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Viaggio della legalità e cittadinanza responsabile a Gioiosa Ionica

Annamaria Giacomelli e Maria Regina Brun il . Calabria

Con l'imprenditore che ha vinto la ndrangheta BentivoglioDa diversi anni scolastici, nel nostro Istituto Superiore Bonomi-Mazzolari, vengono attivati percorsi di educazione alla cittadinanza responsabile al fine di promuovere, tra i ragazzi e le ragazze,  una maggior consapevolezza dell’importanza di essere cittadini responsabili e dell’urgenza di impegnarsi concretamente per rendere la società nella quale viviamo più giusta e rispettosa dei diritti di ogni persona. All’interno di questi percorsi si sono organizzati spesso anche alcuni viaggi formativi in territori dove l’impegno di realtà imprenditoriali, realtà associative e singole persone per costruire un paese libero da mafie e corruzione è molto forte.

Quest’anno è stato organizzato,  il “VIAGGIO DELLA LEGALITA’ E  CITTADINANZA RESPONSABILE”  in Calabria, nella Locride, dove, nella prima settimana di questo nuovo anno scolastico, siamo stati ospitati dall’associazione Don Milani di Gioiosa Ionica. Il  viaggio è stato realizzato con il contributo dell’Amministrazione Comunale di Mantova e del Coordinamento provinciale di Libera.

Questa esperienza ha dato la possibilità a tutti i partecipanti di conoscere un Sud diverso da come spesso ci viene rappresentato dai mass-media; un territorio che, con convinzione e coraggio, vuole poter dimostrare anche qui al Nord, dove purtroppo le mafie e la corruzione sono ben presenti (e la sentenza Pesci di questi giorni lo conferma), come la giustizia sociale, il rispetto della dignità di ogni essere umano,  la solidarietà, la tutela dell’ambiente siano elementi fondanti per lo sviluppo e la crescita reale di ogni territorio.

Le attività e gli incontri realizzati nella Locride ci hanno dato l’opportunità di “incontrare” uomini e donne, giovani e adulti, che, con ruoli diversi e con onestà e coraggio,  hanno speso e continuano a spendere la loro vita per combattere le ingiustizie e l’illegalità  presenti nel loro territorio e far si che ogni cittadino possa  veder riconosciuti i propri diritti  fondamentali e non essere più costretto a chiedere “favori”.

Il viaggio ha permesso pure di toccare con mano come l’associazionismo attivo e il riutilizzo sociale dei beni definitivamente confiscati siano uno strumento molto efficace per “rigettare” le mafie e offrire ai territori l’opportunità di rendere sempre più forte l’economia legale, basata sul pieno rispetto della libertà di impresa, sul pieno rispetto dei diritti dei lavoratori e sulla tutela dell’ambiente.

Sede coop Valle del Marro Liberaterra PolistenaL’ascolto e la condivisione di tante testimonianze oltre ad aver rappresentato un’occasione di riflessione su vicende del passato e del presente,  ci hanno sollecitati ad aprire gli occhi sulla nostra realtà territoriale,  dove purtroppo a causa della superficialità, della connivenza, della complicità di alcuni imprenditori, professionisti e  amministratori locali da una parte, e dell’indifferenza, della rassegnazione, dell’omertà dei cittadini mantovani dall’altra, la ‘ndrangheta e le altre mafie si sono radicate impoverendo, anche se in modo indiretto, il tessuto socio-economico delle nostre comunità.

E siamo tornati con la consapevolezza che, come diceva Giovanni Falcone, le mafie non sono affatto delle “società di servizi” che operano  a favore delle imprese e dei cittadini in difficoltà, bensì sono “associazioni di mutuo soccorso che agiscono a spese della società civile, per avere un vantaggio esclusivo dei suoi membri” e che hanno scientemente deturpato i territori d’origine perché  il degrado porta alla rassegnazione della cittadinanza  mentre il bello rende propensi all’impegno e al bene.

*Le docenti accompagnatrici

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