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Macerata: “Fascismi e razzismi sintomi di democrazia malata”

Libera il . Marche

don-luigi-ciotti ©dd'a-dossiersud“Se la manifestazione viene autorizzata noi ci siamo, ci saremo come ci siamo sempre stati. E che nessuno semplifichi e metta facili etichette.”

“Il mio primo pensiero va a Pamela che non c’è più e a tutte le persone ferite. Abbiamo accettato la proposta degli amministratori di Macerata quando ci hanno detto che era una comunità scossa molto ferita e che era meglio, per un senso di responsabilità, non caricare molto quel contesto. Non è stato e non sarà mai un atto di paura, di debolezza, di arretramento. La storia di Libera è una storia di impegno, di partecipazione e di coraggio. Se la manifestazione viene autorizzata noi ci siamo, ci saremo come ci siamo sempre stati. E che nessuno semplifichi e metta facili etichette. Già avevamo organizzato in tante parti d’ Italia, insieme alle altre realtà, la raccolta di firme, affinchè si alzasse la voce forte, ferma e coraggiosa.

Chiaro che una Associazione come Libera che fa della legalità il fulcro del proprio impegno non può andare contro le indicazioni: noi ci saremo, se arriva autorizzazione. E anche vero che la manifestazione non è unica maniera per manifestare il proprio dissenso e la propria protesta e dobbiamo inventarci ancora di più tutti per alzare la voce. E perciò stiamo organizzando, con le altre associazioni, iniziative in tanti luoghi per favorire la partecipazione di tante persone. La rinascita dei fascismi e dei razzismi è qualcosa di reale, non un fatto di folklore o di nostalgia malata. E’ il sintomo, dobbiamo gridarlo, di una democrazia malata, o per lo meno pallida, nel nostro Paese e di una politica che serve poco il bene comune.

Il declino, la devastazione culturale di questi anni sta portando alla luce i suoi frutti velenosi, molto velenosi. In un tempo in cui dominano e ci sono e si toccano con mano le disuguaglianze e le logiche economiche sulle teste e sulle vite delle persone, tutto questo ha un gioco facile e i discorsi che fanno appello all’ identità chiusa, ai muri, ai confini fortificati cosi’ come quando si riparla di razza bianca, sono discorsi che fanno solo male a sentirli. Il riemergere di queste aberranti ideologie sorge anche dalla paura, dall’inquietudine e dalla povertà materiale e culturale. Rischiamo di diventare una società del sospetto, del rancore, dell’odio. Una società senza memoria e dunque senza coscienza di sé. Allora deve alzarsi forte il grido No ai fascismi, No ai razzismi. Noi lo abbiamo sempre fatto. Mai ci siamo sottratti.

Non possiamo dimenticare che 80 anni fa sono state promulgate le legge razziali, una pagina vergognosa della nostra storia, una vergogna. Ora dobbiamo esserci ed esserci molto di più. Purtroppo, attenzione, certa politica, invece di trovare gli antidoti, li sfrutta e li amplifica per bassi interessi di bottega. Nessuno metta il cappello a Libera, associazione di associazioni. Nella Costituzione ci sono tutte le istruzioni per archiviare una volta per sempre i fascismi, i nazismi, le violenze e le ingiustizie. La nostra Costituzione pero’ attende ancora di essere tradotta nel concreto per costruire una società di diritti, lavoro e dignità. Per tutte queste ragioni ci siamo e ci siamo sempre stati e se autorizzata, ci saremo anche a Macerata e continueremo ad esserci in tutto il paese. E che nessuno semplifichi e metta facili etichette”.

Don Luigi Ciotti, Presidente di Libera

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