tauro che – si legge nella relazione annuale della DCSA – “oltre ad essere situato in un’area ad alto indice di criminalità mafiosa, presenta le caratteristiche ideali del porto di transito, cosiddetto transshipment“. Ma non solo.

Il capoluogo calabro ha ottenuto anche il record nei sequestri di marijuana con 2.280,32kg sul totale in regione di 2.626,96kg. Poca l’eroina intercettata(31grammi), poca la resina di cannabis (111,95kg di hashish), boom con le coltivazioni di piante di cannabis in tutta la regione con il record decennale di sequestri,107.992 (un incremento del 128,92% rispetto al 2016) di cui 68.755 piante solo nella provincia di Reggio Calabria seguita da Vibo Valentia con 29.801.

Difficile non pensare alla supervisione della ‘ndrangheta in un settore del narcotraffico diventato sempre più redditizio nel sud Italia e nelle isole dove sono state localizzate l’85,27% delle 265.635 piante individuate a livello nazionale nel 2017. Coltivazioni di “casa nostra” che vanno a gonfie vele anche nel 2018, come dimostrano i dati in fase di consolidamento dei primi sei mesi elaborati l’11 luglio con i meticolosi rapporti mensili della DCSA, che indicano già in 179.443 le piante sequestrate dalle forze di polizia nelle province del sud e isole, con le 99.921 piante di Vibo Valentia, le 12.891 di Reggio Calabria (per un totale nel 2018 di 20.839), 6.752 a Napoli, 3.100 a Foggia, 2.474 a Catanzaro,2.075 a Caserta, 1.779 a Barletta/Trani. E si tratta, lo ricordiamo, soltanto di quote modeste rispetto ai valori stimati e sufficientemente attendibili delle reali colture nel paese.

La marijuana, d’altronde, è un investimento particolarmente redditizio per la criminalità del narcotraffico ma anche per molti cittadini, spesso insospettabili, che pensano di arrotondare stipendi o magre pensioni coltivando tra le mura domestiche (in casa, nei giardini, negli orti) piante di cannabis i cui semi costano “quattro soldi” ma che fruttano molto bene, per ogni pianta (mediamente, almeno più di duecento euro). Sul totale regionale delle persone denunciate, 1.159 (tra cui 83 donne e 22 minori) 94 sono risultati stranieri (circa l’8%), in prevalenza albanesi (25), gambiani 11), marocchini (9), che, comunque, hanno rappresentato il numero più alto del decennio. Tra queste nazionalità, quella dei gambiani è stata quella che, a livello nazionale, ha registrato il maggior incremento di spacciatori denunciati (1.259) rispetto al 2016 e cioè un più 47,08% ,subito dopo vengono i nigeriani (1.689,con un incremento del 77,4%). Si tratta di gruppi, soprattutto i nigeriani, che hanno dato (danno) seri problemi alle forze di polizia in diverse province e nei cui confronti continua ad esserci una speciale attenzione per le forme associative criminali che sono andate assumendo. In diversi casi, va anche ricordato, si è trattato di stranieri riconosciuti come profughi e ai quali è stato concesso anche la protezione internazione o umanitaria. Soltanto tre, infine, i decessi nel 2017 attribuiti ad abuso di sostanze stupefacenti di cui due a Cosenza.

Focus Piemonte

In Piemonte, nel 2017, le forze di polizia hanno effettuato 1.578 operazioni antidroga, il numero più alto nel decennio, sequestrando complessivamente 3.586,13kg di stupefacenti di cui 8,82kg di eroina (il quantitativo più basso nel decennio). 163,59kg di cocaina e 1.282,91kg di marijuana (entrambi record assoluti) e 2.129,04kg di hashish (il più consistente a livello regionale dopo quelli di Lazio, Campania e Lombardia).

