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Una stima sul fatturato del narcotraffico in UE

Piero Innocenti il . Droga

(AP Photo/Ed Andrieski)

(AP Photo/Ed Andrieski)

Dall’esame dei dati sui sequestri di stupefacenti in ambito UE riportati nella “Relazione europea sulla droga 2018-Tendenze e sviluppi, elaborata dall'”Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze”, acronimo in inglese EMCDDA e presentata ai primi di giugno, si possono fare alcune considerazioni su quanto denaro si ricava nel commercio illecito delle droghe. E su quanti interessi, criminali e di altro tipo, siano in gioco.

Il documento in questione, sicuramente uno dei più attendibili sullo spinoso tema, è redatto con valutazioni che dovrebbero meritare ben altra attenzione di quella riservata sbrigativamente da buona parte degli organi di informazione. Salvo qualche eccezione, come è capitato il 9 giugno scorso, con il mensile n.13 di FQ Millenium  intitolato “Siamo tutti drogati” che agli stupefacenti ha riservato gran parte delle 130 pagine. Proviamo a capire, allora, quante “sostanze” circolano in Europa, che livello ha l’azione di contrasto al narcotraffico da parte delle forze di polizia nei vari Paesi, quanto denaro sporco approssimativamente circola, quale è il “contributo” assicurato dai narcotrafficanti e spacciatori al Pil europeo.

Partiamo, appunto, dalle ultime due relazioni dell’EMCDDA 2017 e 2018, che tuttavia riportano dati statistici sui sequestri e su altre attività collegate riferiti rispettivamente agli anni 2015 e 2016 – e sarebbe auspicabile se queste relazioni, compilate sicuramente con molta professionalità, potessero essere redatte, in futuro, con dati più recenti. Dunque, nei due anni del rilevamento sopraindicato, sono stati sequestrati complessivamente ben 8.812kg di eroina, 140.310kg di cocaina, 960.579kg di hashish, 214.596kg di marijuana, 9.117.705 pasticche di ecstasy (mdma) e 14.709.826 piante di cannabis. Alcuni porti del Belgio e della Spagna sono stati quelli maggiormente interessati dagli arrivi, per lo più a bordo di navi portacontainer, di ingenti carichi di cocaina provenienti dal Sud America, con oltre 84ton delle 140 ton intercettate in tutta l’UE, mentre i Paesi Bassi sono il paese dove sono state coltivate le più estese piantagioni di cannabis stando ai sequestri effettuati di ben 10.823.000 piante sul totale europeo di oltre 14milioni.

Considerati i prezzi medi all’ingrosso registrati degli stupefacenti in alcune delle principali piazze europee (Madrid, Barcellona, Parigi, Roma, Milano, Bruxelles, Amsterdam, Berlino, Varsavia, Lisbona, Vienna, Atene) che variano in relazione alla purezza e alla loro provenienza, si può ritenere, con una prudente approssimazione, che il valore degli stupefacenti sottratto al mercato illecito possa essere ricompreso in una forbice oscillante tra gli 11,8 e i 18,8 miliardi di euro (considerati i prezzi al chilogrammo tra un valore minimo ed uno massimo) ottenuti sommando, per l’eroina, i 273milioni di euro (e gli oltre 343milioni) ai quasi 4,9miliardi per la cocaina (e 5,9miliardi di euro), a 1,777 miliardi (e 2,727) per l’hashish, ai 300 milioni di euro (e ai 407 milioni) per la marijuana, ai circa 4milirdi di euro per le piante di cannabis e agli oltre 136 milioni di euro per le pillole di mdma.

Ritenendo, poi, sulla scorta di valutazioni fatte ormai da anni da esperti antidroga dei vari paesi europei e da Europol, che i sequestri fatti rappresentino circa il 25% (stima moderatamente ottimista) del volume totale degli stupefacenti immessi sul mercato, si dovrebbe ipotizzare un volume di affari in ambito UE oscillante tra i 35,4 e i 38,4 miliardi di euro. Cifre che aumentano s si considerano i sequestri, pure apprezzabili, di altre sostanze illecite tra cui Lsd (dietilammide dell’acido lisergico), Ghb (gammaidrossibutirrato), Gbl (gammabutirrolattone), ketamina, Khat, nuove sostane psicoattive tra cui catinoni e cannabinoiidi sintetici, nuove benzodiazepine. Straordinari e inquietanti, dunque, i problemi che emergono sul piano sociale, criminale, della salute pubblica, dalla lettura delle relazioni dell’EMCDDA mentre la politica continua ad ignorare, sicuramente a sottovalutare, tali emergenze distratta, forse, da quel contributo di ricchezza “lorda” che dal 2014 viene assicurato dal narcotraffico (insieme alla prostituzione e al contrabbando di tabacchi) al Pil dei paesi UE.

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