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Azzardo e ludopatia

Pasquale Iorio il . L'analisi

ludopatie-centro-liberamente-genova1In questi giorni ho avuto modo di leggere e studiare i dati e le cifre impressionanti appena diffusi dal Dossier “Gioco d’azzardo: i numeri di un mercato fuori controllo”, a cura di Filippo Torrigiani e don Armando Zappolini per il CNCA.

Da questa ricerca emerge ancora una volta che “il mercato dell’azzardo non va in vacanza. E tanto meno in crisi: negli ultimi undici anni gli italiani hanno “perso” in questo modo 181 miliardi di euro. Vanificati, ridotti in fumo. Il che vuol dire aver giocato molto di più. Solo nel 2016 hanno perso 19 miliardi di euro, ma ne hanno giocato 96 miliardi. Cifre impressionanti”.

Personalmente sono rimasto colpito da questi dati, che ancora una volta denotano come l’azzardopatia – con annessa ludopatia – sia diventata una delle piaghe più devastanti della nostra società.

Basta guardarsi intorno per vedere la proliferazione e diffusione delle sale giochi e slot mashines, che ogni giorno spuntano come funghi velenosi nelle nostre città (in paerticolare in alcune aree come quella aversana e domiziana). Per questi motivi ho scritto una nota al sindaco di Casal di Principe – al quale mi legano anni di lotte per i diritti ed il riscatto civile – con la proposta di far partire dal suo Comune iniziative di prevenzione e contrasto anche nella nostra Provincia.

Purtoppo qui registriamo una situazione di distrazione e di inadeguato impegno nei confronti di un fenomeno che ha pesanti ricadute umane, psicologiche ed economiche (oggi l’azzardo è diventato uno di principali canali di finanziamento delle mafie). Qusto dato si connota in particolare nelle istituzioni locali (anche in quei comuni e sindaci più “virtuosi” sulla legalità democratica, come Renato Natale, Dimitri Russo di Castel Volturno e Carlo Marino a Caserta, dove una importante delibera da mesi rimane impantanata nei casseti della Giunta senza riuscire a diventare un regolamento attuativo da approvare in Consiglio). Al riguardo va detto che nemmeno le associazioni del terzo settore si distinguono in questo settore (nonostante siano protagoniste in tanti campi e progetti di solidarietà, di cura e di accoglienza).

Con mia sorpresa ho notato che sui vari social vi sono state molte reazioni a sostegno della mia proposta, ma anche critiche e contestazioni (a volte con toni duri ed offensivi).

A queste osservazioni ribadisco che alla ripresa c’è urgenza di rilanciare l’iniziativa sui temi dell’azzardo e ludopatia, non solo sul piano del contrasto e regolamentazione del fenomeno. Ma ancora di più su quello della denuncia sociale attivando percorsi informativi ed educativi, a partire dalle scuole di base e dalle famiglie.

In alcuni comuni (vedi  S. Nicola la Strada) è stato rilevato che un giovane su due è coinvolto.

Né sono esenti le fasce più deboli, in primo luogo gli anziani ed i migranti. In particolare fa impressione vedere delle donne e madri attaccate alle macchinette e alle slot con i figli in braccio.

Come rete delle PdS/Aislo e “Mettiamoci in gioco” promuoveremo una prima iniziativa a fine settembre, rivolta non solo al mondo del terzo settore e del volontariato, ma anche ai sindaci ed esponenti delle istituzioni (Regione e Governo).

Inoltre, chiederemo la collaborazione e partecipazione delle scuole e del settore Dipendenze della ASL, per un supporto di competenze adeguate e di strutture per la prevenzione contro la ludopatia.

Piazze del Sapere, Terra di Lavoro     

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