Un’azione di contrasto che ha portato alla denuncia all’autorità giudiziaria di 2.095 persone (anche in questo caso record decennale), in gran parte (98,04%) per il delitto di traffico/spaccio e per il restante 1,96% per quello di associazione finalizzata al traffico. A Torino e provincia il maggior numero di denunce (il 61,53%) della regione. I 1.135 stranieri denunciati per spaccio – il 54% del totale dei denunciati -sono risultati, in prevalenza, di nazionalità marocchina (238), senegalese (225), albanese (133), nigeriana (122), gabonese (104). Quest’ultima etnia, peraltro, non è risultata presente nelle denunce in nessuna delle altre regioni.

 Rispetto al 2016 le denunce degli stranieri hanno subito l’incremento del 31,98%, ponendo il Piemonte al quinto posto in termini assoluti quale regione maggiormente interessata dalla presenza degli stranieri coinvolti nel narcotraffico. L’incidenza degli stranieri denunciati oscilla, tuttavia, dal 64% di Torino (830 stranieri sul totale di 1.289 denunciati), al 52% di Alessandria (102 stranieri su 194), al 44% di Asti (25 stranieri su 56), al 47% di Novara: tutti valori superiori alla media nazionale che è stata di circa il 40%. Percentuali che scendono di poco a Cuneo con il 38% (54 stranieri su 140), con un ulteriore decremento a Vercelli (il 23%, 19 stranieri su 82), a Biella (il 22%, 16 stranieri su 91), a Verbania con il 21% (21 stranieri su 99). Per i sequestri di droghe sintetiche in dosi, il Piemonte, con 5.761 pasticche intercettate (un più 3.523% rispetto al 2016), occupa il secondo posto a livello nazionale dopo il Lazio (6.367 dosi di amfetamine).

Va detto che, a parte Torino, in nessuna delle altre province piemontesi sono state sequestrate droghe sintetiche nel 2017. Aspetto, questo, meritevole, di approfondimento per capire se la domanda di queste sostanze è nulla in quei territori provinciali (poco probabile),o  se, invece, va adeguatamente stimolate l’azione investigativa dei vari organismi di polizia o se è talmente incisiva e diffusa l’azione di prevenzione sulla amfetamine da averne annullato il commercio.

La stessa riflessione si può fare con l’eroina. A parte i 7,95kg sequestrati a Torino, nessun sequestro in due province (Asti e Cuneo) e solo 98 grammi complessivi nelle restanti cinque. I maggiori quantitativi di stupefacenti sono stati bloccati a Torino con 3.223,67kg ( in prevalenza hashish e marijuana ma anche 78,58kg di cocaina) seguita da Alessandria con 171,40kg, Novara con 117kg, Verbania con 21kg, Asti con 16,63kg, Cuneo con 15,61kg e Vercelli con 7,47kg. I 119 minorenni coinvolti nel narcotraffico pongono il Piemonte in terza posizione dopo la Lombardia (187) e il Lazio (170). Relativamente ai decessi per abuso di stupefacenti si sono registrati 25 morti in tutta la regione con 17 solo a Torino. Il dato è ” da considerarsi come orientamento del fenomeno” come opportunamente sottolinea la DCSA nella relazione suddetta in quanto si tratta solo di segnalazioni di casi per i quali sono state interessate le forze di polizia. Negli ultimi dieci anni in Piemonte si sono avuti complessivamente 305 decessi per overdose ( il picco più alto, 50, nel 2009) dato che pone la regione al quinto posto dopo il Lazio (512 morti), la Campania (446), l’Emilia Romagna (332) e la Toscana (330).

Anche da queste parti, alla fine, ci sarebbe un gran lavoro da fare, sul piano della prevenzione primaria sicuramente, ma anche su quello della repressione, con forze adeguate al fenomeno e , soprattutto, con una legislazione sugli stupefacenti da rivedere, divenuta negli anni troppo evanescente, in particolare per contrastare lo spaccio al minuto, su strada. Le forze di polizia ce la mettono tutta. La politica non sembra interessata molto al problema.

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